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Kevin Gilardoni, l’imprenditore di sé stesso all’inseguimento di un sogno

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Il percorso di crescita di un pilota, normalmente, dovrebbe essere semplice e lineare: kart, formule minori di bassa cilindrata, tipo l’attuale Formula 4, poi sempre più su, fino alla Formula 1. Il novero dei driver che riescono ad arrivare alla punta, molto stretta, di questa piramide è però esiguo e la carriera di chi non riesce ad arrivare al vertice può compiere delle deviazioni anche notevoli. È questo il caso di Kevin Gilardoni, originario della provincia di Como ma residente in Svizzera, che in questo fine settimana si giocherà la possibilità di diventare campione europeo e mondiale nel prestigioso Lamborghini Super Trofeo.

Il monomarca della Casa di Sant’Agata Bolognese è l’ultima tappa della carriera del ventinovenne italo-svizzero, pilota esperto seppur ancor giovane che nella sua vita ha provato diverse categorie del motorsport, reinventandosi anche imprenditore pur di continuare a seguire i suoi sogni a tutta velocità.

I kart, le formule e poi… l’America

Dopo i primi anni disputati nei kart, a partire dal 2008 Gilardoni si affacciò alle formule propedeutiche fino a vincere, nel 2012, il campionato Formula Renault 2.0 Italia. Nello stesso anno si impegnò anche nelle ruote coperte, arrivando terzo nell’Eurocup Megane Throphy supportato dall’Oregon Team, risultato bissato l’anno seguente, nel quale è arrivato il trionfo nella classifica riservata alle scuderie conquistato insieme al compagno Mirko Bortolotti, vincitore del campionato e attuale pilota ufficiale Lamborghini GT3.

Da lì il suo percorso ha iniziato a prendere una prima deviazione. Come spesso accade, è il budget una delle principali motivazioni per scelte apparentemente strane. L’opportunità per il giovane Gilardoni fu oltreoceano, negli Stati Uniti, grazie all’aiuto di un grande dell’automobilismo come Max Papis. In America Kevin iniziò la trafila nelle serie NASCAR, diventando il secondo italiano e primo svizzero ad avere una licenza della federazione a stelle e strisce. Qui ebbe la possibilità di confrontarsi anche con una leggenda come Emerson Fittipaldi, suocero di Papis. Contestualmente Gilardoni capì che, se voleva continuare a fare della sua passione il suo lavoro, avrebbe dovuto rimboccarsi le maniche cercando le risorse necessarie.

Gilardoni con la sua vettura stock car delle serie NASCAR (source: kevingilardoni.com, copyright to the owners)

 

Da pilota a imprenditore, il doppio balzo verso l’ignoto

Decise quindi di fondare un’azienda per gestire la sua immagine in maniera autonoma. Grazie a quest’iniziativa si creò l’opportunità di tornare in Europa, ma in un modo tutto nuovo. Kevin sviluppò infatti il suo business nella Svizzera italiana, trovando aziende disposte a finanziare la sua carriera. Si creò però un problema che Gilardoni trasformò in opportunità. In Svizzera, infatti, le competizioni su pista sono state vietate dopo l’incidente accaduto nel 1955 alla 24 ore di le Mans, nel quale morirono 83 spettatori e il pilota Pierre Levegh, la cui auto finì, a seguito di un contatto con una vettura doppiata, contro le barriere antistanti la tribuna principale del circuito francese.

In Svizzera sono però ammesse le competizioni su strada, come i rally. Per essere vicino alle aziende che lo finanziavano, essendo così anche più appetibile per altri possibili sponsor, Kevin decise di spostare la sua attenzione sui rally, acquisendo così nuove abilità oltre a quelle derivate dai tanti anni di competizioni disputate su pista.

Il passaggio alle gare su strada si rivelò fruttuoso per Gilardoni, che nel 2016, 2017 e 2018 si aggiudicò la classifica assoluta del Rally Internazionale di Lugano, laureandosi nel 2017 campione nel Trofeo Clio R3T Top e nel Campionato Italiano Junior 2 Ruote Motrici.

Kevin Gilardoni trionfante al Rally di Como 2018 (source: kevingilardoni.com, copyright to the owners)

 

Finally back on track

Dopo un 2019 soddisfacente, arrivò la decisione di tornare a saltare sui cordoli degli autodromi. Per farlo, scelse il Lamborghini Super Trofeo Europe, nella classe Pro, monomarca competitivo che dà l’opportunità ai piloti di far vedere il proprio talento al volante.

Il ritorno in pista non fu semplice, condizionato anche dalla pandemia. Kevin, che tornò su una vettura del già familiare Oregon Team, in coppia con l’ex pilota di Formula 2 Dorian Boccolacci, disputò il primo round del campionato 2020 a Misano con pochissimi chilometri di test alle spalle, non sfigurando. Il duo italo-svizzero-francese si trovò, dopo la doppia vittoria conquistata in Spagna, al Montmelò, in lotta per il titolo. La testa della classifica fu poi garantita dall’ottimo fine settimana di Spa-Francorchamps, nel quale vinse Gara-1 producendosi in un’autentica danza della pioggia, mentre fu coinvolto in un brutto incidente all’Eau Rouge in Gara-2, dal quale uscì miracolosamente indenne, riuscendo a mantenere l’auto in pista.

 

L’incidente di Spa 2020, con Gilardoni “a panino” tra Cecotto e Guzmàn (source YouTube – Barney Ward, copyright to the owners)

 

Nella tappa conclusiva però, a Le Castellet, non riuscì a mantenere il margine di punti sul rivale Dean Stoneman necessario per garantirsi il titolo, chiudendo secondo in classifica, ma ben figurando dopo sei anni di lontananza dagli autodromi.

Un 2021 di conferma e riscatto

Nel 2021 Gilardoni è stato confermato dall’Oregon Team con l’obiettivo di puntare al titolo, affiancato dal romano Leonardo Pulcini, pilota classe ’98 vincitore del campionato Euroformula Open 2016 e protagonista dal 2017 al 2020 dei campionati GP3 e Formula 3.

Dopo un inizio privo di acuti a Monza, è arrivata la doppietta al Paul Ricard che ha proiettato l’equipaggio italo-svizzero in testa alla graduatoria, mantenuta dopo un primo e un terzo posto ottenuti nelle montagne russe olandesi di Zandvoort. Una vittoria è arrivata anche in Gara-2 a Spa, alla quale ha fatto seguito il doppio podio del Nurburgring a colto a settembre.

La coppia Gilardoni-Pulcini arriva quindi a Misano con otto punti di vantaggio sull’inseguitore Max Weering. Per Kevin sarà la seconda volta che si giocherà il primo posto in campionato all’ultimo atto del calendario. Quest’anno, ad aumentare la posta in palio, ci saranno anche le Lamborghini World Finals, annullate nel 2020. 

E chissà se l’italo-svizzero, pilota di grande talento, trasformatosi in imprenditore per continuare a correre, potrà fregiarsi del tanto agognato titolo che lo porterebbe ad essere uno tra i più quotati protagonisti del panorama Gran Turismo. Un alloro però al momento l’ha già vinto, quello della caparbietà, che non gli ha mai permesso di mollare e lottare per il suo sogno: diventare un professionista del volante.

Gilardoni festeggia il successo a Spa nel 2020 (source: kevingilardoni.com, copyright to the owners)

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