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Chiacchiere da Bar…bieri – Formula E, GEN conTREddizioni?

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Sono passate due settimane dalla presentazione delle nuove vetture della Formula E, la cosiddetta Gen 3 che debutterà nel 2023. O meglio, il suo esordio sarà nella Season 9, come se questo campionato fosse una serie TV di Netflix o un videogioco che si aggiorna anno dopo anno. In realtà è così e forse è proprio questo format, basato sulla crescita passo dopo passo, a favorire l’ingresso (e l’uscita, spesso) dei costruttori.

L’anno prossimo sarà la volta di un marchio della Motor Valley, che farà il suo ingresso con Maserati. Il marchio del tridente, è notizia dei giorni scorsi, entrerà nella serie fondata da Alejandro Agag come fornitore del Venturi Racing, team monegasco presente sin dal 2014. Sin dall’inizio il parco partenti è stato molto fluido: Audi, in griglia sin dall’inizio, è uscita nel 2021, Porsche è entrata nel 2020, BMW, dopo aver fatto il suo ingresso nella quinta stagione, in questo ottavo anno è già sparita, imitata da Mercedes che a fine 2022 lascerà spazio all’entrante McLaren, dal 2023 non più fornitrice delle batterie e quindi libera di competere. Insomma, per citare Aldo, Giovanni e Giacomo: “Gente che entra, gente che esce…”.

Il seguito di quella frase è il seguente: “La radiamo al suolo questa m***a di casa!”. Questa non sembra essere la volontà di nessuno, in quanto la Formula E fa comodo alle case e agli sponsor che hanno la possibilità di far parte attivamente del movimento green, anche se sarebbe da capire se si tratti di un’operazione di facciata o di una reale visione sostenibile del futuro della mobilità. Fa bene agli organizzatori per lo stesso motivo, torna utile anche alle emittenti televisive, che comunque possono vantare un campionato mondiale nei loro palinsesti. Anche i piloti poi non disdegnano, essendo la formula elettrica impegnativa sotto molti punti di vista ma che permette loro di sovrapporre differenti programmi di gare, aumentando la loro esperienza e consentendo anche una certa collaborazione con alcune delle Case protagoniste di altre categorie del Motorsport.

Insomma, questa Formula E piace a molti addetti ai lavori e incuriosisce gli spettatori, che la seguono più o meno aspettando che esploda. Anche perché le gare, se ci si dimentica dell’assenza del rombo dei motori termici e degli espedienti da videogioco, garantiscono spunti agonistici notevoli, garantiti da piloti di prim’ordine.

E la Gen 3, come sarà? Non scenderò nei dettagli, vi basti sapere che la nuova monoposto (qui la gallery ufficiale), ideata dalla trentatreenne modenese Alessandra Ciliberti e che verrà prodotta dalla francese Spark in collaborazione con Dallara, raggiungerà i 320 Km/h. Da qui, qualche domanda comincia a sorgere: ma continueranno a correre in quei piccoli circuiti cittadini, con tutta quella potenza da gestire?

Al momento Formula E garantisce che non ci sarà bisogno di adeguare i percorsi. Se tanto mi dà tanto, però, dall’anno prossimo c’è caso che vedremo assottigliarsi ancora di più la differenza con le formule a propulsione endotermica e ibrida. Queste ultime, e viene in mente la Formula 1, stanno poi andando verso lo sfarzo delle città, forse a discapito dei tracciati permanenti. A questo punto, il timore di tanti, nel 2014, all’alba di questo campionato, si fa leggermente più concreto. All’epoca molti erano certi che la Formula E avrebbe sostituito la Formula 1, nel corso del tempo. Non so quello che succederà, ma di certo le due realtà stanno avendo molti, inevitabili, punti di contatto. E se quei toboga cittadini cominceranno a stare stretti alla nuova generazione di vetture elettriche, qualche altro nodo comincerà ad avvicinarsi inesorabilmente al pettine. Ancora molto distante, certo, ma forse sempre più vicino, rischiando di sconfessare l’obiettivo principale della Formula E, ovvero l’essere una formula alternativa. Ora lo è, del doman non v’è certezza.

La sintesi della seconda gara di Roma 2022. Come saranno le gare del futuro? (YouTube – ABB Formula E)

 

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