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il Resto del Carlino - Il Dall'Ara nel silenzio: storia di una strana ripartenza

Scritto da  Giu 23, 2020

Dopo mesi assurdi in cui l'Italia è stata catapultata in film horror, finalmente si è riassaporata aria di normalità. Ieri sera, anche dalle parti del Dall'Ara, si sentiva qualcosa di diverso. Bologna-Juventus, a porte chiuse, sì, ma fuori dallo stadio comunque era presente qualcuno. Qualche tifoso, in attesa dei propri beniamini, la Polizia, fino all'arrivo delle due squadre: arriva prima il Bologna, poi la Juventus. Un doppio pullman per entrambe le squadre, con il compito di rispettare come si deve le norme di sicurezza.

Tutti distanziati fino all'arrivo in campo, dove la distanza, vuoi o no, si annulla. Restano fuori dallo Stadio alcuni addetti ai lavori, diversi giornalisti e qualche fotografo. Mancavano anche i gruppi organizzati della Curva Andrea Costa. Il motivo? Scelta politica. C'è solo qualche ragazzo che ascolta nervosamente la gara con una radiolina. Poi, il nulla. 

Si intravede anche Sinisa Mihajlovic: una fantastica coppola e un vestito da gran signore, come lo è lui. Poi si scende in campo. Parte l'inno rossoblu, poi il minuto di silenzio con omaggio al presidente Gazzoni e alle vittime del Covid-19. L'unico rumore esterno arriva all'inizio del secondo tempo, quando vengono fatti esplodere due petardi fuori dal Dall'Ara. Non è stata una serata normale, o forse sì. Per una normalità che in questi mesi ci hanno tolto di mano e, forse, non ce ne siamo nemmeno accorti.

il Resto de Carlino/Massimo Vitali

Federico Calabrese

Classe 2000, studia presso l'Università di Bologna. Prima di entrare in 1000cuorirossoblu ha scritto per Numero-Diez, Mondoprimavera e Jzsportnews. In passato ha lavorato anche con Gazzamercato e Vocegiallorossa. Ha partecipato al Workshop di Giornalismo Sportivo, che ha visto come docenti Xavier Jacobelli e Alessandro Iori. Appassionato di calcio in tutte le sue sfumature, cerca di raccontare il lato romantico dello sport.