Nicolas Viola in conferenza stampa Nicolas Viola in conferenza stampa fonte immagine: Bologna FC

Bologna, Viola si presenta: "Per me è importante essere qui. È l'occasione che aspettavo"

Scritto da  Ott 21, 2021

Si è presentato alla stampa, il giorno dopo l’ufficialità dell’ingaggio, Nicolas Viola (qui la sua scheda tecnica). Il centrocampista, rimasto svincolato dopo l’esperienza al Benevento condita da ben due promozioni in Serie A, arriva a Bologna dopo un lungo viaggio cominciato per la squadra delle origini, la Reggina, e proseguito poi facendo tanta esperienza soprattutto nel campionato cadetto. Ora, a 32 anni, l’occasione che lui stesso ha detto di aver atteso a lungo e per cui, in questo periodo senza contratto, ha rifiutato proposte allettanti dal punto di vista economico.

LA SCELTA – Viola ha scelto il Bologna, ma è soprattutto il Bologna che ha scelto Viola. In questo momento di difficoltà a centrocampo, Riccardo Bigon ha dato fondo alle sue conoscenze e ha deciso di affondare il colpo per l’ex Benevento, visto che i due si erano già conosciuti in passato proprio all’inizio della carriera di Viola: “Conosco personalmente Nicolas da tanti anni. L’ho visto crescere nel settore giovanile della Reggina e poi affacciarsi alla prima squadra. Quindi, almeno dal punto di vista umano sento di poter stare molto tranquillo, dal punto di vista calcistico ci dovrà pensare lui”. Il dirigente rossoblù ha poi chiarito i dettagli del contratto che legherà Viola al Bologna: “Sì, accordo fino a giugno, con rinnovo automatico al verificarsi di determinate condizioni”.

LE CONDIZIONI FISICHE – C’è ovviamente un grande punto interrogativo sull’arrivo di Viola. Al 21 di ottobre, l’ex Benevento ha cominciato solo ieri ad allenarsi in gruppo e le sue condizioni non sono ovviamente ottimali. Tuttavia, nonostante fosse senza contratto, Nicolas ha lavorato da solo in tutto questo periodo: “Mi sono allenato da solo con un personal trainer. Ho cercato di fare un lavoro il più possibile simile alle dinamiche di una squadra, e naturalmente è stato un po’ difficile, perché da solo non riesci mai a fare tutto per bene, però fisicamente sto abbastanza bene. Secondo me, per essere pronto ci vorrà un po’ di rodaggio; quindi, ora sono in mano ai preparatori e ai fisioterapisti per capire quanto mi manca per essere al 100%”.

SINISA – Uno degli aspetti più curiosi ed interessanti per ogni nuovo giocatore rossoblù è l’impatto con Mister Mihajlovic. Viola ha avuto subito un’ottima impressione del tecnico serbo, non avendo mai avuto l’occasione di averlo come allenatore in passato: “Il mister l’ho incontrato, l'ho conosciuto, perché non lo conoscevo di persona, l’ho visto soprattutto in TV. Ora ho avuto la possibilità di parlarci. Lui è uno molto diretto, molto schietto e io preferisco un rapporto così”.

IL PASSATO, LA MATURITÀ, L’OCCASIONE GIUSTA – Bologna per Viola rappresenta l’opportunità. Fin da giovane è stato considerato un talento fuori dal comune, ma non è mai riuscito ad imporsi come le sue qualità avrebbero suggerito. Ora però il Bologna, sicuramente la società più importante in cui finora ha avuto la possibilità di misurarsi: “In passato ho fatto tanta Serie B, qualche volta anche per scelta. Potevo ritornarci quest'anno e avevo anche mercato in serie A, però appena si è presentata l'occasione di venire a Bologna ho colto l’occasione. Per me è davvero importante essere qui”. Un percorso lungo, in cui Viola sente di non aver dato ed espresso tutto quello che avrebbe voluto. Così una società come il Bologna rappresenta per lui l’occasione per completarsi e a 32 anni pensa di aver raggiunto la maturità giusta per arrivare al top delle sue possibilità: “Ho 32 anni, ormai penso di avere la maturità per capire quello che voglio, e di sicuro penso che nel mio percorso calcistico, non abbia dimostrato appieno tutte le mie qualità. Quindi volevo l'opportunità in una squadra di un certo livello per esprimermi al meglio. Ho aspettato fino all'ultimo perché credo nelle mie qualità”.

