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L’Hapoel Tel Aviv ferma la corsa della Virtus, a Sofia termina 90-81
Round 7 di Eurolega: le Vu Nere chiudono avanti il primo tempo, poi l’Hapoel piazza il break decisivo e la spunta nel finale
A Sofia vince l’Hapoel Tel Aviv sul punteggio di 90-81. La Virtus Costa Bologna non riesce nell’impresa, e capitola dopo 40’ di battaglia. La squadra di Itoudīs vive un primo tempo complicato, complice la solidità delle Vu Nere in entrambe le metà campo. Poi, nel terzo quarto la partita cambia, con la formazione israeliana che piazza un parziale di 19-5 in una manciata di minuti. Gli uomini di Mumbrú perdono, con la consapevolezza però di aver spaventato un’altra big europea.
La cronaca di Hapoel Tel Aviv-Virtus: primo tempo
Dopo 2’ di siccità offensiva, l’Hapoel si sblocca con il jumper di LeDay. Già 2 falli personali per Oturu e Moore Jr. Cenni di zona in difesa per la Virtus, battuta però con troppa facilità dal floater di Satoranský. Alston Jr. prima, Carr poi accendono l’attacco delle Vu Nere (8-13). Diarra entra e con la sua dirompente verticalità nega qualsiasi tentativo di appoggio (2 stoppate). In uscita dal time-out televisivo, i bianconeri dilatano lo scarto con la tripla di Frazier e il libero di Diarra (10-17). Contro-break israeliano sulle ali di German (18-17). Cresce l’intensità della contesa, con la lotta che si fa feroce sotto i tabelloni. Notevole l’impatto di Hackett, autore di un parziale di 5-0 (21-25). Il tap-in di Wainright mette la parola fine sui primi 10’: 23-25.
Il secondo quarto si apre sulla falsariga del primo: con tante interruzioni, errori al tiro e palle perse banali da ambo le parti. Dopo 3’ Carr toglie il tappo dal canestro con il più classico dei camerieri (27-27). Segnali incoraggianti dall’attacco bianconero, in crescita possesso dopo possesso. Delirio di onnipotenza di Baldasso, che in un amen diventa il go-to-guy virtussino con 8 punti in fila (29-41). Dall’altro lato, invece, la squadra di Itoudīs non trova risposte: 6 punti segnati in 7’. Micić fa un goal che vale 3 punti, ma la Virtus continua a fare il vuoto sotto i ferri ospiti (12 rimbalzi offensivi). In uscita dal time-out, Edwards aggiorna il dato delle triple (7/18). Moore Jr. si prende la responsabilità dell’ultimo possesso, e ha ragione lui: a bersaglio il fade-away in equilibrio precario. All’intervallo lungo il punteggio è di 36-48.
La cronaca di Hapoel Tel Aviv-Virtus: secondo tempo
In apertura di terzo quarto, la Virtus ritocca subito il massimo vantaggio sul +13. Riprende ritmo anche l’attacco israeliano con le incursioni di Bryant e Micić, che propiziano un parziale flash di 10-0 (48-51). In grossa difficoltà la fase offensiva bianconera, orfana di Alston Jr. e Carr, entrambi gravati di 3 falli. Time-out chiamato da Mumbrú, dopo la tripla del pareggio firmata da Bryant (53-53). Negli ultimi minuti, l’Hapoel è bravo a mettere il naso avanti, tuttavia senza mai riuscire a prendere definitivamente il largo. Dopo 30’ e un break di 28-14, il risultato è 64-62.
Parte meglio il club di Yannay, che con un incontenibile Odiase cambia passo (70-62). Prova a tamponare l’emorragia il solito Baldasso, a quota 10 punti, ma l’Hapoel dilaga con la bomba di LeDay, la penetrazione di Coffey e la bimane di Oturu (79-66). Rispetto al primo tempo, la difesa delle Vu Nere appare rallentata, meno dialogante e costantemente in ritardo. La Virtus non muore mai, ricuce sul 79-73 e riapre la partita. Tuttavia, nei minuti conclusivi, la truppa di Mumbrú fallisce varie opportunità per tornare a contatto, e Bryant fa scappare nuovamente la squadra israeliana. Vane le triple di Frazier e Moore Jr. nel finale, condannati con la stessa moneta da un glaciale Micić. All’Arena 8888 di Sofia i padroni di casa vanno sotto, soffrono, ma alla fine strappano la vittoria sul punteggio di 90-81.
Si ferma a quota 4 il numero di successi consecutivi in Eurolega della Virtus Costa Bologna. Nonostante la sconfitta di questa sera, le Vu Nere escono a testa altissima dal match in Bulgaria. A spuntarla è l’Hapoel Tel Aviv, ma la sensazione è che la squadra di Mumbrú possa dare filo da torcere a tutta Europa.
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