Massimiliano Allegri Massimiliano Allegri fonte immagine: Twitter ufficiale Juventus

L'altro spogliatoio: la Juventus di Massimiliano Allegri

Scritto da  Dic 13, 2021

Le ultime due sconfitte rossoblù hanno lasciato sicuramente l’amaro in bocca ai rossoblù. Due partite molto diverse tra loro, in cui il Bologna è sembrato in leggero calo rispetto alle settimane precedenti. È mancata lucidità nei momenti importanti, e la concentrazione è calata a livelli che non si vedevano da mesi. Per rimediare a questo calo serve nuova linfa e per trovare questa nuova linfa arriva oggi l’occasione migliore: al Dall’Ara è il giorno di Bologna-Juventus. I rossoblù sono molto vicini ai bianconeri in classifica, e mai come quest’anno la squadra bianconera è fragile e battibile. Il ritorno di Allegri non ha risolto i problemi che hanno afflitto la Vecchia Signora nella scorsa stagione, m anzi sembrano averli acuiti unitamente all’addio di Cristiano Ronaldo.

MODULO E FASE DIFENSIVA – Dopo tanti esperimenti, Massimiliano Allegri sembra aver trovato la quadra per la sua nuova Juventus con il 4-2-3-1. Il tecnico livornese è alle prese con una durissima crisi e sta lavorando per ritrovare stabilità e risultati. La linea a 4 della Juventus sembra aver trovato la sua fisionomia con de Ligt titolare e Bonucci al suo fianco. Sugli esterni l’assenza di Danilo, ha riportato Cuadrado a giocare basso, con De Sciglio prima alternativa, mentre a sinistra Luca Pellegrini ha mostrato un livello sorprendentemente alto spodestando nelle gerarchie un Alex Sandro ben al di sotto dei suoi standard. Se la difesa ha una sua fisionomia, e sembra per la verità funzionare bene come singolo reparto, altrettanto non direbbe dell’intera fase di non possesso. Se i gol della Juventus finora subiti sono tanti, lo si deve innanzitutto al disastroso inizio di campionato, a cui avevano contribuito amnesie sui calci da fermo e le indecisioni di Szczesny. Ora a mandare in tilt il conteggio delle reti subite dalla Juventus è lo scarso apporto alla fase di non possesso del centrocampo. Con Locatelli unico a cui può essere attribuita la sufficienza finora, si sono alternati McKennie, Bentancur e Rabiot. Gli ultimi due sono stati ampiamente negativi: l’uruguaiano disastroso tecnicamente spesso perde palloni sanguinoso lasciando la difesa a completa disposizione degli avversari, mentre il francese è spesso svogliato e poco attento. McKennie, decisamente il miglior compagno di Locatelli, è tuttavia un giocatore più offensivo e costringe l’italiano a stare basso e non partecipare alla fase offensiva. Si tratta dunque di una Juventus tutto fuorché impermeabile e che se aggredita alta, va in grossa difficoltà.

FASE OFFENSIVA – La vera nota dolente della formazione bianconera è però la fase offensiva. I bianconeri hanno finora segnato appena 23 reti e mancano di qualità nella fase di rifinitura non avendo centrocampisti in grado di legare il gioco e Morata, centravanti titolare, è tutt’altro che un “killer”. La squadra di Allegri si è appoggiata molto alle individualità di Chiesa e Dybala in questa prima parte di campionato, tuttavia, per motivi diversi i due non sono riusciti a marcare la differenza in un contesto tattico in cui il centrocampo non sembra in grado di supportarne la qualità.

Stefano Francesco Utzeri

Studio Giornalismo all'Università di Parma inseguendo il mio sogno: raccontare lo sport e i suoi protagonisti. Nativo digitale sedotto dai Beatles e Marty McFly.