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Sabato 7 Marzo torna AL RITMO DEL GOAL , 16.30 circa, sempre sui 105 (nuova frequenza) di Punto Radio; insieme alla Redazione di 1000Cuorirossoblu; vogliamo commentare "insieme e live" il  postpartita di Varese vs Bologna con il nostro inviato al Franco Ossola di Varese, Federico Gottero. Per coloro che sono fuori regione e fuori provincia ci potrete seguire in streaming su www.1000cuorirossoblu.it e sul canale 196 del Digitale Terrestre di PuntoRadioTv. Vi aspettiamo con alcune sorprese!!!


Si chiude con una salva di fischi. Logico, al Dall'Ara si sono scordati persino cosa significhi, vedere un gol. Il Bologna non segna più, infila la quarta gara senza vittoria - ed è bene ricordarlo, senza reti - in casa, rimane aggrappato al secondo posto per l'ennesima fortunata concatenazione di risultati altrui ma deve riflettere su una gara che doveva vincere e ha invece all'ultimo tuffo rischiato addirittura di perdere. Vero che la traversa di Sansone e il successivo tentativo di Masina meritavano forse miglior fortuna, ma vero anche che se Litteri avesse girato meglio quel pallone in pieno recupero...

Fa troppo poco questo Bologna, è questa la verità. Spento, senza personalità, quasi timoroso di sbagliare anche la giocata più semplice. Nervoso, come nervoso è il tecnico che a fine partita risponde a muso duro ai giornalisti, che andrà avanti per la sua strada anche se è evidente che il meccanismo non funziona più. Laribi gira a vuoto, Cacia non è mai nel vivo dell'azione, Sansone ci prova ma non può certo vincere da solo. Del centrocampo si è detto, manca coraggio e personalità, anche in quello Zuculini acclamato dalla folla come deus ex machina. Incredibile come giri sotto ritmo un regista esperto come Matuzalém, che scompare di fronte al giovane dirimpettaio Viviani, scuola Roma e tanto carattere. Büchel, dopo l'infortunio patito a fine ottobre, è irriconoscibile. In difesa le cose vanno un pochino meglio, anche se Mbaye ancora sembra un pesce fuor d'acqua e Coppola risulta fin troppo decisivo per una squadra che dovrebbe andare in Serie A senza se e senza ma.

La classifica, dicevamo, rimane buona, ennesima dimostrazione se servisse di quanto sia equilibrata - o mediocre, a seconda dei punti di vista - questa Serie B. Poteva essere ottima, senza un mese e mezzo di black-out, ma ancora dice che il Bologna è lassù. Urge però cambiare ritmo e farlo alla svelta. Urge ricordare che anche la scorsa stagione una squadra inguardabile rischiava di rimanere in Serie A, pur incapace di segnare persino in allenamento, per i demeriti altrui. La storia è nota, gli altri alla fine decisero di cominciare a giocare a calcio, recuperarono e scapparono. E i rossoblù sprofondarono in B. Quest'anno il riscatto era una bella ipotesi in agosto, ma con l'avvento di Tacopina e Saputo, Fenucci e Corvino, è diventata una necessità: Lopez lo sa, ma forse gli va ricordato con più decisione. E nell'attesa che lo faccia la dirigenza, ci pensa il popolo rossoblù con i fischi. Fischi pieni di paura, di ansia, di rabbia. A chi siede in panchina il compito di trasformarli in applausi. 

Il Bologna pareggia ancora al Dall’Ara. I rossoblu  nelle ultime quattro gare casalinghe non hanno mai segnato, collezionando tre 0-0 con in mezzo la sconfitta per 0-2 contro il Vicenza. I numeri sono impietosi: 0 goal fatti e 3 punti in 4 gare casalinghe. Dovevano arrivare sei punti in queste due partite casalinghe e invece è arrivato solo il pareggio contro il Latina. La partita con la squadra di Iuliano è stata l’ennesima conferma di quanto emerso nelle scorse partite. Il Bologna non ha un gioco, la manovra è lenta e prevedibile e questa sera non regge neanche la scusa del regista visto che Matuzalem era regolarmente al suo posto in cabina di regia. Dite anche che sono un mai goduto, ma vedere una squadra come il Bologna, che per i giocatori che ha dovrebbe dominare la serie B, non giocare in questo modo è davvero assurdo. Come è assurdo dare la colpa ai giocatori arrivati nel mercato di Gennaio, piuttosto che voler ammettere che quello di Lopez non è giocare a calcio.

