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Nonostante la rissa, ribaltata anche la differenza canestri. Al Paladozza passano i bianconeri – 21 Gen

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Il “rodeo” è vinto. La Virtus si impone su Trento per 82-75 (parziali: 21-13; 44-32; 67-53).

SEGAFREDO BO: A. Gentile 6, Umeh 6, Pajola n.e., Baldi Rossi 9, Ndoja n.e., Lafayette 1, Aradori 19, S.Gentile 4, Berti n.e., Lawson 12, Slaughter 25. All. Ramagli.

DOLOMITI ENERGIA TN: Franke 3, Sutton 20, Silins n.e., M. Czumbel n.e., Forray 12, Flaccadori 15, Gutierrez 4, E. Czumbel n.e., Gomes 2, Hogue 10, Lechthaler, Shiedls 8. All. Buscaglia.

 

Vittoria sofferta ma più che meritata quella che consente alla Segafredo di cominciare col piglio giusto il proprio cammino nel girone di ritorno. Non era facile contro un avversario ostico come Trento, ma la Ramagli band ha saputo colpire con tutte le armi a propria disposizione, nonostante la pesante assenza di capitan Ndoja, in panchina solo per onor di firma. Il match si apre con il canestro di Baldi Rossi, ex di turno, abile nel muoversi bene all’interno del pitturato. La gara, però, fatica a decollare sul piano tecnico, complici i ripetuti errori commessi dalle compagini su ambo i fronti. Trento dimostra di essere ben concentrata e con cinque punti in fila di Forray conquista il primo vantaggio. Le Vu nere rispondono alla grande sfruttando le giocate di un solido Aradori. Il bresciano prima brucia due volte la retina, poi serve uno splendido assist a Slaughter che da pochi passi non sbaglia. La ritrovata intensità difensiva a cui si aggiunge la tripla di Umeh allo scadere del periodo, fanno il resto. Al 10’ Virtus avanti sul 21-13. Gli ospiti non mollano e con Flaccadori riducono le distanze. La difesa bianconera alza i giri del proprio motore, proteggendo bene il canestro e costringendo gli ospiti a forzature e infrazioni di 24”. I maggiori centimetri dei lunghi in maglia Segafredo creano grossi grattacapi agli uomini di coach Buscaglia, costretto poi al timeout sul tentativo di fuga dei padroni di casa (34-21 al 16’). Sutton, gravato di tre personali, viene mandato nuovamente in campo premiando la scelta con due canestri in fila. Immediato il timeout di coach Ramagli che non vuole vedersi scappare di mano l’inerzia del match. Al rientro in campo è ancora Slaughter a suonare la carica peri suoi e, con un movimento di pregevole fattura, realizza un facile appoggio. Aradori si mangia Gutierrez con forza e tecnica, mentre Trento perde (momentaneamente) Shilds che si accascia al suolo dolorante alla caviglia. Di S. Gentile i due liberi a bersaglio sul finire di frazione che consentono alla Virtus di andare alla pausa lunga sul +12 (44-32).

 

Al rientro in campo la Segafredo riprede da dove aveva lasciato: l’ottima circolazione di palla produce un gioco alto-basso sapientemente finalizzato sull’asse Slaughter-A. Gentile. Trento risponde con il solo Sutton, unico terminale offensivo ospite e costante spina nel fianco della retroguardia bianconera. I padroni di casa sembrano poter controllare agevolmente l’incontro, sino a quando, a 2’54” dalla terza sirena, si scatena il finimondo. Su una palla vagante nell’area trentina, S. Gentile si getta con grinta nel tentativo di strappare il possesso agli avversari. La stessa idea pervade la mente di Gutierrez che prima lotta con lo stesso furore agonistico del casertano, poi, letteralmente, gli si lancia alla giugulare come un vampiro. Inevitabile l’accendersi di un violento parapiglia di cui, protagonista, diventa A. Gentile, una furia in difesa del fratello. Ci vogliono ben quattro persone, tra compagni ed avversari per placarne le ire, ma lo scontro si sposta verso la linea laterale in direzione parterre. Anche il presidente Zanetti si alza in piedi nel tentativo di calmare il fuoco del proprio numero 0, il tutto mentre anche Sutton, dalla panchina, corre sino a centrocampo nel tentativo di andare a colpire lo scugnizzo in maglia Segafredo. Calmati gli animi e consultato attentamente il replay, la terna espelle i tre facinorosi. Il gioco può finalmente riprendere. Trento riduce il gap con Flaccadori, ma la bomba di Lawson ed layup di Baldi Rossi riportano in carreggiata le Vu nere che, al 30’, sono ancora avanti sul 67-53. Gli ospiti provano a replicare la gara di andata, rosicchiando terreno ad una Virtus ora decisamente più confusionaria. Prima Forray si inventa il canestro del -10, poi contribuisce a far scendere il divario sotto la doppia cifra, inducendo lo staff tecnico bianconero all’immediato timeout. Slaughter spezza il digiuno con un bell’appoggio di mano sinistra, Baldi Rossi segna una tripla pesantissima dall’angolo ed Aradori non sbaglia a cronometro fermo. Questi i colpi dei padroni di casa che consentono di aumentare nuovamente le distanze, prima che la terna, divenuta assai rigida dopo il fattaccio precedente, convalidi discutibilmente un canestro di Hogue, bravo poi a realizzare anche l’aggiuntivo. Aradori sbaglia un layup già fatto, Trento incappa in una persa sanguinosa e la Virtus ne approfitta con due bimani del man of the match, Slaughter, che sostanzialmente fanno scorrere i titoli di coda su un match davvero molto complicato. La sirena finale decreta la vittoria bianconera per 82-75.

 

Una gara maschia, ben giocata e macchiata da quel brutto episodio che ne ha poi condizionato l’andamento. La Segafredo si impone con merito, mostrando il suo volto migliore nonostante le difficoltà tra infortuni ed espulsione. Nella speranza che Slaughter ripeta altre prove simili a quella odierna, ci sarà comunque da lavorare, considerando la prossima insidiosa trasferta in quel di Capo d’Orlando tra una settimana esatta. Sicuramente non ci sarà A. Gentile al quale verrà impartita almeno una giornata di squalifica. Allo staff spetterà il duro compito di sopperire alle mancanze, ma è ormai un film già visto. Stay tuned.  Aggiungiamo di seguito le parole dei due coach (Buscaglia e Ramagli) nei video di conferenza post partita.

 

 

 

 

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