Djordje Mihailovic Djordje Mihailovic Fonte immagine: Twitter ufficiale Montreal

La Bottega dei Talenti - Djordje Mihailovic

Scritto da  Mar 11, 2022

Il Bologna si presenta al rush finale della stagione con la tranquillità di chi sa che il prossimo anno giocherà ancora nel massimo campionato. Tuttavia, attorno all’ambiente di Casteldebole regna scetticismo ed incertezza, con una frangia dei tifosi sempre più decisa a contestare l’operato dell’attuale dirigenza. Non solo, anche la guida tecnica non sembra così solida e un cambio anche per dare una ventata di novità all’ambiente non sarebbe poi così inattesa.

Intanto però i rossoblù guardano attentamente alla squadra perché inevitabilmente alcuni cambiamenti andranno fatti anche all’interno della rosa. Uno dei nomi emersi negli ultimi giorni in vista della prossima stagione fa già parte della galassia Saputo e nell’ultima stagione di MLS ha mostrato grandi doti: si tratta dello statunitense Djordje Mihailovic. Quasi omonimo dell’attuale allenatore rossoblù, Mihailovic è stato il grande colpo della stagione 2021 di Montreal.

Conosciamolo meglio nella scheda de La Bottega dei Talenti.

Djordje Aleksandar Mihailovic nasce a Jacksonville, in Florida, il 10 novembre 1998. Di chiare origini balcaniche, il padre di Djordje era appunto di origine serba, mentre la madre era macedone. Djordje, inoltre, è figlio d’arte, poiché suo padre era a sua volta un calciatore jugoslavo, che tra gli anni ‘80 e ‘90 ha militato in diverse squadre della NASL.

Grazie a questa sua discendenza e anche alla sorella, anch’essa calciatrice al livello di college, Mihailovic comincia fin da bambino a giocare a calcio. Nel 2003, a 5 anni, suo padre sta lavorando a Chicago, nel piccolo club di nome Chicago Blast e lui comincia a giocare proprio in quel periodo. Rimane presso il club della città dell’Illinois fino al 2013, quando su di lui poggiano gli occhi della principale squadra della città i Chicago Fire. Qui completa la sua formazione calcistica partendo dalla squadra under 16, fino all’under 18. Nell’Academy di Chicago gioca 66 volte e va in gol 41 volte! Si guadagna così, a 18 anni la possibilità di entrare in prima squadra. La prima stagione è quella del 2017, quando tra MLS e Open Cup colleziona 19 presenze, di cui 8 da titolare. In questa prima stagione, arriva subito anche la prima rete da professionista durante la sfida vinta in trasferta contro San Josè Earthquakes.

Il 2017 si chiude con una brutta notizia: Djordje si rompe il legamento crociato del ginocchio destro durante la partita del 25 ottobre contro i New York RedBulls.

Il grave infortunio gli costa tutta la prima parte della stagione 2018 e un lungo periodo di riadattamento al campo e al ritmo di gara. Tuttavia, il rientro in campo è positivo: a fronte di appena 9 apparizioni segna un gol e fornisce 3 assist.

Nel 2019 entra in pianta stabile nella formazione titolare della prima squadra. Djordje è un elemento inamovibile. È titolare quasi in tutte le partite e, al di là di un calo di forma nel finale di Regular Season, colleziona 27 presenze, 3 reti e un assist. Mentre nell’unica presenza in Open Cup fa registrare un assist.

Il 2020, l’anno del covid, la stagione comincia tardi, ma Djordje si distingue: tra il torneo MLS in back e la regular season di MLS mette assieme 18 presenze, segna 2 reti e serve ben 7 assist!

Un rendimento che non passa inosservato. Su di lui si avventa Montreal che acquisisce il cartellino, facendo firmare a Mihailovic un contratto da “designated player”, una rarità per un calciatore statunitense e proveniente da una squadra della MLS stessa. Djordje ripaga immediatamente la fiducia e, nonostante la non brillantissima stagione di Montreal, in 34 presenze segna 4 reti e serve la bellezza di 14 assist, record per la franchigia canadese.

In questa stagione, Montreal concentrata sulla CONCACAF Champions League ha fallito le prime due partite di campionato, mentre sta appunto facendo molto bene nella coppa continentale. I canadesi hanno infatti superato gli ottavi contro i messicani del Santos Laguna rimontando al ritorno dall’1-0 di partenza. In occasione di questa partita Mihailovic ha messo a segno un gol e servito un assist.