Lopez è sempre più monotematico, finisce per ripetere sempre le stesse cose e si aggrappa sempre alle stesse risposte. Se le agenzie di scommesse quotassero le frasi dell’allenatore rossoblu, prima delle conferenze, ora saremmo tutti miliardari. Eppure, non riuscire ad ammettere i limiti di questa squadra, soprattutto dopo la partita di questa sera è davvero allucinante e fa quasi sorridere, per non usare un altro termine. Limitarsi a dire che la prestazione c’è stata e che la palla è andata veloce (stesse parole usate a Cittadella, caso strano eh?) è il sunto perfetto di un allenatore che prova a difendere l’indifendibile, ovvero l’oscena prestazione della sua squadra. Lopez per primo dovrebbe rendersi conto delle difficoltà della sua squadra, invece di mascherarle con un assurdo al bluff al quale ormai non crede più nessuno. L’autoconvincimneto che Lopez cerca appartiene a quello del “ va tutto bene, non facciamoci prendere dal panico, siamo ancora secondi no?”. Si, perché se valeva la storia degli 8 risultati utili consecutivi, giustamente vale anche quella del “siamo ancora secondi”. I risultati hanno dato una mano anche questa sera, ma non si può sperare che vada sempre bene.

L’autoconvincimento di Lopez, quel rifiutare di ammettere i limiti e il non gioco del Bologna è lo specchio perfetto dei problemi dei rossoblu: la squadra non gira e l’allenatore che fa? Si limita a descrivere una partita come una gara in cui “la squadra è migliorata”, come se avesse strappato un pareggio al Bernabeu e non come se non vincesse in casa dal 19 Gennaio, dalla gara contro il Perugia. Mentre lui cerca di autoconvincersi che vada tutto bene perché i risultati sono dalla sua parte e perché la palla gira veloce, io ne ho un’altra di convinzione e ciò quella che Lopez non sia più adatto a guidare un gruppo del genere. Non lo è per tutta una serie di motivi che cominciano proprio dalla mancata gavetta. All’allenatore rossoblu mancano nel curriculum, quelle esperienze da allenatore che, magari, gli avrebbero permesso di gestire in maniera differente queste situazioni.

A volte, ad esempio, basterebbe presntarsi in sala stampa e fare un mea culpa, non mi sembra di chiedere molto, perché se il Bologna “gioca” così la colpa non può che essere la sua. Fa sorridere anche un’altra cosa, cioè il fatto che questa sera Lopez non solo non ha fatto mea culpa, ma ha anche risposto in maniera seccata e infastidita ad alcune domande dei giornalisti, facendo trasparire un nervosismo non indifferente. I limiti della sua squadra ci sono e sono evidenti e la sua conferenza post partita è stata lo specchio perfetto del perché la sua squadra giochi in quel modo e del perchè non si arrivi a una soluzione tattica ideale per i meccanismi dei rossoblu.

Ognuno la pensi come vuole, ma sinceramente mi sembra di essere preso in giro sentendo una conferenza del genere, soprattutto dopo un’oscena (e sottolineo l’oscena) prestazione della squadra. Non credo di ritenermi l'unico preso in giro da una tale conferenza stampa, adesso le scuse sono finite, è il campo che debe parlare, anche se quest'ultimo ha parlato già da tempo è lo ha fatto in sfavore di Lopez. La riunione andata in scena al Dalla'Ara con Fenucci, Corvino e Di Vaio significa, forse, che la pazienza sta per finire.

Poi, sia chiaro, che se il Bologna dovesse andare in A con Lopez in panchina, sarei il primo ad essere contento. Non mi interessa con chi, basta che i rossoblu tornino nella massima serie, a calcare i palcoascenici che gli competono.

