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Il turno di campionato appena concluso ci ha regalato ottimi spunti per poter riflettere su degli aspetti che stanno incidendo su alcune squadre. Dai risultati di questa giornata, è facile notare come la fatica delle Coppe europee sta incominciando a farsi sentire. E’ inevitabile che preparare una partita di campionato avendo a disposizione un’intera settimana è molto utile sia sul piano fisico sia sul piano mentale. Per questo squadre come il Milan, la Lazio, e la Sampdoria riescono a proporre un calcio migliore e ad ottenere magari più punti rispetto ad Inter, Napoli e Fiorentina che da inizio campionato praticamente stanno giocando una partita ogni tre giorni.

Proprio Inter e Napoli si sono affrontate domenica sera nel big match della 7^giornata. Il risultato di 2-2 potrebbe far pensare ad una partita spettacolare con mille emozioni, ma rivedendo il film della gara ci si accorge che di spettacolo ce n’è stato davvero poco. Poco gioco da parte di tutte e due le squadre con trame spesso confuse. Una noia. Una partita da 0-0, fino a quando al 79’ un errore di Vidic (l’ennesimo)  regala a Callejon la possibilità di sbloccare il match.  Gli uomini di Benitez sognano i 3 punti, ma Mazzarri azzecca la mossa vincente facendo entrare Guarin, che pochi minuti dopo segna il goal del pareggio. Ma non è finita qua. Al 90’ è ancora Callejon a far gioire i tifosi partenopei. Sembra fatta, ma allo scadere arriva il goal di Hernanes. Un punto a testa. Un punto che sa di sconfitta per il Napoli, ma anche per l’Inter. Come detto prima, le Coppe si fanno sentire. Benitez e Mazzarri dovranno lavorare molto per cercare di dare una svolta al campionato delle rispettive squadre. Work in Progress.

Forse un po’ di fatica si fa sentire anche nella Juventus, che a Reggio Emilia contro il Sassuolo non va oltre l’1-1. I Campioni d’Italia dopo sei vittorie consecutive, si arrendono davanti agli uomini di Di Francesco che hanno dimostrato di essere in un buon momento di forma. Il goal dei neroverdi l’ha segnato di nuovo quel Zaza che la Juve in estate ha ceduto definitivamente al Sassuolo. I bianconeri però hanno inserito una clausola che permetterà al club di Corso Galileo Ferraris di riacquistare l’attaccante lucano a giugno per 15 milioni di euro. Questo però è calciomercato, torniamo alla partita. Gli uomini di Allegri trovano il goal del pareggio con Pogba, ma la rimonta si è fermata lì. Di sicuro 2 punti persi per i bianconeri che ora tornano ad avere il fiato sul collo della Roma. I giallorossi nell’anticipo del sabato delle 18, infatti,  si sono sbarazzati del Chievo con 3 goal e sono tornati a -1 dalla Juventus, cancellando in parte la sconfitta rimediata a Torino due settimane fa. La lotta per lo scudetto di fa sempre più avvincente.

Risalgono la classifica anche il Milan e la Lazio. I rossoneri ottengono una bella vittoria contro il Verona, protagonista assoluto Keisuke Honda. Il giapponese dopo la fase di ambientamento passata l’anno scorso, quest’anno sta dimostrando di avere ottime qualità, anche sotto porta. L’ex Cska Mosca è già arrivato a quota 7 goal in 8 partite ed è l’uomo in più di Filippo Inzaghi. Sul piano del gioco c’è ancora molto da lavorare, ma in questo momento ciò che conta è il risultato. In casa Lazio, invece, nelle ultime apparizioni molto spesso il risultato è stato accompagnato dal bel gioco. Il buon lavoro svolto sul mercato da ds Tare sta dando i propri frutti, soprattutto in attacco. In questi anni ai biancocelesti è mancata una vera punta di peso, in grado di far rifiatare il “vecchietto” Klose. Questa punta è stata individuata in Djordjevic. L’attaccante ex Nantes sta segnando a tutto andare e i tifosi della Lazio incominciano a sognare. Ieri sul campo della Fiorentina è arrivata un’altra bella vittoria, che ha portato i biancocelesti al sesto posto in classifica. Complimenti a Pioli.

