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Carspillar – Pagani Zonda C12, l’auto con cui tutto ebbe inizio

Scritto da  Mag 19, 2020

Lo scorso anno Pagani Automobili è stata protagonista di un importante avvenimento. Si sono celebrati i 20 anni di Zonda: il 9 marzo 1999 esordisce la C12.

Nel 2019, al Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra, Pagani ha fatto rivivere a Zonda C12 il fascino del debutto: il telaio numero 001, dopo un restauro a regola d’arte, è stato riportato al suo primario splendore. In occasione dell’esposizione, il primo telaio, originariamente utilizzato per i crash test necessari all’omologazione, è stato completamente ricostruito seguendo le specifiche tecniche custodite negli archivi storici di Pagani Automobili. Grazie al Programma Rinascimento è quindi risultato possibile ripristinare le autentiche componenti del veicolo in modo da raggiungere la massima espressione d’arte e bellezza tecnica.
Questa vettura, al primo posto tra quelle realizzate dal prestigioso Atelier emiliano, racconta la storia di due amici argentini: Horacio Pagani ed il cinque volte campione del mondo F1 Juan Manuel Fangio. Grazie alla lettera di raccomandazione di quest’ultimo a Giulio Alfieri, ingegnere capo di Maserati e successivamente di Lamborghini, Pagani trovò un’occupazione nella più ambita terra dei motori, la nostra MotorValley.
Di lì a poco, in seguito al disegno di Countach Anniversary 1988, Pagani fondò la Modena Engineering, azienda fulcro che permise di concentrarsi sulla nuova tecnologia innovativa del Carbonio. Nel 1992 nasce Pagani Automobili, casa automobilistica che si sarebbe poi specializzata nella produzione di automobili ad elevate prestazioni.

La realizzazione di un desiderio. Dopo aver posto le fondamenta dell’azienda, Horacio decise di realizzare una propria autovettura, la Zonda. Con un telaio che combinava elementi portanti in fibra di carbonio con sezioni in acciaio space-frame, questa sensazionale auto era il risultato di un innovativo progetto che avrebbe, di li a poco, contagiato parte della facoltosa clientela internazionale.

 motor1.com

Nato dalla mente creativa di Horacio, questo coupé a motore centrale aveva un profilo inedito caratterizzato da una composizione in stile “cab forward”. L’abitacolo, oggetto di ben 13 brevetti, per migliorare la penetrazione aerodinamica e spostare il blocco motore in posizione più centrale, trova alloggio in posizione avanzata, proprio come le cabine di pilotaggio dei caccia. Oltre a ciò, al fine di ridurre la resistenza dell’aria, il parabrezza ha una forma leggermente ricurva. 
Questi sono solo alcuni aspetti che danno rilevanza a questa supersportiva, attualmente considerata tra le più sicure al mondo.
L’hypercar – dotata di un maestoso propulsore V12 Mercedes-Benz elaborato dalla AMG, che erogava una potenza di 450 CV – ha da subito raggiunto risultati significativamente competitivi. Grazie al proficuo rapporto con la casa di Stoccarda – caratterizzato da una forte intesa – nel corso del ventennio, il marchio italiano ha avuto a disposizione un’ampia fornitura di motori progettati ed ufficialmente costruiti per le proprie vetture.
La trazione posteriore, che spinge tutti i 1250 kg di massa complessiva, permette, insieme alla trasmissione ZF a 5 rapporti, di raggiungere i 100 km/h in poco più di 4 secondi, dato che ancora oggi riconosce valore alla vettura ultraventenne.

Curiosità. Con un totale di 140 esemplari prodotti in differenti versioni, Zonda si afferma al mondo col concetto di esclusività: ogni modello è creato su misura secondo i gusti del proprio cliente. È proprio l’unicità delle vetture Pagani che ha permesso un’enorme crescita del loro valore. Queste hypercar sono veri e propri investimenti.

 

Fonte: Pagani Media Center

 

 

Ultima modifica il Martedì, 19 Maggio 2020 17:34
Matteo Guerra

Nato in Emilia-Romagna, regione d’eccellenza motoristica italiana, studio Comunicazione a Bologna. Intraprendo un percorso formativo mirato al mondo del giornalismo nell’ambito dell’automobile. Forte appassionato di tutto ciò che riguarda motori e velocità.