L'obiettivo è uno solo, con o senza Lopez: #conquistiamolA

Doveva essere il match clou di questo campionato, invece Roma-Juventus non ha regalato particolari emozioni ma soprattutto non ha dato scossoni alla classifica. Bisogna dire che questa sfida avrebbe acquisito maggior fascino se la distanza tra le due squadre non fosse stata così ampia: 9 punti sono oggettivamente tanti. La Roma aveva la possibilità di accorciare a 6 punti, mentre la Juventus poteva allargare ulteriormente la forbice a 12. Risultato 1-1 e quasi tutti contenti. Quasi perché tutte e due le squadre in alcuni momenti della partita hanno rischiato di vincere. Nel primo tempo ha regnare sono stati l'equilibrio e la paura: poche occasioni e pochissime emozioni, a parte qualche fallo al limite. Nella ripresa si è acceso il match con l'espulsione di Torosidis, che ha generato un calcio di punizione trasformato magistralmente da Tevez. Qui la Juventus ha cullato il sogno di ammazzare definitivamente il campionato, ma proprio questo ha giocato a suo sfavore. I giallorossi, infatti, nonostante l'inferiorità numerica, non hanno mollato ma, al contrario, hanno alzato il baricentro schiacciando la Juventus nella propria metà campo. Dopo un paio di occasioni fallite, Keita ha trovato il pareggio di testa su calcio piazzato e fino alla fine la Roma ha provato a vincerla. Probabilmente se la partita fosse durata ancora 20 minuti, gli uomini di Garcia avrebbero vinto: per questo l'1-1 rende tutti QUASI contenti. La corsa scudetto rimane “socchiusa”, ma la sensazione è che questo campionato può perderlo solo la Juve, perché 9 punti sono tanti, troppi.

Alle spalle della Roma si ferma il Napoli, ma avanzano Lazio e Fiorentina. Gli uomini di Benitez non riescono a dare continuità di risultati e cadono 1-0 contro il Torino che, dopo l'impresa del San Mames, ha regalato un altra grande gioia ai propri tifosi. Il tecnico spagnolo molto deluso a fine partita, si è presentato ai microfoni dei giornalisti scuro in volto: il suo Napoli non riesce a fare il salto di qualità e ha perso l'occasione di agganciare la Roma al secondo posto. Onore ai granata di Ventura che con questi tre punti salgono all'ottavo posto e sentono nuovamente profumo di Europa. Avanza a grandi passi la Lazio. Al Mapei Stadium i biacocelesti battono 3-0 il Sassuolo e si avvicinano al terzo posto che significherebbe Champions League. Grande merito a Pioli che è riuscito a dare un gioco a questa squadra e a far sbocciare Felipe Anderson. Il fantasista brasiliano è stato l'assoluto protagonista della sfida con i neroverdi, segnando un goal bellissimo e mettendo lo zampino negli altri due. In casa Fiorentina, invece, a rubare la scena è stato ancora una volta Mohamed Salah, autore del terzo gol nelle ultime tre gare di campionato. E' stato lui a permettere alla Fiorentina di tornare a vincere a San Siro contro l'Inter dopo quasi 15 anni. Tre punti fondamentali che permettono ai viola di rimanere a -1 dalla Lazio e a -3 dal Napoli.

Alle spalle di questo quartetto non molla la presa la Sampdoria di Sinisa Mihajlovic. All'Atleti Azzurri d'Italia i blucerchiati sono tornati alla vittoria grazie a un bel secondo tempo, alla splendida conclusione di Muriel e al ritorno al gol di Okaka, lesto a spingere il pallone in porta dopo una parata rivedibile di Sportiello su un tiro di Eto'o. Ancora uno stop, invece, per le due milanesi. Detto dell'Inter, sconfitta dalla Fiorentina grazie al goal di Salah, c'è da analizzare l'ennesimo pareggio del Milan che, contro il Chievo Verona, non è andato oltre lo 0-0. Al Bentegodi i rossoneri hanno messo in mostra un altra prova poco convincente. Ormai lo ripetiamo da mesi, al Milan manca un' idea di gioco. Decisive saranno le prossime sfide per decidere il futuro di Inzaghi che è sempre più in bilico.

