Beppe-Gol, che spettacolo

Scritto da  Feb 17, 2021

Sono 53 anni oggi per Beppe Signori.
Si può dire che Signori sia stato il secondo regalo fatto dall’allora presidente Gazzoni alla piazza, dopo Baggio.
Capitano e attaccante eccezionale, giocatore imprescindibile. 
Beppe Gol. 
A lui è stato anche dedicato un coro dalla curva Bulgarelli, che fa esplicito riferimento alla sua grande capacità di segnare.
Una delle ultime bandiere ad essere arrivato sotto le due torri.
6 anni all’ombra del Nettuno.. 6 anni di spettacolo agli occhi dei tifosi.
Tutto questo e molto altro è stato Giuseppe Signori per Bologna.

Estate 1998
Il Bologna aveva appena perso Baggio, passato all’Inter dopo una stagione eccezionale con la maglia rossoblù. 
La società cercava un nome importante per sostituire il Divin Codino, un giocatore che potesse dare entusiasmo alla piazza, che sapesse far emozionare. Fu così che a Gazzoni venne in mente di portare sotto le due torri nientemeno che Giuseppe Signori. 
Attaccante già affermato, vicecampione del mondo nel 1994 con la Nazionale, un passato alla Lazio da protagonista. Era il nome giusto.
Certo, si sapeva che non era più un giocatore giovanissimo e che sarebbe arrivato qui probabilmente non con una condizione fisica eccezionale, ma le sue qualità tecniche erano troppo alte per non sfruttare l’occasione. 
Occasione che di fatto si rivelerà d’oro.

L’affare andò in porto. Beppe venne ceduto dalla Lazio in prestito con diritto di riscatto.
La prima stagione sotto le due torri fu un successo assoluto: 23 reti in 47 match, superando le 22 fatte da Baggio l’anno prima.
Bastò un campionato a Signori per entrare nel cuore dei tifosi bolognesi, e rimanerci per sempre.
Un’annata meravigliosa per l’attaccante ex Lazio, ma anche molto emozionante per il Bologna.
La squadra conquistò l’accesso alla Coppa Uefa, battendo l’Inter nello spareggio finale; ma, soprattutto, i rossoblù poterono aggiornare la bacheca dei trofei dopo ben 25 anni con la vittoria della Coppa Intertoto.
Non solo: in Coppa Italia la squadra di Mazzone arrivò fino in semifinale, e lo stesso accadde in Coppa Uefa, dove il Bologna venne eliminato dal Marsiglia in una delle partite che più ha lasciato l’amaro in bocca ai bolognesi, per via di numerose polemiche.

Dopo una delle stagioni più leggendarie che i tifosi bolognesi possano ricordare, il Bologna acquistò Signori a titolo definitivo, nell’estate del 1999.
Per il secondo anno consecutivo, Beppe si confermò capocannoniere della squadra rossoblù, la quale terminò il campionato al nono posto.

Signori rimase a Bologna per altri quattro lunghi anni, e anche dopo il cambio di società da Gazzoni a Cipollini Beppe è sempre rimasto il punto fermo da cui ripartire ogni anno, fino al 2004.
Per tutto il tempo in cui è rimasto sotto le due torri Signori ha continuato a segnare, anno dopo anno, fino anche a sfiorare la seconda Coppa Intertoto, arrivando in finale nel 2002-2003.
Divenne capitano e simbolo del Bologna, in una piazza che non appena lui si avvicinava all’area di rigore già sognava e pregustava un suo gol.

Forse la sua fortuna è stata anche quella di giocare in una squadra che vantava calciatori del calibro di Paramatti, Fontolan, Kolyvanov, Andersson, Marocchi, Cruz, Pagliuca, Nervo..
Giocatori di un’altra categoria. Se giochi con loro tutto è semplificato, certo, ma forse Signori è stato proprio il tassello aggiunto che ha permesso di fare un salto di qualità.

Beppe Signori, colui che era in grado di far sembrare facile ogni gol. 
Ogni rete, anche se tecnicamente difficile, fatta da lui sembrava un gioco da ragazzi, per la naturalezza dei movimenti e per come la metteva nel sette.
Beppe ci ricorda un calcio che oggi non esiste più, un calcio che era ancora fatto di bandiere e di passione. E forse è questo che tiene così ancorati a lui: il fatto che sia l’ultima vera bandiera rossoblù.
Beppe è quel giocatore a cui pensi sorridendo, un sorriso un po’ melanconico forse, ma questo è il ricordo che solo i grandi campioni sanno lasciare.

A Bologna lui ha messo le radici, ha trovato la sua dimensione, prima dentro al campo da calciatore, e poi come uomo quando ha dato l’addio al calcio.
Tra lui e la gente di Bologna si era da subito creata una sinergia particolare, che negli anni si è rafforzata sempre di più.
Beppe ha dato tanto alla piazza, e la piazza ha dato tanto a lui.
Lui ha capito subito come calarsi nell’ambiente, perché gli è venuto naturale.

Tanti auguri Beppe-Gol.

Deborah Carboni

Aspirante giornalista sportiva con il Bologna nel cuore. Studentessa di Scienze della Comunicazione.