Orkun Kökçü col numero 10 esulta per un gol Orkun Kökçü col numero 10 esulta per un gol Fonte immagine: Twitter ufficiale Feyenoord

La Bottega dei Talenti - Orkun Kökçü

Scritto da  Feb 09, 2022

Il Bologna ha dimostrato in questi anni una particolare attenzione a ciò che accade in campionato di seconda fascia come quello olandese o il campionato scozzese. Non è un caso che negli ultimi anni sono arrivati giocatori da molte leghe di secondo piano. Alcuni acquisti sono andati bene come quelli Aaron Hickey, piuttosto che Mattias Svanberg, senza dilungarci a fare la lista, altri un po’ meno come quello di Stefano Denswil dal Bruges. 

Una notevole attenzione è stata dedicata proprio al calcio olandese. I rossoblù hanno pescato sempre da squadre non di primo livello del calcio oranje. Tuttavia, in futuro non è da escludere che il Bologna, con un miglioramento graduale della propria situazione finanziaria possa bussare a casa delle big del calcio olandese per talenti in fase di esplosione, ma ancora fuori dal mirino delle big internazionali. È il caso di Orkun Kökçü, giovanissimo centrocampista ormai certezza della mediana del Feyenoord.

Conosciamolo meglio ne la scheda de La Bottega dei Talenti.

Orkun Kökçü nasce ad Haarlem, città situata nell’Olanda Settentrionale, il 29 dicembre 2000. Nato in una famiglia di origini turche, è nato e cresciuto in Olanda. Fin da bambino gioca a calcio, cominciando a formarsi nella squadra locale dell’IJmuiden Sportvogels.

Nel 2011 il suo talento viene notato dal Groningen, che decide di portarlo nel suo settore giovanile. Con i biancoverdi rimane per tre anni, finché nel 2014, per 40 mila euro è il Feyenoord che decide di portarlo nella sua Academy per completarne la crescita calcistica.

Nella stagione 2017/18 è protagonista con la formazione under19. Gioca 42 volta, tra tutte le competizioni, compresa la Youth League, e segna 17 reti, fornendo anche tre assist. Il rendimento migliore è senz’altro quello della manifestazione continentale, nella quale gioca 7 volte e segna 5 reti.

La stagione 18/19 è quella del debutto da professionista che avviene il 27 settembre 2018, nel primo turno di KNVB Beker, Coppa Nazionale olandese. Il debutto è bagnato anche da un gol nel 4-0 inflitto al Gemert. Gioca e trova il gol anche in Eredivisie, collezionando a fine stagione 11 presenze, 3 gol e 4 assist.

Nella stagione 2019/20 è già titolarissimo. Colleziona 22 presenze e segna 2 gol in Eredivisie. La stagione segna anche il suo debutto in Europa League, competizione in cui scende in campo 9 volte tra preliminari e fase a gironi. La stagione però si ferma a causa della pandemia e la sua crescita non può continuare sul campo. 

Nella scorsa stagione, dopo tanti anni nel ruolo di trequartista, grazie al lavoro di Dick Advocaat, inizia la trasformazione in mezzala di centrocampo. In stagione, a causa di un infortunio, gioca ancora solamente 22 volte e segna 3 reti in Eredivisie, mentre nelle 6 apparizioni in Europa League trova anche il primo gol internazionali.

Questa stagione è quella della definitiva esplosione, infatti, finora ha giocato 33 volte, segnando 5 gol e fornendo 6 assist in tutte le competizioni.

Per quanto riguarda il calcio internazionale, Orkun ha scelto di difendere la bandiera della Turchia, dopo aver giocato per le rappresentative giovanili under 17, 18 e 19 dell’Olanda. Il 6 ottobre 2019 ha esordito con l’under 21 turca, con cui ha giocato solo due volte. Mentre dal 6 settembre 2020 è entrato in maniera stabile a far parte della Nazionale maggiore turca con cui ha giocato 13 volte, segnando un gol e fornendo un assist.

175 cm, peso non noto, Orkun ha fisico brevilineo, compatto, con una muscolatura ben definita e sviluppata. Grazie a questo fisico compatto è scattante, rapido negli spazi stretti, agile, ma soprattutto ha grande forza negli arti inferiori. Forza che imprime sia nella difesa del pallone, che nei contrasti.

Ambidestro, ha un’ottima tecnica individuale, che sfrutta in maniera perfetta con un primo controllo sempre pulito, che gli permette di giocare il pallone molto rapidamente col secondo tocco. Inoltre, ha un’ottima conduzione del pallone, favorita ovviamente dalla capacità di utilizzare entrambi i piedi indistintamente. Kökçü è dunque un ottimo portatore di pallone, nonché un perfetto passatore.

Possiede un’ottima visione di gioco, che unitamente alla sua rapidità nel controllare e giocare il pallone, fanno di lui un ottimo gestore dei tempi di gioco. Inizialmente utilizzato come trequartista, Orkun sa perfettamente come giocare e quando giocare una palla in verticale, tuttavia sotto la guida di Dick Advocaat ha imparato a ragionare ancora di più col pallone tra i piedi, ma soprattutto senza. Infatti, l’allenatore olandese lo ha spostato nella posizione di mezzala di un centrocampo a 3, costringendolo a migliorare il suo gioco in fase di costruzione e in non possesso.

In possesso Kökçü è diventato praticamente imprendibile, oltre alle capacità tecniche con la palla tra i piedi, ha inserito nel suo bagaglio l’abilità nello smarcamento: infatti si fa trovare sempre smarcato per ricevere il pallone dai compagni, ma soprattutto, grazie alla sua visione ed intelligenza tattica riesce sempre a capire quale è lo spazio libero controllare il pallone e giocare in libertà, eludendo l’intervento degli avversari. L’evoluzione nel ruolo di mezzala ha costretto Orkun a migliorare in queste situazioni, poiché nella nuova posizione a lui è richiesto oltre che il lavoro tra le linee, come suggeritore o cursore, anche il lavoro in un posizione più bassa per aiutare la costruzione del gioco.

Kökçü è anche dotato di un buon tiro dalla medio/lunga distanza, che fa di lui un pericolo anche al livello realizzativo.

In non possesso, pur non essendo un giocatore dotato di particolari mezzi fisici, fa dell’intelligenza e del dinamismo la sua forza. Difficilmente sfuggono alla sua pressione e al recupero palla, gli avversari che per diversi motivi si trovano a sbagliare un controllo.

Tra i difetti di Kökçü c’è certamente la difficoltà nella lettura delle trame avversarie e la difficoltà nel giocare sul lungo, non provando mai la verticale per superare i reparti avversari.

Stefano Francesco Utzeri

Studio Giornalismo all'Università di Parma inseguendo il mio sogno: raccontare lo sport e i suoi protagonisti. Nativo digitale sedotto dai Beatles e Marty McFly.