In zona salvezza, oltre al buon punto conquistato dal Chievo proprio contro il Milan, c'è da registrare l'importante vittoria dell'Hellas sul campo del Cagliari, sempre più in crisi di risultati. I Sardi, infatti, hanno totalizzato solo un punto nelle ultime cinque partite. Accorcia le distanze sull'Atalanta quart'ultima, invece, il Cesena che grazie ad un colpo di testa di Rodriguez conquista tre punti fondamentali contro l'Udinese. Un punto importante anche per l'Empoli su un campo difficile come quello di Palermo. Gli uomini di Sarri a piccoli passi si allontanano dalla zona pericolosa della classifica. Ancora un rinvio invece per il Parma: la sfida con il Genoa è stata rinviata a data da destinarsi.  

Poteva succedere, doveva succedere ed è successo. Il Bologna è caduto in casa, deludendo i tifosi accorsi al "Dall'Ara" e che si aspettavano certo un risultato diverso. Forse perché dopo due deludenti pareggi casalinghi si attendeva una vittoria, o forse perché si arrivava comunque da una striscia di risultati positivi - ben 8 - notevole e che autorizzava a ben sperare. Invece un Vicenza brillante ha fatto il colpaccio, e adesso tutto è tornato in discussione. Colpa di Lopez?

Per me no.
Vero è che la squadra nelle ultime uscite era apparsa tutto tranne che brillante, finendo per strappare i risultati più con la forza che attraverso il gioco. Ma bisogna considerare tutto un insieme di cose, e cioè la rivoluzione che i rinforzi di gennaio hanno portato in un gruppo prima senz'altro più debole ma forse più unito e con gerarchie più definite: la scelta di lanciare Mbaye e di rispolverare Bessa deriva anche da una rosa che è diventata lunga, forse troppo. È chiaro che per un tifoso i giocatori "buoni" non sono mai abbastanza, ma per un allenatore può essere difficoltoso gestirne tanti. Che poi i giocatori sono buoni, ma alcuni ci mettono del loro. Cacia non segna, Mancosu non ingrana, per dire: su questo Lopez cosa può farci? Cambiare per il gusto di cambiare? 

Questione modulo e uomini: il 4-3-1-2 è lo schema che ha portato il Bologna, anche quando non era lo spauracchio della Serie B (ricordate agosto?) in vetta alla classifica. Un buon modulo, adatto agli uomini a disposizione, nel quale la composizione del centrocampo è essenziale: un regista basso, due cursori bravi nelle due fasi, un trequartista che muovendosi tra le linee porti scompiglio. Quest'ultimo è Laribi e non ci sono discussioni, lo dimostrano i gol, gli assist e i punti che questi hanno portato alla squadra. Il regista è Matuzalem, che però ha l'età che ha e ogni tanto deve rifiatare, anche perché Bessa è stato preso per un motivo e fino a ieri aveva dimostrato di meritare spazio e fiducia. Chiaro che la prestazione offerta ieri sera, con l'espulsione che per me ha cambiato tutta l'inerzia della gara, è da condannare. Ma non si può chiedere a Lopez di essere un indovino, con il senno di poi è chiaro che sarebbe molto più facile allenare.
 
I due nel mezzo tra il regista e il trequartista sono il vero nodo della questione: c'è chi dice che non si possa rinunciare a Zuculini, sono in tanti e probabilmente hanno delle buone ragioni per dirlo. Ma rendiamoci conto che chi gioca al suo posto non è comunque l'ultimo arrivato: Buchel merita di essere recuperato visto quanto fatto vedere prima dell'infortunio, Casarini è un ragazzo del vivaio che ci mette corsa e cuore e che forse da equilibrio più di altri, Krsticic ha tecnica superiore. Ovviamente la rinuncia forzata a prescindere dell'argentino è da discutere, ma onestamente è difficile pensare che Lopez si privi del contributo di un giocatore capace di fare la differenza per il gusto di farlo. Vincere è nel suo interesse, lui vede gli allenamenti ogni giorno. Trovo azzardato pensare che la differenza tra questo Bologna grigio ed uno brillante dipenda dalla presenza in campo di Zuculini.
 
