Cambiaso si presenta: “Voglio dimostrare il mio valore. Questo è il posto giusto”

Scritto da  Riccardo Chiaramondia Lug 22, 2022

Dopo la presentazione di Lewis Ferguson tenutasi ieri, oggi è il turno di Andrea Cambiaso, terzino duttile arrivato in prestito dalla Juventus, dopo un’ottima stagione al Genoa.

Come hai vissuto la mezza giornata che hai passato alla Juventus e perché tra le tante opzioni che avevi hai optato per questa? Lasciando Torino ti sei ripromesso di tornare li quando potrai fare potenzialmente il titolare alla Juve?

Quello poi vedremo, sono ovviamente molto felice del trasferimento, poi a Torino sono stato solo mezza giornata. L’operazione con il Bologna e con il direttore è stata abbastanza semplice, perché c’era un grande interessamento già da prima; appena abbiamo parlato con i dirigenti della Juve e c’è stata la possibilità di andare in prestito la trattativa è stata semplice. Penso che Bologna sia una grande piazza e una grande squadra dove poter dimostrare il mio valore: ho fatto ancora poco, è solo un anno che gioco in Serie A e voglio ancora affermarmi e dimostrare il mio valore”.

Terzino sinistro, ma in grado di giocare anche sulla fascia destra. Ci descrivi le tue caratteristiche tecniche e se la predisposizione che abbiamo notato in ritiro a Pinzolo di venire anche molto dentro il campo a giocare con la squadra è una caratteristica che senti tua?

Si, sono abbastanza duttile e questa duttilità fortunatamente ce l’ho fin da quando sono piccino. Sono cresciuto mezzala e poi mi sono spostato sempre più verso l’esterno. Posso giocare sia a sinistra che a destra e mi piace tanto poter dialogare coi compagni dentro il campo: questo me lo richiede anche il mister e questa è una mia caratteristica. Sono questo”.

Qual è il tuo obiettivo personale di quest’anno e dove ti senti di dover migliorare?

Migliorare si può e si deve sempre, in ogni frangente. L’obbiettivo ovviamente è migliorare rispetto all’anno scorso e superare il numero di partite, di gol e di assist. Ovviamente cercherò di farlo nel miglior modo possibile e penso che questi siano il ruolo e la piazza giusti dove poter migliorare”.

Hai fatto finora una carriera particolare, sei andato subito a giocare tra i grandi con tutto quello che comporta. Come ti ha formato questa scelta e come ti ha cambiato rispetto ai tuoi coetanei?

Sento che mi ha dato tantissimo, mi reputo anche abbastanza fortunato perché di anno in anno sono riuscito a salire di categoria e questa non è una cosa facile. Non tutti hanno questa fortuna. Questo mi ha dato tantissimo perché fin da piccolino sono stato un ragazzo molto timido e introverso: la fortuna di andare a giocare con i grandi in Serie D quando avevo solo diciassette anni mi ha formato molto caratterialmente e sono convinto che questo mi abbia portato dove sono oggi. Penso sia stato determinante per il mio percorso”.

In una recente intervista ho letto che hai due idoli: Dybala e Cancelo, ci spieghi i motivi?

Come dicevo da piccolino non sono partito come terzino, facevo più la mezzala e il trequartista e mi ricordo una Genoa-Palermo in cui ero andato allo stadio a Genova, io ero genovese, e Dybala fece un gol bellissimo: da lì mi innamorai di lui. Poi diventando più grande mi sono specializzato nel ruolo di terzino-esterno e ammiro molto Cancelo perché può giocare da entrambe le parti, con entrambi i piedi e anche in mezzo al campo: è un giocatore a cui mi ispiro molto”.

Ma tu sei destro o sinistro? Più sinistro? Hai giocato più spesso dove tra le due fasce?

Sinistro. Dipende un po’ dalle annate, quest’anno al Genoa ho giocato forse più a sinistra, ma mi hanno impiegato anche a destra. Forse a più a sinistra, anche se l’anno ad Alessandria ho giocato quasi tutte le partite a destra. Poi a Empoli non ho giocato tanto, sia a sinistra, sia a destra. Sinceramente non so il numero di partite precise, però ultimamente più a sinistra”.

