Cruz tra passato e presente: "Mi alzo ancora alle 5 del mattino..."

Scritto da  Apr 03, 2021

Sulle pagine della "Gazzetta dello Sport" di quest'oggi, i tifosi del Bologna ritrovano uno dei loro maggiori beniamini: Julio Cruz, 99 partite e 30 gol in maglia rossoblù tra il 2000 e il 2003. "Mi sveglio ancora prestissimo la mattina, anche alle 5. Facevo così anche da giocatore...". E c'era anche lui in campo, il 10 febbraio 2002, quando il Bologna la spuntò (2-1) contro i nerazzurri per l'ultima volta tra le mura amiche. "Non è più successo perché poi sono andato dall'altra parte...", dice l'argentino, che si trasferì in nerazzurro e firmò, tra le altre cose, anche una storica vittoria a Torino contro la Juventus per 3-1 dove l'Inter non faceva bottino pieno da dieci anni, ripetendosi l'anno seguente proprio con il gol partita per l'1-0 finale. "Un giorno mi chiamò il mio procuratore, mi disse che l'Inter avrebbe venduto Crespo e cercavano un 9. In panchina c'era Hector Cuper. Ci ho pensato un po', perché a Bologna stavo da Dio, ma volevo crescere. Da una parte, l'Inter non vinceva da anni, ma proprio per questo era stimolante andare dove da tempo non si vinceva niente. Cuper fu decisivo ai fini della scelta...". Una scelta che scatenò un effetto domino: "'Se vai via tu, vado via anche io', mi disse Guidolin, allenatore del Bologna. Incredibile, se ne andò davvero. La mia cessione scatenò un putiferio. Ma poi anche Cuper fu esonerato".

Cruz, a proposito di nazionale, a Mancini deve molto: "Venne al posto di Cuper, e ci disse: voglio meno capetti e più lavoratori. In nazionale sta facendo un lavoro egregio, e per l'Inter del triplete lui è stato propedeutico...". Il doppio ex ha anche carezze per Mihajlovic e Conte, gli allenatori di oggi: "Sono due persone che basta guardarli quando sono in panchina per capire quanto ci tengano. Sono convinto che vorrebbero essere in campo loro a giocare. Lukaku? Non pensavo fosse così forte. Lautaro Martinez invece andava aspettato. L'Inter ha iniziato a vincere sempre, ora per lo scudetto dipende da lei. Ma in serie A non è mai finita". 

In rampa di lancio però c'è già un altro Cruz. E' Juan Manuel, figlio di Julio: "E' un orgoglio vedere mio figlio prendersi il giusto spazio al Banfield. Anche io prima o poi vorrei tornare in serie A a lavorare, magari insieme a lui. Ne ho parlato con Inter e Fiorentina, e lo seguono. Vedremo...". Infine, un pronostico sulla sfida di questa sera, che però "il giardiniere" cortesemente rimanda al mittente: "Niente pronostici, niente banalità. Nell'Inter potrebbe essere decisivo Lukaku, nel Bologna l'intera squadra. Perché contro questa Inter serve un congegno feroce e compatto".

Stefano Ravaglia

Stefano Ravaglia nasce a Ravenna nel 1985. Giornalista pubblicista, appassionato di calcio e della sua storia,  ha seguito il Milan quasi dovunque in Italia e in Europa e collabora con la testata online "Europa Calcio". Appassionato in particolar modo di calcio inglese, tesserato al Liverpool Italian Branch, si occupa anche di Formula Uno, essendo direttore del sito www.F1world.it. Ha all'attivo quattro libri e alcuni racconti pubblicati in varie antologie. Conduce il programma tv "Cartellino Giallo" su Teleromagna ogni lunedì.