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La Virtus Segafredo doma una volitiva Ratiopharm Ulm: 87-76

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VIRTUS SEGAFERDO BOLOGNA – RATIOPHARM ULM 87 – 76 (23-28; 40-44; 62-54)

Virtus Segafredo: Tessitori, Cordinier 2, Mannion 4, Belinelli 15, Pajola 2, Alibegovic 5, Hervey 10, Ruzzier 1, Jaiteh 20, Sampson 15, Weems 10, Teodosic 3. All. Scariolo

Ratiopharm: Christon 14, Silva Felicio 13, Blossomgame 2,Guenther 5, Philipps 5, Bretzel 11, Herkenhoff 3, Klepeisz 3, Krimmer 2, Jallow 11, Zugic 7. All. Lakovic

Arbitri: Vyklicky, Thepenier, Valeev

Tiri liberi: BO 16/24; UL 13/16

Falli: BO 18; UL 27

Rimbalzi: BO 35; UL 42

Tiri da 2: BO 31/52; UL 18/38

Tiri da 3: BO 3/20; UL 9/24

Si dica quello che si vuole, ma l’Europa è un’altra cosa rispetto al campionato. Altre squadre, altre tensioni, altro divertimento, anche in una partita che si potrebbe considerare di routine come questa Virtus Segafredo-Ratiopharm ed invece si è rivelata tanto per cambiare avvincente e con tanti spunti interessanti. Vince la più forte, questa sera, senza assolutamente dominare, anzi subendo per un bel po’, ma questo non poteva che arricchire di gusto la serata.  

All’avvio Pajola, Belinelli, Weems, Hervey, Sampson sono il quintetto per Bologna, Christon, Jallow, Blossomgame, Zugic, Silva Felicio quello di Ulm. Apre le danze Zugic, cui risponde immediatamente per le rime Sampson. Sono scaramucce, per ora, con qualche azione spettacolare e qualche errore di troppo per questi livelli. Al 6° è 15-14 quando entra Teodosic, osannato dal pubblico (non numerosissimo, per la verità). Un minuto dopo entra pure Mannion, poi anche Jaiteh: la Virtus è finalmente al completo, ma i tedeschi non si lasciano condizionare e rispondono colpo su colpo, segnando 28 punti nel primo quarto. Troppi, contro i soli 23 dei bianconeri, a documentare un’intensità difensiva per ora rivedibile.

Alla lunga la scarsa concretezza si paga, ed è quello che succede a una Segafredo che inizia a lasciar emergere un certo nervosismo, che poi si traduce in imprecisione. I tedeschi invece paiono del tutto a loro agio, ruotando quasi tutti i propri giocatori, come i padroni di casa, senza subirne particolari scossoni. Al 16° è timeout Virtus, sotto 28-37. Lo scarto diventa anche 29-39, e allora si sveglia il palazzo: un tifo imperioso è come facesse da benzina per una ricucitura che si realizza in un amen: è 39-39 a due minuti dall’intervallo, 40-44 alla sosta perché Christon ha messo la tripla che prima Hervey e poi Belinelli hanno invece fallito.

Un diverso atteggiamento aiuta, come dimostra la Virtus che tornata dall’intervallo più determinata ribalta i valori. Soprattutto in difesa, dove subisce 5 soli punti nei primi 8 minuti del quarto, contro i 44 dei primi 20 minuti. Jaiteh intanto è diventato un leone, Hervey smette infine di litigare col canestro e infila il +10 bolognese a 30” dall’ultima sosta, che termina sul 62-54.

La Ratiopharm mica ci sta, però, a perdere, e torna sul parquet per l’ultima frazione ancora ben agguerrita; i riflessi tuttavia non sono più gli stessi dell’inizio e la Segafredo ne approfitta per mettere a segno i colpi decisivi. L’alley oop di Santeodosic per Cordinier a 5’dalla fine dà un 76-62 che sa di sentenza. Poi il dio serbo esce, ma quanto è stato fondamentale in questo spezzone di gara? La sua è, comunque, poesia pura. Ulm non è poi che gliela abbia data su, addirittura si riavvicina fino al -6; a questo punto però riemergono i soliti noti: palla rubata di Pajola, schiacciata su rimbalzo in attacco di Weems. Di chi, se no?

Si chiude 87-76 una partita con alti e bassi nel gioco e nelle emozioni, come è quasi inevitabile che sia a questo punto della stagione. Fondamentale, per il suo sviluppo, è stata sicuramente la presenza di un pubblico lontano dai soliti vecchi numeri ma capace di rivitalizzare la squadra nei momenti cardine. Un bel segnale anche questo.

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