Bologna - Conferenza stampa di presentazione di Sinisa Mihajlovic

Scritto da  Gen 29, 2019

Sinisa-due, il ritorno: dopo l'esonero di Filippo Inzaghi il Bologna torna al passato, richiamando una vecchia conoscenza della panchina, già in rossoblù dieci anni fa. Obiettivo la salvezza e non solo: per il tecnico serbo anche l'occasione della rivincita, dopo l'esonero di Torino e la parentesi negativa di Lisbona. Arriva accompagnato dal direttore sportivo Riccardo Bigon.

Con quale spirito torni? E quale idea di Bologna hai in mente?

"Torno dopo dieci anni con grande piacere, Bologna è sempre una città meravigliosa, le mie figlie dicono sempre che è il posto dove son state meglio. Son stato molto bene all'epoca, nonostante il brutto epilogo, ma ormai è acqua passata; ci sono state possibilità di andare all'estero, ma alla fine ho accettato la proposta del Bologna: avevo tanta voglia di lavorare, non ne potevo più di stare a casa. Ho visto un po' di partite: son convinto che questa squadra si possa salvare. Non è una missione facile, ma son fiducioso. Senza convinzione non sarei venuto. Dobbiamo fare tutto in fretta, ma al contempo stando sereni e tranquilli. Voglio un rapporto sincero e leale con i miei giocatori, bisogna dirsi le cose in faccia, penso che abbiano apprezzato la mia schiettezza: non faccio tanti giri di parole, vado dritto al sodo. Il primo passo è fatto, sono sereno. L'atteggiamento è giusto, mancano i risultati: la squadra ha bisogno di fiducia, di coraggio. Son convinto di potergliele dare. Dobbiamo giocare a testa alta con tutti, in modo aggressivo."

Quanti rinforzi ti aspetti dal mercato?

"Ho parlato con la società, sanno benissimo quello che voglio; arrivando tardi è chiaramente tutto più difficile, allenando poi ti rendi conto di cose che alla tv non noti. Ripeto, il direttore sa quello che voglio."

In questi dieci anni sei diventato l'allenatore che volevi diventare?

"Son migliorato nel carattere, adesso prima di parlare conto fino a 5-6, ma non 10. Son dieci anni che alleno, ha cambiato diverse squadre, pure una nazionale, sono contento della mia carriera di allenatore; qualche volta son stato esonerato, come qui a Bologna, ma spesso per motivi extra-calcistici."

Commenti sull'ultima estate a Lisbona?

"Hanno cambiato presidente, ho firmato un contratto di tre anni con la vecchia società; mi è dspiaciuto, avevo voglia di cambiare, volevo andare all'estero ed ero in una bella città, poi purtroppo è successo quel che è successo, finendo in tribunale. Non è stato un periodo fortunato, ma son pronto a rialzarmi."

Che impressione ti ha fatto Saputo?

"L'ho conosciuto ieri: una brava persona, umile, non ne ho mai visto uno così. Voglio farcela anche per lui: siamo andati a cena e mi ha fatto un'ottima impressione. Ne parlavano tutti bene e ora ho capito perchè."

Ripartirai dal 4-3-3?

"Questa squadra per come la vedo io lo può fare benissimo, trasformandosi in partita in un 4-2-3-1; mi piace il calcio offensivo, stare alti e recuperare la palla, mi rendo conto che è molto difficile, ma mi piace così, mi prendo i miei rischi. Lavoriamo su questi due moduli, poi vedremo."

Hai già avuto Soriano ai tempi della Samp: in che ruolo lo farai giocare?

"Soriano può fare l'interno di centrocampo, il trequartista e pure l'esterno; coi giocatori che abbiamo possiamo modificare modulo senza necessariamente cambiare gli interpreti, dipende da come la impostiamo, le caratteristiche di Soriano son quelle, in fase di possesso si può inserire,"

E' allenabile il calcio piazzato?

"Pulgar li tira bene, anche Orsolini. Per quanto mi intendo di palle inattive calciano bene e pure Sansone. Ho avuto squadre in cui eravamo messi peggio, al Torino ad esempio. Ci lavoreremo comunque: il calcio piazzato è assolutamente una risorsa fondamentale per far goal."

Che messaggio ti senti di dare ai tifosi?