IL NUMERO, IL CAMPO E L’EXTRACAMPO – A ottobre inevitabilmente l’arrivo di uno svincolato non è una questione “normale” e ovviamente per chi arriva con una situazione consolidata, ci sono tante cose da imparare e da accettare. Anche la scelta del numero tra una ristretta cerchia di possibilità, in certi casi è un compromesso da accettare. Viola però è stato fortunato e ha potuto avere un numero già vestito in passato e di non poco conto nella storia del calcio: “Il 14 era il numero del primo anno di serie A che ho fatto col Benevento. È un numero che già ho portato e rappresenta anche grandi calciatori del passato. Poi era libero e quando arrivi dopo in una squadra, devi un po’ accontentarti. Però sono felice”. In campo, l’ex Benevento ha fatto un lungo percorso che lo ha portato a maturare definitivamente come centrocampista. Completo dal punto di vista tattico, il regista calabrese si metterà a disposizione di Miha, grazie anche alla sua duttilità tattica. Inoltre, Viola è uno specialista dei calci da fermo, e quale migliore situazione può esserci per lui? Allenato da un grande calciatore da fermo, in una squadra alla ricerca, da qualche anno, di uno specialista di questo fondamentale: “Ho fatto tante volte il play in Serie A, ho fatto anche la mezzala sinistra e ho giocato a due, da mediano. Questi sono tutti i ruoli che posso ricoprire, poi in base poi alla disposizione in campo e all'occorrenza del mister, io lascio decidere a lui come, e se, impiegarmi. Per quanto riguarda i calci piazzati credo di essere venuto nel posto giusto, visto che c'è una persona che mi può insegnare tanto. Sicuramente ascolterò i suoi consigli”. Fuori dal campo Nicolas ha sofferto un po’ i lunghi mesi ad allenarsi da solo e senza contratto: “È stato un percorso, potrei usare la parola difficile, però è stato un percorso di crescita. Non vivere lo spogliatoio, essere svincolati non è bello, avrei potuto accontentarmi, visto che pure all'estero avevo richieste anche economicamente importantissime”. Di pari passo al calcio, Viola ha cominciato anche il percorso universitario e studia psicologia all’Università del Sannio: “Ho fatto un percorso di studio, anche per crescita personale e credo che questo mi abbia aiutato tantissimo a esprimermi quasi nel migliore dei modi – ha detto Viola, che poi incalzato sul percorso di studi e la possibilità di spostarsi all’Università di Bologna ha risposto così – Mancano 6 o 7 alla laurea, ora sto studiando e col covid è tutto online, quindi è più facile”.

IL PASSATO E I COMPAGNI – Viola è consapevole di non aver espresso tutte le sue qualità nel corso degli anni. Per questo considera Bologna la sua grande occasione, in cui esprimere il suo talento al meglio e in un ambiente che lo aiuterà a farlo: “Il mio è stato un percorso un po’ travagliato, sicuramente per demeriti miei, perché comunque quando uno fa un certo percorso deve anche sapersi prendere le proprie responsabilità. Fino a poco tempo fa, ho avuto la fortuna di iniziare dei percorsi personali di crescita che mi hanno fatto capire dove ho sbagliato e perché. Sono riuscito un po’ a migliorare le mie le mie qualità fisiche e mentali”. Lo farà con uno spogliatoio quasi totalmente nuovo: “Ho giocato quasi con tutti contro, e qualcuno l’ho sentito su Instagram nel corso degli annì. Con De Silvestri, con Lollo ho giocato nelle giovanili in Nazionale”.

BOLOGNA – Infine, solo parole al miele per la società, in vista di due potenziali stagioni assieme, in cui Nicolas vuole imporsi: “Sicuramente è una società sana, dove si può lavorare bene, ha un centro sportivo bellissimo poi ho conosciuto i ragazzi e sono veramente un gruppo solido. È stato molto facile iniziare”. Il rapporto tra Viola e il Bologna è legato anche al gol della passata stagione. Il gol dell’1-1 segnato nella sfida di ritorno tra i rossoblù e il Benvento: “Quello è stato un gol arrivato dopo un periodo non positivo a causa di un infortunio, ed è stato il secondo gol, il primo su azione, che mi ha permesso di ritrovare la fiducia e la consapevolezza che mancava in quel periodo. Spero di farne altri così col Bologna”.

 

 

Stefano Francesco Utzeri

Studio Giornalismo all'Università di Parma inseguendo il mio sogno: raccontare lo sport e i suoi protagonisti. Nativo digitale sedotto dai Beatles e Marty McFly.