Jerdy Schouten interviene in scivolta su Boulaye Dia nel match contro la Salernitana Jerdy Schouten interviene in scivolta su Boulaye Dia nel match contro la Salernitana fonte immagine: Damiano Fiorentini / 1000cuorirossoblu.it

Stadio - Salvate il soldato Schouten

Scritto da  Nov 23, 2022

Gary Medel e Jerdy Schouten, la coppia di centrocampo che stuzzica Thiago Motta, ma non funziona. Dall’arrivo del tecnico italo-brasiliano sulla panchina del Bologna i due mediani rossoblù hanno giocato diverse volte assieme senza mai raccogliere grandi risultati. Un peccato, se si pensa che Schouten, certamente il più penalizzato dei centrocampisti dal cambio di posizione del Pitbull, ritrovata la miglior forma fisica stava ritornando sui livelli che gli hanno permesso di guadagnarsi il rinnovo fino al 2026 e diversi interessamenti da squadra di alta classifica.

CONVIVENZA DIFFICILE. Si sa, Gary Medel non ha immediatamente digerito il ritorno alla posizione di centrocampista. Lo aveva già ribadito, a suo tempo, a Sinisa Mihajlovic: “Mi sento un difensore”. Ed effettivamente Thiago lo ha preso in parola, Gary oggi gioca davanti alla difesa, ma è quasi un libero, un difensore aggiunto che lavora sulla mediana per filtrare i pericoli in arrivo per la difesa rossoblù. Centralmente rincorre gli avversari, recupera palla e mette ordine nel caos. L’idea iniziale di Thiago Motta, mostrata fin dalla prima volta che si è seduto sulla panchina rossoblù per una gara ufficiale (Bologna-Empoli 0-1), era quella di far coesistere il Pitbull con Schouten. Niente di più complicato. I due giocatori interpretano la posizione in maniera tanto diversa, quanto simile. Se Medel si comporta da difensore aggiunto, dando ordine quando necessario, ma mantenendo il più possibile la posizione, lo stesso fa l’olandese: Jerdy, infatti, lavora da filtro senza palla occupando la zona centrale con un dinamismo certamente diverso da quello di Medel, ma si occupa, più di quanto faccia il cileno, di impostare la manovra. Con Medel e Schouten assieme il Bologna di Thiago è stato prevedibile e poco pericoloso.

PAZIENZA. La parola chiave per Schouten è dunque pazienza. Il Bologna di Thiago ha bisogno di tanti incursori che traggano vantaggio dalla presenza di Arnautovic e dall’interscambio di posizioni. Ferguson, Dominguez, Soriano, Aebischer, a turno tutti lavorano tra linea di centrocampo e quella della trequarti per svolgere i compiti del centrocampista moderno: box-to-box. Abili nel coprire gli spazi senza palla, tutti possiedono la capacità di cambiare passo, di dare una svolta alla manovra, tramite le loro capacità tecniche e fisiche. Loro e il loro costante ruotare le posizioni sono fondamentali per rendere il Bologna quanto più pericoloso possibile in avanti e quanto più coperto possibile dietro. A loro volta, la sicurezza di avere un difensore aggiunto alle loro spalle, come Medel, equilibra un Bologna che gioca ormai un modernissimo 4-1-4-1.
Pazienza, quindi, la pazienza dovrà essere una virtù importante per Schouten. L’olandese non ha la stessa garra, la stessa tigna, lo stesso dinamismo di Medel, ma possiede in compenso piedi educati e visione del gioco. Per questo Thiago non lo immagina al posto di Medel, ma ancora accanto al Pitbull. Se nelle prime apparizioni, come detto, la coppia non ha convinto, Thiago pensa e spera di poter convincere Schouten a provare a non occupare solo la zona centrale della mediana, ma anche di buttarsi in avanti per rifinire, sviluppare o concludere l’azione. Un modo per completare la crescita dell’olandese e farlo entrare nelle rotazioni del centrocampo rossoblù dalla porta principale.

 

Fonte: Claudio Beneforti, Stadio

Stefano Francesco Utzeri

Studio Giornalismo all'Università di Parma inseguendo il mio sogno: raccontare lo sport e i suoi protagonisti. Nativo digitale sedotto dai Beatles e Marty McFly.