Per quanto riguarda la Nazionale, Djordje ha giocato 7 volte per la formazione under 19 degli USA e segnato un gol. In seguito ha partecipato con l’under 23 alle qualificazioni, fallite dagli USA, per Olimpiadi di Tokyo2020, e ha concluso la sua avventura con le squadre giovanili a stelle strisce con 10 presenze e un gol con la squadra olimpica. Con la Nazionale maggiore invece ha fatto parte della squadra che ha giocato la Gold Cup 2019, perdendo in finale contro in Messico.

178 cm x 69 kg, Mihailovic è un giocatore brevilineo con una struttura muscolare non molto sviluppata, che fa dell’agilità e della coordinazione palla al piede le sue armi migliore. Non particolarmente veloce né sul breve, né sul lungo, Djordje fa parte di quella particolare categoria di calciatori che per caratteristiche è più veloce palla al piede che in fase di non possesso, momento nel quale a parte alcuni scatti gioca sempre con intelligenza e saggezza scegliendo gli spazi giusti dove muoversi con serenità.

Destro naturale, ma molto abile anche col piede mancino, Djordje è in possesso di un’ottima tecnica individuale che gli permette di giocare il pallone sempre il pallone in maniera pulita. Una delle sue caratteristiche migliori è quella di saper giocare il pallone in due tocchi e sempre con grande rapidità. Questo perché il suo primo controllo è sempre pulitissimo e secondo perché grazie alla sua visione di gioco a 360 gradi ha sempre la scelta di passaggio già pronta.

Regista offensivo puro, Mihailovic ha cominciato la sua carriera da punta. Col passare del tempo, la sua posizione è arretrata e oggi è un trequartista completo, in grado di impostare la manovra, rifinirla e talvolta finalizzarla.

Mihailovic è un calciatore molto intelligente, si muove sempre coi tempi giusti, lavora il pallone sempre nella maniera giusta: se c’è da guadagnare campo e ha lo spazio per portare il pallone avanza aumentando la frequenza del suo passo, gioca a uno o due tocchi sulla trequarti e ha sempre il tempo giusto della giocata anche quando deve trovare lo spazio per il cross sulla fascia.

Tra le caratteristiche principali di Mihailovic c’è senz’altro la visione di gioco. Non particolarmente abile nel gioco lungo, Mihailovic si distingue nel gioco a corto raggio, in particolare in verticale. Lo si vede talvolta venire incontro ai centrocampisti, giocare di sponda e allargare l’azione per permettere uno sviluppo più arioso. In queste occasioni, è particolarmente abile anche a seguire l’azione creando la superiorità numerica in fascia o a buttarsi dentro l’area di rigore per concludere a rete. Ma soprattutto è un finissimo rifinitore: infatti quando trova lo spazio per ricevere sulla trequarti è pericolosissimo perché in grado di servire palloni in profondità con la misura e i tempi perfetti, non sono un caso i 14 assist nella scorsa stagione.

Quando conclude verso la porta lo fa con precisione e potenza, quest’ultima solo se necessaria come nel caso del gol segnato contro il Santos Laguna in CONCACAF Champions League.

Inoltre, Djordje è un abilissimo calciatore di piazzati. Diversi suoi assist sono arrivati da calci di punizione indiretti oppure da corner.

Si tratta di un calciatore molto completo, il cui passaggio in Europa sembra ormai scontato. Tuttavia, c’è da valutare il suo impatto in campionato fisici, veloci e tattici come quelli europei, dove il ruolo del trequartista è caduto un po’ in disuso a causa della difficoltà nel trovare spazi tra le linee di difesa e centrocampo avversari.

Dal punto di vista del posizionamento e delle caratteristiche potrebbe ricoprire il ruolo di Roberto Soriano, con il capitano rossoblù che potrebbe ritagliarsi un futuro da mediano. Attenzione però a non farsi illusioni, Djordje è la punta di diamante di Montreal, e non è così scontato un passaggio a Bologna, dove per la verità è transitato nei mesi scorsi per uno stage. Nel frattempo la voce corre e chissà che nella prossima estate non possa quindi accadere qualcosa…

Stefano Francesco Utzeri

Studio Giornalismo all'Università di Parma inseguendo il mio sogno: raccontare lo sport e i suoi protagonisti. Nativo digitale sedotto dai Beatles e Marty McFly.