Ed è un Bologna grigio, pochi dubbi. Purtroppo però una flessione capita, il campionato è lungo e non sono in poche le squadre che giocano così così. E del resto è la Serie B, un campionato dove comunque il livello tecnico è quello che è. Allora Lopez è giustificato? No, ma certo è che sentire invocarne l'esonero appare davvero fuori luogo, dal mio punto di vista. E a questo punto della stagione potrebbe anche essere un rischio non di poco conto. Sicuramente la squadra può dare di più, ma la partita di ieri sulla carta era preparata bene, e forse senza l'espulsione di Bessa - e magari quindi con un gioco offensivo più brillante - sarebbe potuta andare in tutt'altro modo. Così non è andata e pazienza, questo è il calcio. Dove tra l'altro, è bene ricordarlo, capita che giochi pure l'avversario. Forse a Bologna l'entusiasmo generato dall'arrivo della nuova proprietà ha fatto dimenticare che la promozione è tutt'altro che scontata e già acquisita, e anche se hai la squadra migliore ogni partita te la devi sudare. Forse, quindi, la sconfitta di ieri servirà a molti: a Lopez, certamente, ma anche a tutto l'ambiente.
 
(Simone Cola)

Per me si.
Perché sè è vero che a Lopez va il merito di aver "scoperto" quel 4-3-1-2 che ha fatto le fortune dei rossoblu, va dato anche atto del fatto che un allenatore deve sapersi adattare alle situazioni tattiche che gli si presentano a campionato in corso. Giocare con due punte con caratteristiche troppo simili, addirittura ancora di più delle coppia Cacia-Acquafresca è paradossale. Mancosu e Cacia si pestano i piedi, non hanno il giusto feeling e perché? Proprio per il fatto che i due, nella loro carriera, sono stati abituati a ricoprire lo stesso ruolo e quindi tendono a fare quasi gli stessi movimenti. I due sono costretti a parlare nel corso della partita per migliorare i loro movimenti, e questo di certo non è un mistero. Così facendo, facilitano il compito alle difese avversarie. Ma il problema tattico non si limita a quello, desta ancora dubbi, infatti, la scelta del vice-Matuzalem. Bessa ieri sera utilizzato proprio in cabina di regia, in settimana era stato provato in tutt'altro ruolo. Questa confusione tattica, che poi si riflette in campo, non può di certo far bene alla squadra.

Oltre a questo sono molte le cose che non tornano, una su tutte il minutaggio di Zuculini. Se tutti i giocatori in campo ieri sera avessero avuto la stessa grinta dell'argentino, la partita sarebbe andata diversamente. Come si fa a tenere in panchina un giocatore come lui resta davvero un mistero degno di Voyager. Il numero 14 rossoblu è entrato con una grinta e una voglia incredibile, ma questa non è di certo una novità. Con lui in campo il centrocampo del Bologna ha tutt'altro rendimento e lo dimostrano i numeri, quando esce lui la linea mediana, il più delle volte crolla, come già successo a Livorno e in altre partite. 
Si, perché nelle colpe di Lopez rientra anche la gestione della gara. I cambi il più delle volte non hanno un senso logico e alla fine si rivelano letali per i rossoblu, vedi la sopracitata trasferta di Livorno e non solo, ahinoi. Il problema delle letture tattiche è serio e concreto, così come lo è quello del preparare le gare. Con il Vicenza è stato assurdo non preparare una marcatura speciale, una box-and-one, chiamatela come volete, contro Di Gennaro, il faro del gioco di Marino. Mi rifaccio alla gara di ieri sera, ma sono tante le incongruenze anche nelle altre gare. A proposito di gestione tattica e di altre gare passate: con il Frosinone in casa Lopez ci mise un tempo a capire che Casarini non poteva giocare in cabina in cabina di regia. 45', quarantacinque, dopo 18 giornate, un po' troppi non trovate? 
 