Terzo posto per la Sampdoria di Mihajlovic. I blucerchiati ottengono un buon punto sul campo del Cagliari e rimangono imbattuti. Adesso li aspetta la Roma. Umore diverso per il Genoa che in casa contro l’Empoli, nel Monday night, non va oltre l’1-1. Polemiche arbitrali  a fine partita con Gasperini che lamenta il goal in fuorigioco dei toscani. Prima vittoria in campionato per il Palermo che al Barbera batte il Cesena per 2-1, salvando la panchina di Iachini. 3 punti anche per Torino e Atalanta che rispettivamente sconfiggono Udinese e Parma. Proprio i ducali sono ultimi in classifica, con soli 3 punti. Donadoni ora rischia il posto

Domani, sabato 11 Ottobre,  alle 18, sugli 87.7 e 87.9 di Radio Sportiva (già Punto Radio), andrà in onda "AL RITMO DEL GOAL". In streaming su www.1000cuorirossoblu.it e sul canale 196 del Digitale Terrestre di PuntoRadioTv.

In studio, insieme alla Redazione, Lucio Mazzi, responsabile della Comunicazione di Futuro Rossoblù. Inoltre avremo, in collegamento telefonico, il "maestro" Alberto Bortolotti, giornalista bolognese, con il quale analizzeremo quanto avvenuto nelle ultime ore e le opzioni future per la Nostra società. Ovviamente spazio a tutti i vostri sms.

Dopo il clamore delle “visite” bolognesi di Tacopina e Saputo e la ri-discesa in campo di Zanetti, è venuto il momento di tirare un po’ le fila, grazie anche alle dichiarazioni di ieri di Zanetti rilasciate al Menti (scusate l’elenco puntato da deformazione professionale):

– Veniamo subito alla critica maggiormente in voga: la tempistica. Certamente non è stata delle più felici e ha suscitato molte perplessità soprattutto per il fatto che poteva intervenire prima. Ma chi c’era al comando del BFC? Un presidente e una compagine (appoggiata anche dai media) che hanno sbeffeggiato Zanetti da quel 23 dicembre fino all’estate scorsa quando lo stesso Guaraldi continuava a ripetere che non c’era bisogno di mister Segafredo. Anche dopo l’incontro tra loro (a cui era presente un tifoso della curva in incognito) comunque la sensazione era quella che voleva continuare a procedere da solo (ingaggio di Zeman mancato, Fusco ecc). Zanetti è intervenuto quando Guaraldi è andato a trovarlo a Treviso a chiedere per favore di intervenire se non si voleva portare i libri in tribunale, ossia per scongiurare il fallimento

– certo vederli insieme non è il massimo (in primavera facemmo un editoriale dal titolo “per il bene del Bologna, parlatevi!”), ma l’obiettivo è levarsi Guaraldi e la sua scellerata gestione di torno e di vedere continuare a vedere il BFC nei campi da gioco. Se Zanetti lo fa, e questo è il banco di prova su cui poi si devono dare i giudizi, la missione è compiuta

– Zanetti ha dichiarato che l’obiettivo è la Serie A, certo non ha fatto le dichiarazioni roboanti di Tacopina (Serie A già da dicembre….ma come?) ma adesso la priorità è tornare ad incassare i soldi di Sky che Guaraldi ha sperperato così bene

– Saputo può comprarsi anche la Segafredo, perché non ha preso il BFC? Solo perché sbaglia il fuso orario quando chiama Zanetti? Lo ha ribadito anche Zanetti oggi, se lo volevano 13 milioni di euro ed era loro. O forse perché lo volevano comprare senza spendere un euro, magari prendendolo fallito dal tribunale?

– E andando sulle loro dichiarazioni: Saputo puntava allo stadio (certamente da ristrutturare) 70 mln, e altri 30 per la squadra in 5 anni, un po’ pochino direi. Guardiamo in casa sua, gli Impact sono abbondantemente ultimi (a 14 punti dai playoffs con 0,8 punti di media a partita) e in tre anni della sua gestione sono usciti sempre al primo turno dei playoff, segno che o non investe o investe male (penso più la prima opzione vedendo la formazione)

– Queste sono le chiacchiere, i fatti sono che Zanetti i soldi ne ha solo messi e non se n’è intascati. Non pensa a Centri Tecnici e gli investimenti immobiliari non sono una priorità, ma lo è la squadra

Morale: uniti intorno alla squadra e a Zanetti, se ci sarà da criticarlo certamente non lesineremo critiche ma vivaddio, abbiamo un miliardario come presidente, non un personaggio in difficoltà (che comunque ha un certo fascino qui a Bologna ci ricordiamo di Porcedda?). Farcelo scappare una seconda volta sarebbe un errore madornale non più rimediabile.


