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Bologna, nuovo Away Kit: il bianco delle grandi notti

Presentata la seconda maglia del Bologna per la stagione 2026/27: un design che unisce tradizione e dettagli cittadini, con la speranza che il bianco torni a essere sinonimo di grandi soddisfazioni.

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Nuova maglia da trasferta per la stagione 2026/27 (@1000 Cuori Rossoblù)
Nuova maglia da trasferta per la stagione 2026/27 (@1000 Cuori Rossoblù)

Dopo aver svelato la divisa casalinga, il Bologna ha alzato il sipario anche sulla nuova maglia da trasferta realizzata insieme a Macron. Il bianco torna protagonista della seconda divisa rossoblù, impreziosita da dettagli che raccontano la storia del club e della città. Un kit che unisce tradizione e innovazione, già accolto con entusiasmo da gran parte dei tifosi e che porta con sé anche un auspicio: ripetere quanto di buono fatto lontano da casa nella passata stagione.

La trasferta si veste di bianco

Il bianco resta il colore scelto dal Bologna per la seconda maglia della stagione 2026/27, senza però rinunciare all’identità rossoblù. I dettagli rossi e blu sono infatti ben presenti, mentre sulle maniche tornano i richiami ai portici di Bologna, già visti sulla prima divisa, accompagnati dalla silhouette della Torre di Maratona sul retro del collo. Un omaggio a uno dei simboli della città e dello stadio, proprio nell’anno in cui la torre celebra il suo centenario.

A completare il look c’è anche un colletto bianco dal gusto retrò, che richiama alcune maglie del passato. Dal punto di vista tecnico, Macron ha scelto il tessuto jacquard Eco 3D Knit Matrix, pensato per coniugare prestazioni sportive e ricerca stilistica. Una filosofia riassunta anche dal concetto di “Fashion in Sport”, con la firma “Designed in Bologna” e lo slogan “We Are One”, ormai legato da anni al club rossoblù.

Per la trasferta serve confermare i numeri

L’aspetto estetico è solo una parte della storia. La speranza è che questa maglia accompagni il Bologna anche nei risultati ottenuti lontano dal Dall’Ara durante la scorsa stagione. Se il rendimento casalingo aveva lasciato spazio a qualche rimpianto, con 22 punti raccolti in 19 partite e il quattordicesimo posto in questa speciale graduatoria, il cammino esterno aveva invece raccontato una squadra capace di viaggiare con il ritmo delle prime della classe.

Come riportato da “Stadio“, i rossoblù avevano infatti conquistato 34 punti in trasferta, chiudendo al quarto posto di questa classifica alle spalle soltanto di Como, Milan e Inter. Un bottino costruito grazie a 10 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte, con 30 reti segnate e 23 subite. Numeri che Tedesco proverà a confermare, cercando allo stesso tempo di rendere la squadra più equilibrata rispetto alla stagione precedente.

Una maglia che richiama la storia

Il bianco non è una scelta casuale nella storia del Bologna. È il colore della divisa indossata nella vittoria di Empoli decisa dal gol di Fabbian, un successo fondamentale nella corsa alla Champions League della squadra guidata allora da Thiago Motta. Sempre bianca, anche se con un disegno differente, era la maglia della finale di Coppa Italia vinta grazie alla rete di Ndoye, che ha riportato il trofeo sotto le Due Torri dopo 51 anni.

Anche la seconda divisa della stagione dell’ultimo scudetto, conquistato nel 1964, seguiva la stessa scelta cromatica. Un dettaglio che i tifosi guardano inevitabilmente con fiducia. Chissà che il bianco non possa essere ancora una volta sinonimo di soddisfazioni.

L’entusiasmo dei tifosi e il caso Freuler

Le prime reazioni del pubblico sono state in larga parte positive. Sui social qualcuno ha giudicato la maglia fin troppo essenziale, ma l’eleganza del nuovo design ha raccolto numerosi apprezzamenti. Non è passato inosservato neppure il fatto che la divisa sia già disponibile online e nei punti vendita autorizzati, con la possibilità di personalizzarla scegliendo il proprio giocatore preferito.

Come riportato da “Il Resto del Carlino“, tra i nomi ancora presenti compare anche quello di Remo Freuler. Nonostante dal 30 giugno il centrocampista svizzero non sia più, formalmente, un calciatore del Bologna, il suo cognome continua a essere selezionabile tra le personalizzazioni. Una semplice svista oppure un dettaglio destinato ad alimentare qualche speranza tra i tifosi?

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