Si dice che la squadra in campo rifletta l'allenatore, e ieri sera il Bologna è stato lo specchio della confusione tattica che ha in testa l'allenatore rossoblu. L'immagine perfetta potrebbe essere quel suo assistere quasi impotente al non gioco dei suoi, quel suo sedersi quasi sconsolato in panchina sullo 0-2. Alla squadra manca grinta e questo è un dato di fatto. All'allenatore spetterebbe anche il compito di lavorare sulla mentalità dei suoi giocatori, sono piccole cose con le quali si ottengono i risultati. La scusa di "eh ma ha fatto 8 risultati utili consecutivi" non regge più. E meno male mi verrebbe da aggiungere. La partita con il Vicenza è stata lo specchio perfetto del gioco del Bologna: lento, prevedibile e senza schemi. Con il Crotone ci pensò un super goal di Laribi a salvare baracca e burattini, ma già lì erano erano emersi i limiti dei rossoblù. Quella col Cittadella è stata una breve illusione di gioco in cui la palla girava velocemente, un'illusione durata neanche 90'. I pareggi con Ternana e Pescara al Dall'Ara gridano ancora vendetta (e devono molto a Coppola) ed è inutile nascondersi: questo Bologna non ha un'identità di gioco. Poi sia chiaro eh, fin quando Lopez vince ha ragione e su questo non ci piove, ma prestazioni come ieri sera non sono proprio concepibili per una squadra che DEVE andare in A. Ogni volta che Lopez affronta un allenatore esperto, uno di quelli che ha fatto la gavetta, vedi lo stesso Marino o Ivo Iaconi, va in difficoltà. Subisce una sorta di scacco tecnico-tattico del rivale. Ah la gavetta, dov'è che l'ho già sentita questa? 
 
 
(Andrea Bonomo)

Oggi 28 Febbraio, AL RITMO DEL GOAL  ritorna alle 16.30 circa, sempre sui 105 (nuova frequenza) di Punto Radio; insieme alla Redazione di 1000Cuorirossoblu; vogliamo commentare insieme il "torrido" postpartita di Bologna vs Vicenza. Per coloro che sono fuori regione e fuori provincia ci potrete seguire in streaming su www.1000cuorirossoblu.it e sul canale 196 del Digitale Terrestre di PuntoRadioTv.

Con Simone Zanetti e Stefano Castellari in regia, ci collegheremo con  Manuel Gulmanelli (Presidente di Futuro Rossoblù), Mirco Mariotti (Direttore Responsabile di Emiliaromagnasport) e Vittorio Longo Vaschetto (Redazione di "Tempi Supplementari) per commentare il post partita del Bologna e il caso Parma. Collegamento anche con Punto Stadio, per le "news" sul week end sportivo. Aspettiamo i Vostri numerosi sms al 342-1301989. Non mancate.

Questo turno di campionato verrà ricordato per un fatto che non era mai accaduto nella storia di questo torneo. Un episodio che fa male al calcio. Parma-Udinese è stata rinviata a data da destinarsi. Fino a qui non c'è nulla di grave. La gravità sta nella motivazione per cui la partita non si è giocata: il Parma non aveva i soldi per garantire la sicurezza nello stadio (pagare gli steward) e attivare l'impianto di illuminazione. Non era mai successo che una squadra di Serie A non potesse giocare una partita per la mancanza di soldi. Eppure questa è la triste situazione del Parma Calcio. Negli ultimi mesi sono stati cambiati tre presidenti: tutti hanno avuto buone parole e le rassicurazioni si sprecavano, ma di concreto non si è ancora visto nulla. Solo parole, per il momento, anche per l'uomo che sta cercando di salvare questa società gloriosa: Gianpietro Manenti. Da più di una settimana il presidente dei ducali sostiene che il bonifico per gli stipendi e i pagamenti Irpef sia partito: “E' solo una questione di tempi tecnici”. La verità è che la situazione è sempre più critica. I giocatori stanno finendo la pazienza e potrebbero da un giorno all'altro decidere di mettere in mora la società. Bisogna cercare di salvare almeno il titolo sportivo: un fallimento pilotato permetterebbe di ripartire dalla Serie B e non dai dilettanti qualora la società fallisse da sola. Bisogna salvare il Parma e cercare di fargli finire dignitosamente questo campionato.

