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Diario dal Giro: la rivincita di Roglic! Si prende la tappa e ribalta la corsa

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La crono toglie, la crono da. Quello di Roglic è un rapporto che si ricostruisce a tre anni di distanza. Se al Tour de France 2020 era naufragato nella cronoscalata della Planche des Belles Filles consegnando la maglia gialla al connazionale Pogacar dopo quasi tre settimane da leader, oggi il ribaltone lo mette in atto lui. Più forte degli incidenti meccanici, più forte di tutti, più forte, soprattutto di Geraint Thomas; 40” che bastano a prendersi il Giro e una rivincita enorme con se stesso.

Come tutto è cominciato con una prova contro il tempo, così tutto finisce (ad esclusione della passerella di domani). Dal crono-prologo lungo la Costa dei Trabocchi alla scalata del Monte Lussari nel mezzo delle Alpi Giulie. Tra ritiri, polemiche, attesa ma anche protagonisti inattesi, 19 tappe non sono bastate per scavare solchi significativi tra i primissimi uomini della classifica, disegnando un podio racchiuso in soli 59” e un vantaggio del primo sul secondo di 26”.

18,6 km quindi per capire chi vestirà la maglia rosa a Roma e solleverà il Trofeo senza fine della 106° edizione del Giro d’Italia.

I primi ciclisti che prendono il via aiutano a capire l’altimentria di un percorso inizialmente in falso piano (10 km) e poi in impennata severa fino al traguardo. In parecchi otpano per il cambio bici all’inizio dell’ascesa vera e propria mentre gli altri sfruttano la prova come passerella celebrativa senza ambizioni di performance.

Divisi in tre blocchi di partenza, si alternano in testa alla classifica provvisoria: Matthew Riccitello (il più giovane del gruppo), Jay Vine, Brandon McNulty, Sepp Kuss, Thibaut Pinot (che raccoglie i punti decisivi per la maglia blu) e infine Damiano Caruso ma le attenzioni sono tutte per il terzetto di contendenti alla vittoria finale.

Geraint Thomas chiude le partenze alle 17.14 dando il via al confronto finale che si gioca sul filo dei secondi come dimostra anche la prima rilevazione cronometrica dove Roglic, sostenuto da un tifo decisamente casalingo, segna il miglior tempo. Tutti e tre cambiano bicicletta all’imbocco della salita (Thomas anche il casco) in un pit-stop quasi automoblistico che fornisce poche indicazioni ulteriori. La pedalata dello sloveno, attento a non capitolare, memore del disastro alla Planche des Belles Filles al Tour de France 2020, pare la più fluida rispetto ai diretti avversari e infatti anche al secondo rilevamento si conferma il più veloce. Più veloce anche della sfiga che lo colpisce con un salto di catena costringendolo al nuovo cambio di mezzo. Reagisce prontamente spingendo al massimo e dando fondo alle proprie forze e questo gli consente di vincere non solo la cronometro (Almeida paga oltre 40”) ma anche scavalcare Geraint Thomas in classifica per 14” ed ipotecare, solo domani sarà ufficiale, la vittoria del 106° Giro d’Italia.

CLASSIFICA DI TAPPA:

1) Primož Roglič (Jumbo-Visma) in 44’23”
2) Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) +40″
3) João Almeida (UAE Team Emirates) +42″
4) Damiano Caruso (Bahrain Victorious) +55″
5) Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) +59″
6) Sepp Kuss (Jumbo-Visma) +1’05”
7) Brandon McNulty (UAE Team Emirates)  +1’07”
8) Thymen Arensman (Ineos Grenadiers) +1’18”
9) Andreas Leknessund (Team DSM) +1’49”
10) Jay Vine (UAE Team Emirates) +1’53”

CLASSIFICA GENERALE:

1) Primož Roglič (Jumbo-Visma) in 82h40’36”
2) Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) +14”
3) João Almeida (UAE Team Emirates) +1’15″
4) Damiano Caruso (Bahrain Victorious) +4’40″
5) Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) +5’43″
6) Thymen Arensman (Ineos Grenadiers) +6’05”

7) Edward Dunbar (Team Jayco AIUla) +7’30”

8) Andreas Leknessund (Team DSM) +7’31”
9) Lennard Kamna (Bora-Hansgrohe) +7’46”

10) Laurens de Plus (Ineos Grenadiers) +9’08”

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