Resto del Carlino - Bigon cerca la conferma

Scritto da  Apr 24, 2019

L'eventuale arrivo di Walter Sabatini non avrebbe come conseguenza l'addio di Riccardo Bigon: che a questo punto, potrebbe anche rimanere; quello che sembrava certo a gennaio, cioè l'addio del ds, è ad oggi un'incognita, complice anche l'ottimo finale di stagione che pare averlo in parte rivalutato.

Ne parla Marcello Giordano sulle colonne odierne de "Il Resto del Carlino": che sottolinea come già a Genova, dove si è dimesso proprio in settimana, Sabatini ha già lavorato a stretto contatto con un direttore sportivo, quel Carlo Osti già in orbita rossoblù. Ma quali argomenti potrebbe portare Bigon per guadagnarsi il rinnovo? La risalita, dopo il pessimo avvio di stagione; la scelta giusta, quella di Mihajlovic, con un mercato di gennaio convincente (anche se, di fatto, deciso da altri). E poi la Primavera, vittoriosa a Viareggio.

Insomma, ad oggi l'addio di Riccardo Bigon non è così certo: nelle alte sfere di Casteldebole sono giorni di grande riflessione, per costruire e pensare il Bologna che verrà. Che prima di tutto dovrà ottenere matematicamente la salvezza, per poi dedicarsi al futuro: da Roma spunta anche il nome di Massara per i quadri dirigenziali, ma sempre dalla Capitale, sponda biancoceleste, arriva anche la voce (che una semplice voce, in realtà, non sembra)dell'interesse di Claudio Lotito per Sinisa Mihajlovic come eventuale sostituto di Inzaghi (Simone).

Ultima modifica il Mercoledì, 24 Aprile 2019 09:11
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.