Svanberg fa festa: Mourinho cade al Dall'Ara

Scritto da  Dic 01, 2021

Il Dall'Ara sogna: 1-0 alla Roma di Mourinho e classifica che adesso fa stropicciare gli occhi. Svanberg festeggia al meglio il traguardo delle cento presenze, lo Special One cade per la prima volta sotto le Due Torri. 

FORMAZIONI. Squadra che vince non si cambia: Mihajlovic e Mourinho optano per la continuità, confermando dieci giocatori su undici rispetto all’ultima vittoriosa domenica (fuori a La Spezia per il Bologna, in casa col Torino per la Roma). Sinisa insiste sul 3-4-2-1 che è ormai una solida certezza, cambiando il solo Orsolini sulla destra con Skov Olsen; Mou risponde con un modulo speculare, mettendo Veretout al posto dell’infortunato Pellegrini: per il resto, attacco Zaniolo-Abraham, con dietro El Shaarawy pronto ad inserirsi. In mezzo Diawara, ex rossoblù, in difesa quell’Ibanez che fu vicino alla maglia di Casteldebole senza però mai vestirla.

PRIMO TEMPO. Nonostante l’orario scomodo (18 e 30 di mercoledì) sugli spalti del Dall’Ara ci sono più di sedicimila spettatori, duemila e passa dei quali dalla Capitale. Svanberg e Soriano vengono premiati per le cento presenze in rossoblù, traguardo che vale l’applauso del pubblico. Lo speaker ricorda poi Astor, tifoso recentemente scomparso. Freddo tipico da dicembre, a scaldare il clima ci pensano le tifoserie, pronte a beccarsi fin dalle prime battute: e anche in campo il copione è lo stesso, coi difensori rossoblù a ringhiare su Abraham e Zaniolo; al tredicesimo c’è subito una brutta notizia per il pubblico di casa: Arnautovic si ferma, e deve abbandonare il campo. Mihajlovic mette Sansone al suo posto, Barrow diventa la boa là davanti. Al 18esimo arriva la prima occasione degna di nota, che è per la Roma: cross dalla destra, ed Abraham che di testa la manda fuori di poco. Mentre il reparto offensivo cerca un nuovo equilibrio, il pubblico di casa comincia il proprio personale duello con l’arbitro Pairetto, beccato per alcune decisioni. L’equilibrio alla metà del primo tempo regna comunque sovrano, e a spezzarlo ci prova Skov Olsen, col suo sinistro a giro che finisce facile preda di Patricio. L’ennesimo fallo senza ammonizione fa infuriare il pubblico di casa, che a questo punto mostra senza troppi fronzoli il proprio disappunto. Quando siamo alla mezz’ora, la partita continua ad essere bloccata, con pochi spunti da una parte e dall’altra. Il Bologna in generale difende bene, Medel è un segugio che non lascia spazio ad Abraham. Al 30esimo c’è il primo calcio d’angolo della partita, che è per la Roma: Skorupski fa buona guardia, ma uno scontro di gioco costringe ad un nuovo intervento i medici: Lukasz continua la partita bendato. Al 34esimo poi c’è il lampo improvviso: Dominguez là da a Svanberg, che da fuori area trova il piattone vincente, festeggiando a dovere la tripla cifra in rossoblù: il tutto sotto una Bulgarelli in festa. Dopo il gol del vantaggio rossoblù, Mourinho lascia l’area rettangolare per sedersi in panchina: un gesto che la dice lunga sullo stato d’animo degli ospiti. Al 38’ Soriano si becca il giallo, il pubblico del Dall’Ara protesta. Nel finale di tempo si vede la Roma, con Skorupski che è bravo a sventare una traiettoria insidiosa. Abrahm pareggia il conto dei cartellini gialli: l’attaccante inglese non accetta la decisione, il Dall’Ara lo fischia. Zaniolo in finire di tempo prova a spaventare Skorupski, ma il tiro è centrale. 1-0 all’intervallo, vantaggio meritato per il Bologna, coi i tifosi che sostengono a gran voce i giocatori.

SECONDO TEMPO. La Roma torna in campo con Perez al posto di Diawara, Mihajlovic invece non fa cambi. A partire meglio è ancora il Bologna, che si guadagna subito un calcio d’angolo: un segnale ben preciso, da parte della squadra di casa. El Shaarawy si fa male e lascia il campo, al suo posto entra Shomurodov, che prova a dare la sveglia ai suoi. Roma che a poco a poco costringe il Bologna nella sua metà campo, Soriano e compagni provano a vivere di ripartenze. Medel si guadagna l’applauso del pubblico per una chiusura su Zaniolo, la difesa rossoblù sembra un bunker impenetrabile. Il nuovo entrato Perez si fa ammonire, il Bologna sembra in generale più tranquillo, specie al cospetto di una Roma nervosa. Il baricentro all’ora di gioco si sposta, col rossoblù che torna dalle parti di Patricio. Mourinho si gioca la carta Cristante, che entra in campo al posto di Veretout. Medel rimedia ad un errore di Soumaoro, il tifo del pubblico cresce. Il Bologna allenta la pressione romanista, che su contropiede va vicina al raddoppio: Mikhitaryan va a botta sicura, ma Skorupski conferma di essere in serata positiva. La curva Bulgarelli si stringe attorno ai suoi ragazzi, facendo da dodicesimo. Zaniolo cade in area e reclama il rigore, Pairetto lo punisce col cartellino giallo per simulazione. Ancora un cambio per la Roma, Vina al posto di Mancini. Il numero 22 giallorosso prova a riscattarsi, e si guadagna un calcio da fermo da buona posizione: sul pallone Abraham, che fa venire i brividi al pubblico di casa, con Skorupski che era comunque sulla traiettoria. Torna ad assaggiare l’erba del Dall’Ara anche Lorenzo De Silvestri, che prende il posto di un applaudito Skov Olsen, e si gioca il suo personale derby: il compito è chiaro, e cioè aiutare la difesa a reggere l’assalto ospite. Si prende il giallo anche Mourinho, visibilmente scosso a bordocampo. Al 75esimo c’è poi un brivido per il Dall’Ara: Dominguez sgambetta in area Mikhitaryan, Pairetto indica il dischetto, ma il guardalinee annulla tutto per fuorigioco. Pericolo scampato. Skoruspki ancora imbattibile su Abraham, serata davvero eccellente per il portiere polacco. De Silvestri protegge bene su Perez, e si guadagna la standing ovation di compagni e pubblico. Tutto il Dall’Ara sostiene i suoi ragazzi verso una vittoria che farebbe sognare, classifica alla mano: Skoruspki si prende un giallo per perdita di tempo, a questo punto tutto vale per avvicinare la fine. Mihajlovic spende il bonus cambi: dentro Orsolini e Vignato per Barrow e Dominguez. Il quarto uomo dà cinque minuti di recupero, poco dopo scoppia un parapiglia tra le due squadre: vengono ammoniti Sansone e Karsdrop, Il Bologna prova ad addormentare la partita, la Roma ha un’ultima chance con un cross sul quale Zaniolo arriva in ritardo. La lunga passerella verso il triplice fischio, scatena il Dall’Ara e fa iniziare il dicembre col piede giusto. La conclusione è sulle note di Lucio Dalla, che torna a suonare in uno stadio in festa.

Ultima modifica il Mercoledì, 01 Dicembre 2021 20:52
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.