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Corriere dello Sport - Bologna e l'operazione Mercato: 30 milioni per sognare

Scritto da  Erik Hoxha Apr 27, 2021

 

Si dice che la verità sia sempre la cosa giusta, ma talvolta rischia di diventare un compagno molto scomodo durante un percorso. Perché poi bisogna accettarla. “Nel mondo ideale potremmo trattenere tutti i nostri giovani, ma in quello reale qualcuno dovrà essere venduto”, ha dichiarato uno schietto (come al solito del resto) Sinisa Mihajlovic. Ma non è da escludere che i partenti siano uno oppure anche due.

 

E SE DA CASTELDEBOLE PARTISSERO IN TRE? Pensare ad una cosa del genere è un po’ troppo se si pensa che manca un mese al termine di una stagione comunque positiva (per ora): anche se il calcio come si suol dire è strano e oltreoceano dalle parti di Joey Saputo direbbero never say never. È chiaro però che se le cose dovessero andare in questa maniera si dovrebbe rivalutare una serie di affermazioni e atteggiamenti che hanno coinvolto la dirigenza bolognese e lo stesso allenatore: “Saputo è ambizioso come lo sono io”. Ma se il patron dovesse rivalutare di colpo le sue vecchie idee non sarebbe da scartare l’idea di un mercato ricco di cessioni, perché è vero che da una parte i conti non tornano con una serie di riscatti da pagare (15 milioni di riscatto obbligato per Barrow; 2 per Soumaoro; 2 per Hickey; 2,5 per Antov) ma è altrettanto vero che i numeri legati alla classifica di oggi non possono permettersi di essere abbassati: altrimenti si rischia dover dimenticare le trasferte a Roma o Milano tra qualche anno. Ecco che lo scenario per Bigon e Sabatini rischia di essere ostico durante la sessione estiva di mercato perché ci vorranno una dose di un po’ di tutto: dalla pazienza fino all’equilibrio e il buon senso.

RISCATTI CHE VALGONO VENTI MILIONI. “Non ho mai visto una montagna di soldi fare gol” ciò che disse il grande Johan Cruyff rimane sempre vero e attuale, però di sicuro aiuta a portare a casa gente che qualche gol lo sa fare. Precisando che le perdite alla fine si aggirano sui 25 milioni di euro, da quel momento diventerà importante capire le intenzioni e le ambizioni di Saputo per quanto riguarda la campagna acquisti. Per il momento né Bigon né Sabatini hanno fatto sfuggire mezzo sussurro dalle porte di Casteldebole, ma la sensazione reale è quella che il patron canadese voglia depositare alcuni milioni sul bilancio con il fine di evitare esborsi alti. La soluzione ideale, per il mondo ideale di Sinisa, sarebbe quella di vendere i tesori di casa a cifre decisamente alte per poi scovare altri giovani talenti a prezzi più bassi: un metodo alla bergamasca, per riprendere un modello conosciuto di recente dalla squadra bolognese.

E ARNAUTOVIC?  Premettendo che il Bologna alla fine possa incassare tra i 40 e i 50 milioni con le cessioni dei suoi giocatori, il primo obiettivo resta quello della punta. Un obiettivo serio visto che in questa stagione, nonostante qualche giocata importante di Barrow e del solito trascinatore Soriano, si è vista poca roba davanti. Nel caso in cui a Sabatini riuscisse il colpaccio Marko Arnautovic, si andrebbero a spendere circa sui 12 milioni di euro lordi per due anni di ingaggio (acquistando il giocatore a parametro zero). Se invece la scelta dovesse ricadere sul cholito Simeone allora il prezzo del cartellino dovrebbe salire sui 15 milioni, come dichiarato dal presidente del Cagliari Giulini, più l’ingaggio del giocatore. Non è detto che i veterani con gli ingaggi più alti possano restare, ma poi ci sarebbe sempre il problema di doverli sostituire, facendo diventare la sessione estiva un rompicapo per la dirigenza rossoblù. Detto questo, ci sarà tanto da fare per preparare la prossima stagione nella speranza di non costringere Sinisa (o chi per lui) a non dovere ricominciare il progetto da capo.

FONTE: CORRIERE DELLO SPORT