 

Tornando al campo e al calcio giocato, scopriamo che c'è una squadra, che da qualche settimana, è afflitta dalla sindrome della pareggite. E' la Roma di Rudi Garcia. I giallorossi, infatti, con il Verona non sono andati oltre l'1-1 e hanno ottenuto così il sesto pareggio nelle ultime sette partite. La bella Roma che abbiamo ammirato l'anno scorso sembra essere sparita, per far posto ad una squadra stanca, lenta e prevedibile. Serve uno scossone per non trasformare una stagione iniziata bene in fallimentare. Con il Feyenoord in Europa League bisognerà per forza vincere per passare il turno e per ritrovare un po' di fiducia nei propri mezzi. La Roma, inoltre, in campionato non potrà più permettersi di sbagliare, se vuole salvare almeno il secondo posto. Il Napoli, infatti, grazie alla vittoria ottenuta ieri contro il Sassuolo, è a soli 3 punti dai giallorossi. La squadra di Rafa Benitez non ha fallito l'occasione di avvicinamento battendo per 2-0 i ragazzi di Di Francesco. Senza Higuain, squalificato, a caricarsi il Napoli sulle spalle ci ha pensato Duvan Zapata, autore di un goal e un assist.

Stavolta Allegri può essere contento: il +9 in classifica alla fine è arrivato lo stesso, seppur con una settimana di ritardo. Con i 3 punti ottenuti in casa contro l'Atalanta e il successivo pareggio della Roma, la Juventus può incominciare a mettere le mani sullo scudetto. Venerdì sera allo Stadium non si è vista una grande partita, con i bianconeri che davano la sensazione di pensare più alla partita con il Borussia in Champions League che alla sfida con i neroazzurri. Gli uomini di Colantuono, infatti, sono passati in vantaggio con un colpo di testa di Migliaccio, prima di subire la rimonta ad opera di Llorente e Pirlo. Lunedì prossimo all'Olimpico di Roma andrà in scena lo scontro diretto: un crocevia importante per decidere, forse definitivamente, le sorti di questo campionato.

Tornano a sorridere le due milanesi. A dire la verità l'Inter già da un po' ha ritrovato il sorriso e la partita con il Cagliari ha confermato che il lavoro di Mancini sta dando i propri frutti. Contro i sardi è arrivata la terza vittoria consecutiva: non accadeva dall'era Stramaccioni. La zona Europa ora è distante solo 4 punti e con questo ritmo tutto è possibile. I tifosi neroazzurri devono essere soddisfatti non tanto per le tre vittorie consecutive, ma per l'idea di gioco che Mancini sta cercando di inculcare alla squadra . Un'idea di gioco che ancora non si intravede nel Milan. I rossoneri tornano alla vittoria, battendo il Cesena per 2-0, ma da salvare c'è solo il risultato. Inzaghi non è ancora riuscito a dare un'identità a questa squadra e pare non abbia le idee molto chiare su come farla giocare. Per il momento si prende questi tre punti, ma per le prossime partite servirà qualcosa in più.

In chiave terzo posto, vittoria importante della Lazio che batte il Palermo per 2-1. Dopo essere passati in svantaggio, gli uomini di Pioli hanno trovato prima il goal del pareggio con Mauri e poi hanno completato la rimonta con un gran goal di Candreva. Piccolo passo in avanti anche per la Fiorentina, che non va oltre l'1-1 con il Torino. Le fatiche di coppa si sono fatte sentire per tutte e due le squadre e il pareggio sembrava il risultato più scontato. Sempre per la zona Europa si attende il risultato della sfida tra Genoa e Sampdoria: il derby della Lanterna che tutti aspettavano con grande entusiasmo, è stato rinviato ad oggi (18.30) causa maltempo. Sabato sera una forte pioggia si è abbattuta su Marassi, impedendo alle due squadre di scendere in campo.

In zona salvezza importante vittoria dell'Empoli sul Chievo Verona. La squadra di Sarri si è imposta per 3-0, grazie ad una doppietta di Maccarone che ha festeggiato le 200 presenze con la maglia dei toscani.

 

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