Bologna in lockdown: tutto facile per il Napoli

Scritto da  Gen 17, 2022

Bologna -  Troppo Napoli per la squadra di Mihajlovic, stordita dal caos sanitario delle ultime settimane: al Dall’Ara per gli azzurri è una passeggiata, con i rossoblù che non entrano mai veramente in partita. Sguardo già rivolto alla trasferta di Verona, per trovare i primi punti di un 2022 che non è di certo partito col piede giusto.

FORMAZIONI. Mihajlovic conferma la stessa difesa vista a Cagliari (Soumaoro-Binks-Theate), mettendo Viola al posto dell’acciaccato Dominguez ed operando un restyling completo sugli esterni (Hickey e De Silvestri per Olsen e Djiks) più Sansone a sostituire l’assente Orsolini; dall’altra parte un Napoli che viene dal recente capitombolo in Coppa contro la Fiorentina: per cancellare lo smacco, Spalletti schiera Rrahmani e Jesus davanti a Meret, Di Lorenzo e Rui sugli esterni, coppia di centrocampo Ruiz-Lobotka ed il trio Zielinski-Lozano-Elmas dietro al pericolo numero uno Mertens.

PRIMO TEMPO. Atmosfera surreale al Dall’Ara: si gioca come da disposizioni con cinquemila spettatori sparsi tra tribuna e curva, il tutto alle 18 e 30 di lunedì. Consueta maglia azzurra per il Napoli, Bologna che risponde con l’ancor più classico rossoblù: di questi tempi, sprazzi di normalità che non sono di certo da buttare. Fuori dal Dall’Ara ci sono i gruppi organizzati, ed un bel ricordo in Piazza della Pace per il compianto Michele Ammendola; in generale sembra di assistere ad un pericoloso deja-vu, e cioè al campionato scorso, con gli stadi chiusi e le grida dei giocatori che riecheggiano per tutto il Quartiere Saragozza. Dopo neanche cinque minuti Skorupski può già riscattarsi dal liscio di Cagliari: Lozano ci prova da buonissima posizione, il portiere polacco ci mette la mano. Il gol partenopeo è comunque nell’aria, e al ventesimo ecco il vantaggio firmato Lozano: cross dalla sinistra dove De Silvestri non riesce a fare buona guardia su Elmas, e sinistro dell’attaccante messicano che finisce in rete. Dalla distanza prova subito a rispondere Theate, col suo sinistro che finisce di poco a lato della porta di Meret; il gol del Napoli sembra accendere il Bologna, tutto d’un tratto pronto ad entrare nel vivo della contesa. Le urla dei pochi presenti provano a dar manforte alla squadra, Hickey raccoglie l’invito provandoci in sforbiciata. La difesa del Napoli confemra i motivi per cui è la meno battuta del campionato, lasciando poco o nulla spazio ad Arnautovic e compagni; alcune scelte dell’arbitro Marinelli fanno poi infuriare il pubblico: che pur decimato, non nasconde il proprio disappunto. Arnautovic ci prova di testa, ma Meret fa buona guardia. Nel finale di tempo, Ruiz fa tremare il palo di Skorupski: sinistro a giro, e il legno che salva il Bologna.

SECONDO TEMPO. Pronti e via, il Napoli fa subito male in contropiede: la squadra di Spalletti con tre tocchi spacca il campo, Ruiz piazza un cioccolatino a Lozano che chiede solo di essere messo dentro. Raddoppio che taglia subito le gambe alla band di Mihajlovic; Sinisa dal canto suo corre ai ripari, e getta nella mischia un Dominguez a mezzo servizio: dentro un Nicolas, fuori un altro (Viola). Il tecnico serbo però non ha finito qui le sorprese: rivoluzione in attacco, dove escono Arnautovic e Sansone, per l’ingresso di Skov Olsen e Falcinelli. Fatto nuovo per Miha, un numero così elevato di cambi all’inizio della ripresa, ma il risultato del resto lo impone; il Napoli è padrone del campo, il Bologna pur con nuovi entrati non riesce a reagire. Skorupski risponde bene a Lozano, ma la difesa rossoblù è in piena balia dell’attacco partenopeo; l’ammonizione di Theate fa saltare i nervi ai pochi presenti. Soriano lascia il campo per Vignato, Bologna che completa la trasformazione davanti e gioca ora con l’attacco di riserva. La sensazione è una sola: l’allenatore serbo sembra già pensare al Bentegodi, preservando i titolari. L’unico a provarci è Hickey, con dei missili terra aria che comunque sono centrali, e dunque facile prede di Meret. Spalletti fa i primi cambi: Politano e Osimhen per Mertens e Lozano. Miha finisce lo slot dei cambi richiamando Hickey, e regalando la gioia dell’esordio a Pyyhtia.  L’occasionissima per riaprirla è sui piedi di Dominguez, ma il pallone finisce alto. Il finale è una lunga agonia già scritta, che non regala alcuna sorpresa: il palo di Svanberg su punizione è l'unico sussulto di una ripresa da dimenticare. il Napoli vince meritatamente, il Bologna incassa la seconda sconfitta consecutiva, per un inizio di 2022 da dimenticare.

Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.