Chi mi segue saprà che da sempre mi diverto a fare classifiche varie di 11 posizioni dove metto bidoni, campioni, squadre, eventi e quant'altro mi viene in mente. In questi giorni avevo pensato di farne una anche sui migliori giocatori di sempre della storia del Bologna, ma non volendo prendermi una responsabilità così grande (eh eh eh) ho pensato di chiedere a tutti voi.
Quali sono stati i migliori giocatori di sempre del Bologna? Campioni ce ne sono stati tanti, e non si possono scordare gli eroi dei primi Scudetti ma neanche gli idoli più recenti, che magari non hanno contribuito a creare uno "squadrone che tremare il mondo fa" ma con altri parametri hanno saputo far sognare chi tifa rossoblù. Bene, ora è giunto il momento di dire quali sono stati i vostri eroi!

- Potete nominare 11 calciatori che hanno giocato nel Bologna
- Ogni giocatore riceverà 1 punto tranne i primi tre che indicherete, che ne riceveranno 3 a testa
- I voti validi saranno solo quelli espressi nei commenti a questo articolo, non spaventatevi sulla registrazione e quant'altro, potete benissimo fare un login da Facebook o da Google e ci vogliono pochi istanti :)

Al termine di ottobre raccoglieremo i voti e pubblicheremo un bell'articolo dove stileremo la classifica finale. Invitate anche gli amici a partecipare! 

Oggi non voglio iniziare nel solito modo perchè c'è il rischio che ad ogni turno di campionato, io debba scrivere le solite cose raccontando un campionato a parte fatto di due squadre che per il momento non sbagliano un colpo. Domenica si troveranno una di fronte all'altra e magari lunedì prossimo potrò dire che una tra Juventus e Roma si è fermata. Non prima però, perchè anche in questo turno entrambe le squadre hanno conquistato i 3 punti in maniera disarmante rispettivamente contro Atalanta e Verona. Alle 18 di domenica è atteso il primo verdetto, nel frattempo andiamo a vedere cosa succede nell'altro campionato.

 

L'Inter domenica non è scesa in campo perché era a scuola, a lezione da Zeman o se preferite nel parco divertimenti di Zemanlandia. Sulla carta era una partita facile per i neroazzuri visto che il Cagliari del boemo non stava attraversando un bel periodo, ultimo in classifica e reduce da tre sconfitte consecutive. Sulla carta però, perché sul campo i sardi hanno corso il doppio se non il triplo degli uomini di Mazzarri. Il tecnico toscano, infatti, a fine partita si è preso tutte le colpe per una prestazione che è troppo brutta per essere vera. E' vero che sull'1-1 è stato espulso Nagatomo e l'Inter è stata costretta a giocare buona parte del match in inferiorità numerica, ma per la differenza di qualità che c'era in campo non puoi permetterti di prendere 4 goal in casa. Dall'altro canto bisogna fare i complimenti a Zeman. A San Siro si è visto per la prima volta un Cagliari con la sua impronta, spietato in attacco e un po' traballante dietro, ma per quello ci sarà tempo per lavorare. Lavorare, un verbo che dovrà inculcare Mazzarri ai suoi giocatori per far sì che non si ripetano prestazioni come quella di domenica.

 

Non sta tanto meglio il Milan, che a Cesena colleziona un altro pareggio che sa di sconfitta. Inzaghi, dopo un avvio con due vittorie su due, sta riscontrando le prime difficoltà. La squadra dimostra di avere ancora molte lacune sul piano del gioco e della personalità. Parliamoci chiaro, un club che punta a tornare grande non può permettersi di pareggiare con Empoli e Cesena, soprattutto quando davanti a te hai due squadre che non mollano un centimetro. Inzaghi questo lo sa e cercherà di farlo capire ai suoi giocatori. La prima questione da sistemare è quella legata alla difesa: quella rossonera è la seconda peggiore difesa dopo quella del Parma. E chi si intende di calcio sa che per vincere bisogna avere un reparto difensivo solido. Con il rientro di Alex, il tecnico rossonero potrà contare sull'esperienza del brasiliano per ritrovare un po' di equilibrio in un reparto che da qualche anno crea numerosi problemi.

 

Rialza la testa il Napoli, che al Mapei Stadium contro il Sassuolo vince 1-0 e scaccia per il momento i dubbi sul futuro di Benitez. I partenopei pur soffrendo riescono a portare a casa i tre punti e a non subire goal, prima volta in questa stagione. A risolvere il match ci hanno pensato i due giocatori di maggiore talento: assist di Higuain e goal di Callejon. Questa volta Benitez non ha fatto turnover e i risultati si sono visti. Purtroppo per il Napoli le riserve non sono all'altezza dei titolari e forse era questo il messaggio che voleva mandare il tecnico spagnolo nella gara persa con l'Udinese. Ora bisognerà dare continuità a questa vittoria per tentare di raggiungere le due solitarie là davanti e dare un senso a questa stagione. L'obiettivo minimo è quello di arrivare nelle prime tre per poter entrare in Champions e visti gli uomini a disposizione di Benitez, almeno i titolari, è un traguardo che si può raggiungere.

