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Bologna Fc - Fenucci: "Di pianificato, nelle operazioni di trasferimento, c’è sempre poco. Ad oggi, la squadra potrebbe regalarci una bella stagione"

Scritto da  Set 10, 2021

Al termine della conferenza di presentazione di Arthur Theate, l’amministratore delegato del Bologna Fc Claudio Fenucci ha risposto ad alcune domande dei giornalisti.

Secondo te questa squadra perché è più forte di quella dell’anno scorso?
Perchè i calciatori che solo arrivati nelle scorse stagioni hanno più esperienza. Negli ultimi tre anni abbiamo fatto investimenti netti, con i diritti delle prestazioni dei giocatori, di circa 60 mln. Poi, piano piano, questi calciatori stono cresciuti e lo si vede non solo dalle perfomance, ma anche dalle offerte che arrivano per alcuni di loro. In più è arrivato un giocatore dall’impatto rilevante, che è Marko, che ci da delle opzioni in più rispetto al passato. Nonostante la brutta prestazione in Coppa Italia, la squadra sembra molto equilibrata e credo che possano regalarci una bella stagione.

Perché 20 giorni fa avevi detto che nessuno partiva all’ultimo e, invece, all’ultimo è partito Tomi?
Di pianificato, nelle operazioni di trasferimento, c’è sempre poco. Puoi prendere delle decisioni strategiche all’inizio, che è quello che abbiamo sempre detto sin dall’inizio, ovvero che sarebbe partito solo un giocatore. Poi, molte cose che si dicono sono finalizzate alle operazioni in corso, alle trattative che c’erano in quel momento. Il club interessato a Tomi è cambiato ed è arrivata dall’Arsenal una offerta concreta. Grazie questo, poi, siamo riuscito a prendere Arthur. E’ vero che non ricopre il ruolo di Takehiro, ma è anche vero che lui è entrato come difensore centrale destro e poi è stato spostato sulla fascia. 
Non credo che ci sia un club capace di sostenere finanziariamente due sessioni di campagne di trasferimenti, estiva ed invernale, senza vendere nessun giocatore. Noi con il nostro azionista, che già doveva fare i conti con la pandemia, avevamo stabilito un budget e su questo dovevamo stare. 

Con la partenza concreta di Tomiyasu, avete mai pensato di sostituirlo?
Quando si portano dei calciatori, si cercano dei prospetti che siano pronti, ma anche funzionali ad una crescita futura del reparto e della squadra. Nel ruolo di terzino dx avevamo comunque due calciatori che avevano più di 500 presente in Serie A, ritenuti validi, e quindi ritenuti affidabili per la stagione. Con l’arrivo di Arthur si è completato il reparto difensivo. Poi è una questione di lavoro collettivo e su questo si sono concentrati lo staff e il mister.

Il patron del Modena Rivetti, alla Gazzetta dello Sport, ha parlato del suo desiderio di creare una sorta di Calcio Valley, come è la Motor Valley, insieme a tutte le squadre del territorio. Secondo lei è possibile?
I club vicini hanno una forte competizione sul campo e così deve rimanere. D’altronde, in termini di strategie economiche e di sviluppo del sistema, dovremmo essere soci, ma non solo tra quelli emiliani. C’è ampia disponibilità di discutere insieme per la crescita del sistema nel suo complesso. Oggi il calcio è in una situazione di profonda crisi economica e organizzativa. Credo che una grossa riflessione vada fatta, sia sugli aspetti economici, ma anche su quelli organizzativi, in relazione delle esigenze dei club e delle Nazionali. Il sistema è arrivato ad un punto critico dove effettivamente le esigenze di una ristrutturazione è evidente. 

Hai sempre predicato la crescita graduale. Con quanti punti quest’anno ti riterresti soddisfatto?
Non ci sono asticelle di punti e posizionamento, anche se è auspicabile finire nella parte sinistra della classifica, visto anche la somma ingente richiesta all’azionista. Per cui, tutti i tifosi, lui in primis, si aspettano una crescita significativa che ci porti in alto. Poi è un campionato impegnativo  e ci sono anche le altre squadre.

Prima di un Bologna-Sassuolo dello scorso anno, tu hai detto che siamo sulla stessa strada del club verdenero. Con le potenzialità che ha il Bologna, ad oggi, che possibilità ci sono di acchiappare il Sassuolo?
Diciamo che l’autostrada è quella [scherzando]. Il Sassuolo ha fatto molto bene ed è un esempio di squadra con un’azionista molto forte e un bravissimo manager che nel tempo hanno puntato molto sui giovani, li stanno tenendo e adesso stanno avendo i risultati. L’importante, per noi, è fare bene e posizionarci tra le prime dieci. 

Matteo Linarello

Studio Scienze della Comunicazione, gioco a baseball da quando ero “cinno” e possiedo una fede multi-sportiva legata alla mia città: Bologna.
Mi piace lo sport in tutte le sue angolazioni: vederlo, praticarlo e raccontarlo.