"Di stare vicino alla squadra; conosco i tifosi bolognesi e so che lo faranno. Se una squadra dà tutto si guadagna l'affetto del proprio pubblico: i tifosi son sempre stati vicino ai propri giocatori, anche quando la situazione non era delle migliori. Dobbiamo comunque essere noi a trasportare i tifosi; ho visto questa squadra 7-8 volte e non hanno mai sbagliato l'atteggiamento. Erano impauriti e timidi, ma ci hanno messo sempre il massimo dell'impegno."

La differenza tra dieci anni fa ed oggi?

"Quella squadra aveva Di Vaio, che era capocannoniere, poi Adailton che era un fenomeno in allenamento, ma non in campo. La squadra attuale vale più del terzultimo posto ed è meglio di quella di dieci anni fa".

Capitolo Destro: è nel tuo progetto?

"Oggi ho parlato con Mattia, gli ho detto che per me è incredibile come uno con le sue qualità non riesca ad esplodere; dipende da lui: sarebbe ideale per il modo di intendere il calcio, ma ripeto, dipende da lui. Gli ho parlato dieci minuti, lui per me è titolare, ma deve dimostrarmelo in allenamento. Dico la verità, non l'ho trovato in forma, è giù fisicamente. Lo posso aiutare, ho una grande stima di lui, ma prima deve aiutare sè stesso".

Domanda a Bigon: quanti rinforzi arriveranno?

"Stiamo sondando le possibilità, Spinazzola e Caceres son sfumati, guarderemo altrove. Vogliamo calciatori pronti che conoscano già il campionato, per questo non guardiamo all'estero e ci concentriamo sul mercato interno. Cambiando allenatore a tre giorni dalla fine del mercato i piano mutano: adesso diventa chiaramente più complicato. Vogliamo comunque calciatori che soddisfino il mister. Edera e Lyanco sono idee. Potrebbe arrivare un terzino, ne stiamo parlando."

Su Inzaghi?

"Non mi piace cambiare gli allenatori; l'ho protetto in tutti i modi, lo ringrazio per l'impegno che c'ha messo. Divido le sue responsabilità con le mie; adesso vogliamo voltare pagina".

Domanda per Sinisa: a Milano con l'Inter, che Bologna vedremo?

"Son tutte partite importanti da qui alla fine, le prepareremo tutte allo stesso modo, sia che di fronte ci sia l'Inter, il Genoa o il Frosinone. Pressing e difesa alta, ci vuole il tempo, ma non ce l'abbiamo, per questo dobbiamo accellerare i tempi. Dobbiamo sfruttare il momento negativo dell'Inter; San Siro ha un pubblico esigente, è una partita difficile, ma andremo là per cambiare la rotta e la mentalità."

Chi sarà il nuovo capitano?

"Non ho mai deciso, l'ho sempre fatto decidere ai giocatori o alla società, per me non è una cosa importante. Nelle mie squadre non ero mai capitano, ma ero il più ascoltato."

Domanda per Bigon: idee alternative a Caceres e Spinazzola?

"Prenderemo solo giocatori che ci facciano fare il salto di qualità".

Sinisa "Concordo, prendere così per prendere non ha senso. Vi faccio un esempio: quando sono arrivato alla Samp Soriano non giocava e l'ho messo io titolare. Questo per dire che i rinforzi potrebbero già esserci in rosa. Non voglio dei giocatori presi così per fare: se lo prendo ne voglio uno che mi faccia fare il salto di qualità".

Edera ti può dare una mano?

"Non mi piace di parlare di giocatori che non alleno".

Ultima domanda per Bigon: vedi il tuo futuro a Bologna?

"E' un'annata difficile, ho sempre dato il massimo. Ho cercato di proteggere il mister e i calciatori, mi assumo la responsabilità delle scelte fatte. Ho trovato esagerate le critiche rivolte a Marco Di Vaio. L'obiettivo è sempre stata la salvezza, quello che mi è sempre stato chiesto. E' il mio quindicesimo anno di serie A, credo nel mio lavoro e nei miei giocatori, son convinto che porteremo a casa l'obiettivo della salvezza. In serie A salvarsi è sempre difficile. Quest'anno si è creato un clima difficile, che non ci aiuta. Il mio futuro è arrivare alla fine dell'anno per meritarmi  la conferma: vorrei essere il ds del Bologna fino all'inaugurazione del nuovo stadio. Se non ci riuscirò andrò avanti, consapevole comunque di aver dato il massimo".

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Martedì, 29 Gennaio 2019 19:41
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.