Bologna, conferenza stampa LIVE di Mihajlovic

Scritto da  Lug 13, 2019

Ore 16 e 30: Sinisa Mihajlovic parla a Casteldebole, accompagnato da Walter Sabatini e dal dottor Gianni Nanni.

Introduce Sabatini
"Quest'uomo alla mia destra è il nostro conduttore, terrà in mano il Bologna per sempre fino alla scadenza del contratto, gli vogliamo bene e lo rispettiamo, saremo al suo fianco in questa battaglia, lo dico adesso per sgomberare il campo da qualsiasi ipotesi. L'allenatore del Bologna rimane Sinisa. E' una riflessione tecnica: preferisco Sinisa al 2-3 percento che altri allenatori, ha dimostrato in questi mesi di attività di essere uno dei migliori".

Sinisa "Ho fatto di tutto per rubare la scena a Walter (ride). Ho chiesto questa conferenza stampa e ho chiesto anche riservatezza da parte di tutti voi, perchè volevo darvi per primi la notizia, alla mia squadra e alla gente. Purtroppo non tutti hanno rispettato questa mia scelta, per vendere 100-200 copie in più han voluto rovinare un'amicizia che dura da vent'anni, mi dispiace per questo, ma voglio parlare di altre cose. Purtroppo o per fortuna, abbiamo fatto alcuni esami col dottore dove sono venute fuori alcune anomalie che non c'erano quattro mesi fa. Vi dico la verità, che sia chiaro per tutti: quando sono partiti per il ritiro avevo detto di avere la febbre, era più un problema per mia moglie, farglielo credere, è stata la cosa più difficile. Ho fatto gli esami, alle 9 ho avuto i risultati: leucemia. Quando me l'hanno detto è stata una bella botta, sono stato due giorni chiuso in camera a riflettere e piangere, ti passa tutta la vita davanti. Vincerò la malattia, col petto di fuori, da martedì vado all'ospedale e non vedo l'ora di lanciarmi in questa sfida. Prima comincio prima finisco. Il dottore mi ha detto che la malattia è in fase acuta, aggressiva, ma attaccabile. Ci vuole un po' di tempo per guarire, ma si guarisce. Ho chiamato i giocatori, ho pianto anche con loro. Dobbiamo giocare per vincere, non per non perdere: dico sempre ai miei di attaccare alto l'avversario, di non avere paura. E' quello che farò anch'io in questo caso: vincerò questa sfida, non ho dubbi. Lo farò per me, per mia moglie, la mia famiglia. Lo farò per tutti quelli che mi vogliono bene. Ho ricevuto tra i 500 e i 600 messaggi, chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno chiamato in questi giorni, volevo stare con me stesso e riflettere bene, buttare tutte le energie negative che ho dentro, per andare ad affrontare con serenità e coraggio quello che devo affrontare. Voglio anche ringraziare tutto il Bologna, dal presidente al magazziniere, mi hanno fatto capire in questi due giorni che sono davvero uno di famiglia, questa per me è una cosa davvero importante. Come ho detto ai miei giocatori, questa sfida la vinco, ma ho bisogno di quelli che mi vogliono bene. In questi giorni ho pianto molto, ma solo quando vedo certi messaggi, qualcosa che mi commuove; ma non voglio vedere gente che piange per me, non voglio far pena a nessuno. Io sto bene, sono a posto. Il 28 febbraio ho fatto gli esami ed era tutto a posto. Ho continuato ad allenarmi tutti i giorni fino al 27 maggio, finito il campionato giocavo due ore al giorno, non avevo alcun sintomo. Mio padre è morto di cancro, per questo faccio sempre tutte le visite: nessuno di noi deve pensare di essere indistruttibile. Quando ti succede, è una botta tremenda, e l'unica tua speranza è di aver anticipato il problema, perchè se lo scopri dopo due mesi o dopo un anno è tutta un'altra cosa. Può succedere a tutti, bisogna cercare di prevenire, perchè ti cambia la vita in un momento. E' la cosa più brutta, è un incubo ad occhi aperti. E' più facile combatterla se hai fatto tutti i controlli. State sereni comunque, vincerò anche questa battaglia e ne uscirò ancora più forte."

Nanni "Il mister ha voluto condividere con tutti il problema: è una conferenza stampa che non avrei mai voluto fare. Vi dico la verità: questo è un problema che è nato il giorno prima del ritiro, abbiamo avuto il sospetto importante che si trattasse di questo tipo di patologia, grazie alla competenza dell'istituto Seragnoli di Bologna abbiamo avuto l'esito dell'esame del midollo, abbiamo capito che si trattava di leucemia. Siamo arrivati alla diagnosi in pochi giorni, il giorno stesso del ritiro abbiamo avuto la certezza di questa cosa. Oggi, grazie a quello che si sa, si può parlare di un futuro roseo, di un allenatore che può allenare e incidere sulla formazione della squadra, su quello che succede in uno spogliatoio e in un campo da calcio. Ci saranno ovvamente momenti in cui sarà lontano dalla squadra, ci sono terapie nuove efficaci, parliamo di una malattia che si può combattere e vincere anche in tempi brevi. Il msiter sta bene, non è vero che aveva la febbre, scusateci della bugia. E' stato un caso: Sinisa si è presentato con un problema tipico di chi fa sport, in Sardegna ha fatto tanto puddle, andavamo a cercare qualche cosa che uno sportivo solitamente ha, uno strappo muscolare, un dolore tendineo, una frattura da stress, frequentissima in chi fa attività fisica. Abbiamo fatto una risonanza magnetica per cercare una di queste cose, ma c'era un segnale a livello osseo da indagare: l'abbiamo fatto subito con esami specifici e abbiamo trovato quel che abbiamo trovato, ma il mister non ha sintomi riguardo a questo problema. E già partiamo molto bene. Da martedì sarà ricoverato al Sant'Orsola, nell'istituto Seragnoli, siamo in ottime mani, ne sono davvero convinto. Il mister continuerà la sua attività, quanto tempo durerà non si sa ancora, perchè non sappiamo che tipo di leucemia sia. Sappiamo che dobbiamo fare questo percorso, che sarà corto e che arriveremo fino in fondo. Per quanto riguarda il discorso del suo lavoro, credo che lo avremo più forte di prima. Vincendo questa battaglia, lo conosco da dieci anni, tornerà mentalmente e fisicamente più forte di prima. Sarà una macchina da guerra".

Sabatini "Il mister ha parlato a tutti, è stata una cosa molto democratica e civile. La famiglia Saputo è ovviamente tutta col mister, si sono già sentiti, gli hanno dato garanzie per la sua attività. Andiamo avanti tutti insieme. Come vedete il mister ha avuto il coraggio di parlare con tutti voi, io mi sarei nascosto in una grotta. Non avrei avuto il coraggio di parlare con nessuno"

 

 

 

Ultima modifica il Sabato, 13 Luglio 2019 17:05
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.