 

Al momento però a contendersi il terzo posto ci sono Udinese e Sampdoria. I friulani non finiscono mai di stupire: cambiano i giocatori, gli allenatori ma i bianconeri sono sempre lì in mezzo alle grandi, grazie anche alle giocate di un vero campione qual'è Antonio Di Natale. Ieri sera una sua doppietta ha contribuito a battere il Parma, che non vive un momento sereno. Chi invece è in un grande momento di forma è la Sampdoria. La squadra dell'esuberante presidente Ferrero è reduce dalla vittoria nel derby contro il Genoa. Un derby non bellissimo per quello che si è visto in campo. Una partita maschia con molti falli e poco gioco. Decisa da un episodio: un calcio di punizione trasformato da Gabbiadini che ha fatto esplodere di gioia tutto il popolo blucerchiato. Bene anche la Lazio che torna alla vittoria travolgendo il Palermo per 4-0. Risultato bugiardo però perché la squadra di Iachini ha creato numerose palle goal ma non è riuscita a concretizzare. Pareggiano invece 1-1 Torino e Fiorentina che si accontentano di un punto a testa. Stesso risultato anche per Cesena ed Empoli.

Bolognesi e americani, hanno tutti torto.

E così è finito il match, o forse solo il primo round viste le ultime dichiarazioni di Tacopina. L'avvocato e Joey Saputo se ne sono tornati in America, a Bologna rimangono i "bolognesi" Guaraldi, Zanetti, Morandi e "compagnia cantante". Un'occasione per ora persa, forse l'unica nell'ultimo mezzo secolo di sognare ancora quella "grandeur" che sotto le Due Torri manca da mezzo secolo esatto, da quello Scudetto del '64 che nessuno avrebbe pensato sarebbe stato l'ultimo.
Mezzo secolo dopo il Bologna è addirittura in B, a vivacchiare con una squadra con più ambizioni che qualità, messa insieme alla bell'e meglio da un DT, Filippo Fusco, che oggettivamente ha fatto con quel pochissimo che ha avuto a disposizione. Una squadra senza né capo né coda affidata ad un semi-esordiente come Diego Lopez, tecnico volenteroso ma con qualità ancora tutte da dimostrare, dopo che in estate si era parlato addirittura di Zeman e di rinforzi dai nomi senz'altro più suggestivi di quelli che poi sono arrivati.
Guaraldi e i suoi soci, nel giro di pochi anni, sono riusciti a deprezzare in un modo incredibile una società che comunque aveva sempre un buon nome e una certa appetibilità, l'hanno riempita di debiti senza acquistare nessun campione e anzi, vendendo quei pochi che per miracolo spuntavano ogni tanto al "Dall'Ara". È arrivata una retrocessione che ha saputo di ciliegina su una pessima torta, una discesa nel purgatorio della B lenta e inevitabile, senza che mai una volta sia sembrato che le cose potessero cambiare. Se una cosa la può insegnare, l'attuale dirigenza che presiede Casteldebole, è come non dirigere una squadra di calcio. Massimo Zanetti, invocato spesso e a più riprese come il salvatore della patria, non si è mai esposto in prima persona, risultando assente quando Diamanti partiva per la Cina per ragioni di bilancio, quando serviva il pagamento di un IRPEF che ha portato un'umiliante penalizzazione, però è ricomparso come per magia quando la società sembrava davvero poter passare di mano. Soldi, "Bologna ai bolognesi", americani a casa. Una svolta inspiegabile e sicuramente tardiva, che ha dato l'impressione che più che al bene rossoblù il patron della Segafredo pensasse alla difesa di un proprio investimento, ne più ne meno.