Dai modelli che hai citato si capisce che sei un ragazzo che guarda la porta avversaria. Detto che in Serie A se non sai difendere non puoi giocare, e questo l’ha già imparato sulla tua pelle crescendo anche in questo, sei uno che ha l’attitudine a cercare la porta e il gol?

Mi piace più attaccare che difendere, ma specialmente in Italia penso che se non sai difendere fatichi a giocare. È una cosa, però, dove devo migliorare: alla fine ho fatto solo un gol l’anno scorso ed è una cosa che devo sicuramente mettere dentro perché poi può fare la differenza all’interno del campionato. Soprattutto i gol che arrivano dagli esterni o dai difensori alla fine fanno la differenza”.

Che idea ti sei fatto di questo gruppo? Hai avuto modo di sentire Mihajlovic singolarmente?

Sfortunatamente singolarmente ancora no, però prima delle due amichevoli a Pinzolo abbiamo sentito il mister via Skype e ci siamo presentati,. Non vedo l‘ora di conoscerlo personalmente. È un bellissimo gruppo di ragazzi seri: un mix tra giocatori di esperienza e giocatori più giovani, però quelli di esperienza mi sembra trascinino bene gli altri. È un gruppo sano dove posso migliorare tanto e sono sempre più convinto che sia stata la scelta giusta. Speriamo che sia così”.

L’anno a Empoli in Serie B non hai giocato tanto in serie, poi sei arrivato al Genoa e sei diventato subito importante in un campionato molto complicato. Hai ottenuto presenze anche in nazionale under 21, è chiaramente un tuo obbiettivo arrivare in nazionale, magari anche con la maglia del Bologna.

Certo, il mio obbiettivo è quello di giocare con la nazionale maggiore. Insomma, è stato già un traguardo arrivare in under 21 perché da piccolino non avevo mai indossato la maglia della nazionale e già solo indossare quella dell’under 21 è stato un grande traguardo. È ovvio che l’asticella si alza e devo alzare i miei obiettivi, sarebbe un grandissimo traguardo raggiungerla già quest’anno, ma so che non è assolutamente facile perché la concorrenza è tanta”.

Puoi dire una parola sull’esperienza della retrocessione del Genoa e su come hai vissuto quest’estate in cui sei stato un pacco postale di lusso tra due squadre importanti? Si parlava dell’Inter e poi sei andato alla Juve, mentre oggi sei un giocatore del Bologna. Come hai vissuto quest’estate particolare e che cosa non ha funzionato un anno fa a Genova?

Dire cosa non ha funzionato a Genova è difficile perché secondo me sono state le complicanze a partire dal cambio di società all’inizio. Poi, come ho già detto, il fatto di cambiare tre allenatori in un anno non è una cosa normale, vuol dire che qualcosa non ha funzionato. È stata un annata difficile per me, anche da tifoso del Genoa, però non voglio soffermarmi su questo. È stata un’annata complicata sia individualmente che di squadra. Quest’estate l’ho vissuta serenamente, non mi sono vissuto la cosa in maniera ansiosa e sono contento di essere qua, poi per il futuro vedremo”.

Sei riuscito a parlare con Allegri in quel breve blitz a Torino?

Si, ho parlato molto brevemente con il mister, ma l’idea di tutti, sia della società che del mister, era quella di mandarmi in prestito, quindi è stata una chiacchierata veloce”.

Chi conosci qua ovviamente è Emanuel Vignato, che cosa ti ha detto di questa esperienza e che cosa ti ha raccontato di Bologna?

Lui è un ragazzo molto serio, mi trovo bene con lui e ci ho avuto già a che fare in nazionale. Mi ha parlato bene della città, poi in questi giorni sono uscito anche un po’ ed è una città molto bella, mi trovo bene”.

Tu sei di Genova città? Di un quartiere particolare?

Genova Sampierdarena, che, curiosità, è il covo dove è nata la Sampdoria. Però vengo da una famiglia di genoani”.

Com’è nato un genoano lì? Non ci sono tanti genoani a Sampierdarena.

Mio nonno è genoano, mio papà è genoano e mi hanno tramandato questa fede”.



Fonte: Bologna FC