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Il Resto del Carlino — Cresce il prezzo dei biglietti e i tifosi non ci stanno

Scritto da  Francesco Bernardi Ott 13, 2021
 
 
L’apertura della prevendita in vista di Bologna—Milan, in scena al Dall’Ara sabato 23 ottobre, ha scatenato le polemiche dei tifosi. Casus belli: il rincaro dei biglietti.
Per assicurarsi un posto in curva per la prossima gara casalinga dei rossoblù occorre spendere 20 euro. La situazione si complica nel momento in cui il prezzo resta il medesimo anche per i tifosi che avevano sottoscritto un abbonamento per la stagione 2019-20, che a causa della pandemia non hanno potuto sfruttarlo per intero, ed ai quali non è stato corrisposto un rimborso. L’abbonamento 2019-20 aveva un costo di 190 euro, per le 19 partite casalinghe della stagione. La divisione al dettaglio del prezzo di ogni singolo ingresso risulta elementare. Per questo campionato il ticket per un seggiolino in curva è salito a 12 euro, con punte di 20 per gli incontri di cartello come quello con il Milan. La maggiorazione rispetto all’ultima stagione prima del Covid è stimata attorno al 35%.
 
Da qui la protesta dei tifosi. Il Centro Bologna Clubs ha chiesto un incontro con un esponente della società per discutere del tema, prima di prendere una posizione ufficiale in merito. La rivendicazione della tifoseria verterà sulla richiesta alla dirigenza di allestire dei mini abbonamenti, relativi a piccoli pacchetti di partite, in modo da alleggerire il prezzo rispetto alla vendita al dettaglio.
Su questo punto si prevede un braccio di ferro con il club, che per bocca dell’AD Claudio Fenucci ha espresso la difficoltà nella sottoscrizione di abbonamenti finché persisterà la possibilità che l’Italia venga divisa in zone, come nella scorsa primavera. La capienza degli stadi infatti risentirebbe di un eventuale cambio di colore della regione, nell’eventualità di un inasprimento delle condizioni epidemiologiche, rendendo impossibile definire con anticipo il numero di tifosi ammessi alle singole partite. Eventuali abbonamenti venduti in un momento di “zona bianca” rischierebbero di risultare inutilizzabili dopo poche settimane. Nascerebbe inoltre il problema di definire un criterio per escludere una parte degli abbonati.
 
Dal botteghino però non arrivano soltanto cattive notizie. L’apertura degli impianti al 75% potrebbe favorire il ritorno degli ultras al Dall’Ara proprio in occasione del match contro i rossoneri. Finora il tifo organizzato si è opposto alle restrizioni, facendo proprio il motto del “tutti o nessuno”. Dal momento che fino ad ora, con le limitazioni, non era possibile partecipare in blocco, gli ultras hanno disertato le partite casalinghe. Con l’aumento della capienza consentita, oggi al Dall’Ara ci sarebbe finalmente posto per tutti, grazie all’apertura dei distinti.
 
Si evidenzia così un paradosso. Prima non c’erano i posti, ora ci sono ma costano troppo. Può apparire come una situazione di stallo, ma in realtà è la piega che devono prendere le cose per potersi risolvere. Le due parti hanno un bisogno reciproco di incontrarsi. I tifosi hanno voglia di tornare allo stadio dopo quasi due anni, con la ragionevole tranquillità dovuta al miglioramento delle condizioni della pandemia. Il club ha necessità più che mai, in questo momento di difficoltà economica del settore, di monetizzare il proprio seguito. Sono fazioni fatte per incontrarsi, si diceva. Non è quindi una questione di se, bensì di quando. È solo questione di tempo, che guarda caso nella più elementare delle massime finanziarie è equiparato al denaro. 
 
 
Fonte: Marcello Giordano, Il Resto del Carlino