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Racconti Rari – Emma Farneti, una bolognese a Valencia

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Paolo Tassoni
Emma Farneti (©Paolo Tassoni)

La Rari Nantes ‘23/’24 ad inizio anno ha dovuto dire addio a uno dei propri pilastri, una colonna portante che esprime bolognesità da ogni poro del proprio corpo: Emma Farneti, storico capitano delle giovanili, che ha vestito per più di una decade i colori rossoblù arrivando anche a toccare la serie A1 lo scorso anno prima di contribuire da protagonista, in prestito, alla promozione in serie A2 dello Sport Center Parma.

La classe ’03 è un vero e proprio concentrato di passione e determinazione, la stessa che ha messo nel prendere la decisione probabilmente più drastica della sua vita fino a questo momento: trasferirsi a Valencia per studiare Odontoiatria. Lasciare casa, famiglia, amicizie e squadra per dedicarsi alle proprie ambizioni, una scelta che la dice lunga della dedizione al lavoro che Emma ha sempre avuto e mostrato in ogni bracciata mossa, sin da piccolissima, tra le pareti dello Sterlino.

«Il trasferimento è stato la conseguenza di una serie di cose, dato che in Italia non sono riuscita a passare il test di Odontoiatria – spiega Emma – ma sono stata fortunata perché qui in Spagna il livello degli studi di Medicina è molto alto. Adesso studio nell’Università Europea in lingua inglese. Sono felicissima, sono riuscita ad ambientarmi da subito, nonostante al mio arrivo abbia dovuto subire il “trauma” di vivere un mese in ostello, dove ero completamente priva dei miei spazi. Ora va tutto bene, mi sono ambientata» sorride.

Nonostante il grande cambio nella vita della ventenne, una cosa è rimasta esattamente, o quasi, la stessa: la pallanuoto. «Non appena mi sono trasferita ho cercato una squadra in cui poter continuare a giocare – racconta – e grazie al mio vecchio capitano, Veronica Perna, sono riuscita ad entrare in contatto con la mia attuale squadra, la Waterpolo UPV (Universidad Politecnica Valencia). Mi sono integrata facilmente, ho la fortuna di giocare con persone meravigliose che mi hanno anche aiutata tanto a migliorare il mio spagnolo».

«Certamente giocare qui è diverso: la nostra categoria è paragonabile a una serie B italiana – continua Emma – e in questa stagione ci siamo levate la bella soddisfazione di vincere il torneo regionale della Comunidad Valenciana. Adesso ci aspetta la parte più impegnativa, dato che prenderemo parte a La Fase, un torneo playoff della durata di un mese dove ci incontreremo con squadre di altre regioni per provare ad ambire alla promozione in serie A2. Abbiamo voglia di fare bene e giocarci le nostre carte» sorride la bolognese. «Nel corso dell’anno siamo migliorate tantissimo, abbiamo limato dei limiti tecnici riuscendo a meritarci la prima piazza in questo campionato. Qui in Spagna si nuota tantissimo, la preparazione fisica viene attenzionata molto di più rispetto all’Italia, dove viene dato tanto peso anche alla parte di preparazione tecnica. Mi diverto moltissimo in questa squadra, siamo un gruppo eterogeneo composto da giocatrici esperte ma anche molto giovani, per cui si respira un’aria leggera e spensierata. Certo, non mi alleno come gli scorsi anni a Bologna – scherza Emma, memore delle fatiche patite per sostenere fisicamente campionati di serie A2 e A1– ma adesso sono contenta così, sono in una fase di grandi cambiamenti e non sarei pronta psicologicamente a sostenere una mole d’impegni in piscina maggiore di questa».

Valencia e Bologna sono separate esattamente da 1483 km, ma la distanza diventa solo un quesito geometrico quando c’è un filo rosso continuo forte come quello che lega Emma alla Rari Nantes: «Ho tanta nostalgia della mia vecchia squadra e delle amiche che vi giocano ancora: le seguo sempre, guardo le loro partite e faccio il tifo per loro. Stanno facendo delle belle cose e si stanno comportando bene nel campionato, nonostante il gruppo della serie A2 quest’anno sia parzialmente nuovo. La cosa che mi rende più felice è vedere le mie storiche compagne, mie coetanee, aver fatto un salto di qualità importante che le permette di essere protagoniste: sono molto fiera di loro, anche perché diverse di loro stanno affrontando il primo anno di università e so quanto sia difficile conciliare gli impegni che la categoria richiede con lo studio. Guardo sempre con passione le partite, e devo dire che i miei storici allenatori, Andrea Posterivo e Valeria Lenzi, stanno facendo davvero un bel lavoro. Sempre forza Rari» conclude la talentuosa 2003.

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