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Jannik Sinner, per l’Italia sei già un campione

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È la settimana di Jannik Sinner. A dire il vero, è corretto affermare: è l’anno di Jannik Sinner. Il 2023, al di fuori dell’exploit nelle ATP Finals di Torino, è stato l’anno in cui il nativo di San Candido ha definitivamente messo il proprio nome tra i migliori del circuito. Una stagione, questa, che lo ha portato ad essere il numero 4 al mondo, frutto di 57 (e non diciamo altro, fino a stasera…) vittorie e di quattro titoli ATP: Montpellier, Canada, Pechino e Vienna. A 22 anni Jannik sta compiendo – perché per uno come lui il lavoro non è mai terminato – i definitivi passi per stare stabilmente tra i migliori, ma a livello globale, soprattutto nel nostro paese, questi passi li ha già compiuti.

La pressione di un predestinato 

«Jannik, l’hai mai sentita la pressione?»: quante volte se lo sono chiesti in molti, e chissà se anche lo stesso Sinner se lo sia mai chiesto. Il destino si è messo in mezzo con una sceneggiatura quasi da Oscar: la migliore settimana della sua carriera, pensiamo noi e forse anche lui, esattamente tre anni dopo il primo torneo ATP conquistato a Sofia nel 2020. In Bulgaria Jannik vince a 19 anni, ma almeno da due anni gli addetti ai lavori parlano di questo ragazzino con i capelli rossi, e chi ne parla dice che diventerà uno dei migliori. Non è semplice partire così, diciamo: in Italia siamo abili ad ergere un giovane sull’altare dei migliori, ma siamo molto meno abili ad attendere. Jannik però vola, perché ha la determinazione di arrivare in alto: il suo nome compare nel ranking il 12 febbraio 2018 e il 28 ottobre 2019 è già tra i primi 100 al mondo. “Già”, perché Sinner ha solo 18 anni in quel momento, e il suo nome incomincia ad arrivare all’orecchio di tutti qui in Italia, per davvero.

Un costante confronto

«Il ragazzo è bravo, ma…», c’è sempre un “ma”. Jannik però non sente nulla, è fatto così. Lo diciamo senza conoscerlo, anche se oggi sembra che lo conoscano tutti. Dopo Sofia 2020, Jannik si assesta al numero 37 nel ranking ATP: è solo un preludio. Il 2021 lo vede vincere ben quattro tornei, esattamente come quest’anno, e il finale è (quasi) simile, perché Jannik sbarca per la prima volta a Torino: da numero 10 al mondo – ricordiamoci i passaggi precedenti – subentra all’amico Matteo Berrettini, costretto al ritiro. Quella Torino lo accoglie e lo coccola, ma non è “questa” Torino. Lui non molla e, anzi, raddoppia: anche se il ranking cala, Jannik tira fuori il meglio di sé, quello delle battaglie contro Alcaraz e delle aspettative che si alzano sempre di più. Proprio questo ci riporta all’inizio: le sfide con i migliori non gli sorridono come vorrebbe. «Non sarà mai come gli altri».

Jannik, orgoglio italiano

«Devo fare di più», le parole di Sinner. Pronunciate, ma ancor di più pensate, quasi marchiate dentro sé stesso. Ed eccoci qui: una stagione, questa, che lo ha portato a disputare, con quella di oggi, ben sette finali, vincendone quattro, e tre uscite in semifinale, tra cui quella con Djokovic – ancora lui – a Wimbledon. Il confronto con i migliori incomincia a diventare positivo, e a Torino diventa definitivo: Jannik Sinner li ha sconfitti tutti. È strano pensare che, solo poco più di un mese fa, il suo forfait al turno di Coppa Davis lo mise al centro dei riflettori dalla parte sbagliata. «È italiano solo quando vuole…»: mai frase più sbagliata. Ma siamo fatti così: viviamo di emozioni, e Jannik ne provoca parecchie. Ora viene paragonato agli eroi sportivi che più hanno fatto sognare: Alberto Tomba, Valentino Rossi. Tra Rai e Sky, Sinner-Djokovic atto primo ha fatto quasi il 18% di share, e il giorno dopo erano tutti tennisti. Sei questo Jannik, e comunque vada oggi, alla fine importa poco: il futuro è tuo, e noi non smetteremo di ringraziati.

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