Sottolineare le enormi, indifendibili e ingiustificabili colpe dell'attuale dirigenza, però, non significa non poterne trovare anche in chi teoricamente avrebbe voluto acquistare il Bologna ma in pratica non ha mai fatto niente di concreto in questo senso. Certo, "vasche" per la città, mani strette e monsignori, sindaci ed assessori incontrati. Dichiarazioni ambiziose e proclami altisonanti, "tornare tra le prime cinque d'Italia", costruire un nuovo Stadio, oggi la A e domani il mondo. Ed un milione versato.
Peccato che, a ben guardare, sia difficile almeno non ipotizzare che Tacopina e i suoi soci - realmente conosciuto solo Joey Saputo, che ha detto più volte di "stare valutando" - puntassero ad un fallimento pilotato, a prendere il Bologna per "du' spicci" (per dirla alla romana, ultima esperienza di "Zio Joe"). Sarebbe stato bello sapere i nomi dei soci come concordato con gli avvocati del Bologna il 24 settembre, così come concordato tra l'altro dalle parti una settimana prima. Sarebbe stato bello - e avrebbe reso, se possibile, Guaraldi e Zanetti ancor più indifendibili di quanto già non siano - se alle parole (Kobe Bryant, Roberto Mancini addirittura come consulente di Lopez e via dicendo) fossero appunto seguiti fatti concreti. Fatti che a parole erano stati concordati.

Sarò ingenuo, ma non riesco a capire come sia possibile che una persona (Saputo) che ha 3 miliardi di capitale non tiri fuori immediatamente una ventina di milioni, fossero anche trenta, e prenda una piazza come Bologna, importante, amata, seguita, storica per il calcio italiano. Una piazza che se amata saprebbe restituire quell'amore cento volte, che ormai non sogna da due generazioni e teme - a ragione - di non poterlo fare più. 
Si è detto che Guaraldi ha giocato al rialzo, che si è tenuto il milione di caparra: difficile crederlo, c'erano carte di avvocati nel mezzo, i prezzi erano stabiliti e pure l'utilizzo di quel milione. Ma anche se fosse quel che rimane inspiegabile è come uno dei 300 uomini più ricchi del pianeta non superi un'impasse come questa, ne faccia una questione di principio e molli tutto. Che da Roberto Mancini, un nuovo stadio e la rincorsa alla Champions a puntare i piedi per 10 milioni ce ne corre.

Chi ha torto quindi? In questo momento tutti. Guaraldi e la sua acclarata incapacità (i risultati sono lì a dimostrarlo) di gestire un club, di trascinare una piazza che in fondo si conquisterebbe con poco, con solo un po' di buona volontà. Zanetti e la sua immobilità, sciolta solo nel momento in cui ha corso il rischio di perdere il Bologna e che tenta poi di spacciarsi come il salvatore di una baracca che andava salvata molto tempo fa e in più occasioni. Tacopina (che ha senz'altro ricavato da questa vicenda un po' di pubblicità, che non fa mai male per chi prima di questi giorni conoscevamo solo come avvocato di Amanda Knox, almeno noi) che ha parlato tanto e combinato poco, illudendo una piazza ma non rispettando gli accordi presi con gli avvocati. Saputo, che con tutti i soldi che ha, poteva investire davvero sul Bologna, fregandosene di Guaraldi, di Zanetti, di tutti, dimostrando ai tifosi del Bologna che ogni tanto è lecito sognare, anche se ami la bandiera rossoblù.

Già, i tifosi. L'unica parte sana di questa vicenda, l'unica che ha ragione da vendere. Che hanno sognato e sognano ancora che fosse vera una cosa che non ha mai avuto davvero i contorni del reale, ma dopo tanto tempo e dopo tante cattive gestioni non importava: meglio un sogno incerto che una grigia realtà? E chi lo sa. È sempre sbagliato, nelle questioni di cuore, credere al primo che passa solo perché chi c'è al momento ci delude. Rimane il fatto che sembra impossibile che in questo calcio moderno fatto di brand, di merchandising, di marchi e immagine nessuno abbia voglia di puntare su quello che una volta era uno squadrone che faceva tremare il mondo.

E' di oggi la notizia che per Tacopina nulla è ancora chiuso, che la partita è aperta, che finito il primo round, ne seguirà almeno un altro. Con le spalle che si ritrova l'avvocato americano, c'è da credere che un round non basti per abbatterlo. Ma volente o nolente, dovrà stare alle regole dettate dai proprietari attuali, che hanno il diritto di dettarle, nonostante tutto. Non basterà aver convinto la gente, il Sindaco e continuare a parlare di Bologna da primi 5 posti in Serie A: serviranno fatti concreti. Zanetti o Tacopina, Guaraldi o Saputo, la partita non è finita. E non è finita la voglia del popolo rossoblu, di vedere ancora "tremare il mondo" alla sola vista dei propri colori.

Tutta la Redazione, riunita, augura un fantastico compleanno a Paolo "Dreamvicious" Panzacchi e 1000 di questi giorni.

 

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