Bologna FC
Bologna, una stagione per alzare l’asticella dei gol: i numeri dell’attacco e le soluzioni di Tedesco
Il nuovo Bologna di Domenico Tedesco comincia a prendere forma a Casteldebole e uno dei primi obiettivi del tecnico è restituire incisività al reparto offensivo. Prima ancora che il mercato ridisegni la rosa, il lavoro dell’allenatore partirà dai giocatori attualmente a disposizione, che dovranno necessariamente alzare il livello dopo una stagione in cui la produzione realizzativa è stata inferiore alle aspettative.
Bologna, tanti interpreti, un solo obiettivo: aumentare la pericolosità in attacco
Nel gruppo ci sono Castro, Dallinga, Orsolini, Bernardeschi, Cambiaghi, Dominguez e Rowe, oltre a Odgaard, inserito tra i centrocampisti ma ormai considerato un prezioso jolly offensivo. Sarà proprio la capacità di valorizzare le caratteristiche di questi interpreti uno dei primi compiti di Tedesco, che punta a costruire una squadra più pericolosa negli ultimi metri.
Numeri e statistiche
I numeri ne spiegano bene il motivo. Il Bologna ha chiuso l’ultimo campionato con 49 gol segnati, il secondo dato più basso delle ultime sette stagioni. Un passo indietro rispetto ai 57 della prima annata di Italiano e ai 54 dell’anno della qualificazione in Champions League con Thiago Motta, confermando un calo di rendimento offensivo che la società vuole, ma soprattutto, ha bisogno di invertire.
Anche la distribuzione delle reti mette in luce la necessità di trovare nuove certezze in attacco. Orsolini è stato il miglior marcatore con 10 gol, unico rossoblù in doppia cifra, seguito da Castro con 7 e Odgaard con 5. Più indietro Bernardeschi, Cambiaghi e Rowe, mentre Dallinga si trova a dover riscattare una stagione chiusa con appena due reti in Serie A.
Le soluzioni di Tedesco, tra mercato e lavoro sul campo
Il mercato del Bologna potrebbe ancora cambiare gli equilibri, soprattutto in attacco, ma le prime settimane di ritiro serviranno a Tedesco per valutare tutti gli elementi a disposizione e definire le gerarchie. La sua idea di calcio ha sempre privilegiato una fase offensiva aggressiva e produttiva, e l’obiettivo è trasferire questi principi anche al Bologna.
È chiaro che non manca la quantità numerica di interpreti offensivi, manca piuttosto la produzione offensiva. E questa, con il giusto lavoro tecnico, può essere la chiave del Bologna per tornare a competere nelle zone alte della classifica: la prima sfida della nuova stagione comincia proprio da qui.
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