La Gazzetta dello Sport - Fenucci: "L'Europa e il nuovo stadio" Pietro Pieralisi

La Gazzetta dello Sport - Fenucci: "L'Europa e il nuovo stadio"

Scritto da  Set 05, 2019

 

 

L’amministratore delegato rossoblù Claudio Fenucci ha quest’oggi rilasciato un’interessante intervista ai microfoni di Marco Iaria, giornalista inviato della Gazzetta dello Sport. Al dirigente è stato chiesto un bilancio sull'era Saputo, per poi discutere sugli obiettivi futuri: il sogno Europa e il Dall’Ara 2.0.

SAPUTO E IL BOLOGNA  L’arrivo del patron canadese nel 2014 ha provocato, secondo le parole di Fenucci, maggior enfasi sia dal punto di vista sportivo sia per quanto concerne gli aspetti societari ed infrastrutturali. Molti gli investimenti fatti da Saputo, sopratutto nei primi due anni di gestione, per risanare il debito con il Fisco, consentire alla squadra di tornare in A e riformare interamente la rosa con giocatori competitivi e di livello. 

Claudio Fenucci ha parlato di una strategia ben precisa: consolidare la permanenza in A della squadra grazie all’apporto di giocatori con un solido bagaglio di esperienza. Il secondo passo, ha detto, è stato perseguire obiettivi sempre maggiori mediante l’acquisizione di giovani promesse che in prospettiva potrebbero crescere ed esplodere proprio a Bologna. I nomi? Li sapete. Tomiyasu, Schouten, Olsen e Mattias Svanberg. Il mantenimento di certi stipendi e i vari investimenti effettuati hanno portato la squadra a soffrire di un margine negativo di 10 milioni, al netto di plusvalenze e ammortamenti. Un sacrificio, dice Fenucci, fatto per il bene della squadra.

L’EUROPA E IL NUOVO STADIO A Casteldebole si respira aria d’Europa. O, quantomeno, si vorrebbe respirare nei prossimi anni. Le parole di Mihajlovic Se devo ambire al decimo posto rimango a casa con la mia famiglia») riassumono perfettamente il pensiero della società. Inoltre, a causa di una modifica del format delle competizioni europee dichiarata dalla Uefa, queste saranno destinate ad avere un peso sempre maggiore rappresentando, al contempo, un ottimo palcoscenico in chiave internazionale. Su quando L'Europa potrebbe arrivare però Fenucci preferisce non sbilanciarsi. Chi vivrà vedrà.

Il tema delle infrastrutture è il cavallo di battaglia di una società che vuole modernizzarsi. Sono stati spesi complessivamente 12,5 milioni per l’acquisto e la riqualificazione del centro sportivo, quasi 5 milioni invece per l’hospitality e i servizi offerti allo stadio. Il che ha comportato un aumento dei ricavi. Per quanto concerne il Dall’Ara, il progetto definitivo è quasi ultimato. Manca soltanto da individuare il partner economico adatto, oltre al percorso intrapreso assieme al Comune per quanto riguarda la legge sugli stadi. Il più grande nemico attuale? Forse l’amministrazione. Ancora non si sa quando inizieranno i lavori, ma Claudio Fenucci spera non più tardi del 2021 così da avere l’impianto pronto per il 2022. Sogno o realtà?

Infine, l’amministratore delegato approfondisce il discorso stadio descrivendo accuratamente l’iter che si vorrebbe perseguire. Gli investimenti proverranno, oltre che dagli azionisti rossoblù, anche da un piccolo intervento pubblico secondo le usanze già in voga negli altri paesi europei. Si tratterà di un restyling totale: verrà demolito tutto tranne le parti vincolate. Pubblico a sei metri dal campo, 30 mila posti e 15 mila metri quadrati di bar. Un perfetto mix tra il nuovo ed il fascino antico. Inoltre vi saranno ristoranti, sale, un piccolo museo ed alcune aree destinate alla città per scopi culturali. Un punto di forza sarà, inoltre, il digitale al fine di permettere allo spettatore in loco i medesimi contenuti mediatici di chi guarda la partita da casa.

Ultima modifica il Giovedì, 05 Settembre 2019 12:49
Marco Carlotti

Parlo di calcio con la consapevolezza che esso é, come diceva Pier Paolo Pasolini, un «sistema di segni»: ovvero una lingua, sia pure non verbale