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Il Semaforo Rosa – Ana Carrasco

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Una lottatrice, una donna forte, determinata e velocissima e se questo non dovesse bastare è anche una campionessa. Nel momento in cui ha toccato il cielo poi ha dovuto imparare a rialzarsi dopo una brutta caduta che l’ha tenuta lontana dalla sua passione per troppo tempo e che le ha lasciato una cicatrice importante lungo la schiena. Quel segno però è sinonimo di resilienza e il simbolo di un atleta che non ha mai mollato per continuare a vivere la sua passione a 360 gradi su due ruote.

Ana Carrasco è riuscita a scrivere bellissime pagine nella storia del motociclismo sia nel Motomondiale che nel Mondiale Supersport 300. Ha iniziato a correre all’età di tre anni sulle minimoto scalando rapidamente le categorie fino ad arrivare al CEV (Campionato Spagnolo di Velocità). Già in ambito nazionale si conquistò alcuni record, il primo quello di essere la prima pilota donna a conquistare punti nella categoria. Con le sue prestazioni riuscì presto a fare il salto in Moto3 nel Mondiale dove scriverà altre storie fantastiche di sport. Nella categoria cadetta debutta in Qatar nel 2013 in sella ad una KTM del Team Calvo. Nell’anno del suo esordio si fa vedere e ottiene qualche buon risultato, ma i due di maggior spicco rimangono i piazzamenti a punti che nelle due ruote per una ragazza non si vedono facilmente, considerando anche la percentuale di quote rosa presenti in griglia. In Malesia con il quindicesimo posto e a Valencia con un ottavo che le vale la top ten e una chiusura di stagione straordinaria, in crescendo. Prima di questi risultati dovevamo tornare 12 anni indietro per vedere una donna a punti nel Motomondiale. Purtroppo nel proseguo della sua avventura in Moto3 la fortuna non l’assiste e l’anno successivo corre con una Kalex KTM poco performante con la quale non riesce a disputare le ultime quattro gare per mancanza di fondi economici al fine di coprire le ultime trasferte. Nel 2015 corre per RBA ma una serie di infortuni ne penalizzano l’anno e quindi i risultati, chiudendo in classifica senza ottenere punti a fine stagione. Ma non è qui che Ana si arrende bensì fa un passo indietro, torna nel CEV e riparte dalla Moto2 nazionale per provare a scalare nuovamente i vertici ma con un mezzo diverso, più pesante e più potente.

 Ana Carrasco in Moto3 nel 2022 con il Team BOE SKX – Credits to MotoGP.com

L’anno nella categoria di mezzo spagnola non porta però i frutti sperati e termina la stagione senza punti. In uno dei momenti più difficili decide però di cogliere un’occasione, proveniente dal mondo delle derivate di serie. Infatti nel 2017 corre nel Mondiale Supersport 300 con Kawasaki Ninja 300 del team ETG Racing. Deve aspettare poco per la prima gloria e a Portimao, in terra lusitana, vince portando a casa la sua prima vittoria assoluta. Quello è solo il primo step dei successivi, perché nel 2018 Ana arriva ancora più in alto sempre più veloce e determinata che mai. Due le vittorie fondamentali della sua stagione iridata. Una la prima nella Motor Valley a Imola, tra i saliscendi dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. La seconda subito dopo in Inghilterra a Donington Park. Due gare chiave per confermarsi in testa fino alla fine e poter festeggiare un titolo che la incorona tra quelle poche donne che nel motorsport possono essere considerate Campionesse oltre che vincenti. Negli anni successivi continua a dimostrarsi forte, costante e veloce ma non riesce più a riconfermare il titolo vinto precedentemente, ma comunque rimane lì tra i primi a battagliare con le unghie e con i denti. L’ostacolo è però dietro l’angolo. Il 2020 è l’anno dello stop per infortunio. Una grave caduta nella quale riporta danni ad alcune vertebre la costringe a saltare l’intera stagione cercando di recuperare in vista della successiva, per mantenere viva la sua passione. Il Team le rinnova la fiducia in un momento molto difficile, così Ana può sottoporsi ad un intervento per fissare con delle placche le vertebre lesionate. Nel 2021 torna in moto e per tornare quella di prima bastano 3 gare perché al quarto round sull’asfalto di Misano rinasce dalle sue ceneri come una fenice e torna sul gradino più alto davanti a tutti. Dimostrando che forse non se ne era mai realmente andata, ma si era presa solo un attimo per tornare più forte di prima. Da quella brutta esperienza Carrasco ne esce rafforzata e nel 2022 tenta di nuovo il colpo motomondiale tornando in Moto3. Purtroppo però riprende da dove aveva lasciato e nel frattempo il livello sempre più elevato non è stato di aiuto. Ana termina tutte le gare della stagione tranne il Gran Premio d’Argentina però non riesce a guadagnare punti. Ora la spagnola è in cerca di una nuova avventura che le consenta di ritirare fuori quel potenziale mostrato nel 2018 e che se anche latente c’è. Stimoli nuovi e motivazioni potrebbero aiutare a riportarla in alto, lì dove ha già dimostrato di sapervi stare a lungo.

Ana Carrasco celebra il titolo iridato SSP300 a Magny-Cours nel 2018 – Credits to worldsbk.com

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