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Bologna penultimo in Serie A per gol di testa: perché così pochi?

Il Bologna continua a crossare tanto, ma in area manca chi sappia trasformare quei palloni in gol. Ecco cosa dicono i dati.

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Jhon Lucumí durante Bologna-Pisa (4-0)
Jhon Lucumí durante Bologna-Pisa (© Damiano Fiorentini)

Due gol di testa in tutto il campionato. Penultimo dato della Serie A, davanti soltanto al Verona fermo a uno. È questa la statistica che Kickest mette in evidenza, tra quelle del Bologna. Adesso, la domanda sorge spontanea. Questo cosa comporta? E perché (non) accade? Cerchiamo di rispondere.

Bologna e i gol di testa: quasi non pervenuti

Questa statistica suona, di per sé, paradossale: i rossoblù sono una squadra che arriva spesso sul fondo, che sviluppa tanto gioco sugli esterni e che vive di cross. Eppure quasi mai è riuscita – in questa stagione – a trasformare quei palloni laterali in gol di testa. Una di queste è firmata Jhon Lucumí. E ciò, fa ancor più riflettere.

Dov’è il finalizzatore?

Non è solo una questione numerica, ma soprattutto di caratteristiche. Italiano costruisce tanto sulle corsie esterne. Juan Miranda e Lykogiannis sono specialisti del cross, João Mário e Zortea spingono in avanti, Orsolini, Bernardeschi e Cambiaghi cercano spesso il traversone rientrando sul piede forte. Il problema, però, nasce quando il pallone arriva in area.

Federico Bernardeschi e compagni (© Damiano Fiorentini)

Federico Bernardeschi e compagni (© Damiano Fiorentini)

Castro è generoso e aggressivo, ma non è un centravanti dominante nel gioco aereo. Dallinga avrebbe struttura e centimetri, ma lo spazio fornitogli non sempre lo premia. Così si arriva a tale risultato: il Bologna crossa tanto senza avere una vera torre da cercare.

Gol di testa: il confronto con la stagione 2024/25

Per leggere meglio questo risultato, è utile avvalersi di un confronto con la scorsa stagione. Nel 2024/25 i rossoblù avevano segnato cinque gol di testa: uno a testa per Fabbian, Castro, Dallinga, De Silvestri e Orsolini. Non erano tanti, ma erano più del doppio rispetto a oggi – tenendo conto che questa stagione ancora non è arrivata al termine.

Dallinga in gol durante Bologna-Salisburgo

Dallinga in gol durante Bologna-Salisburgo (© Damiano Fiorentini)

Ed ecco il punto: il Bologna sembra aver perso un intero modo di fare gol. Contro le difese chiuse l’assenza di un riferimento aereo pesa ancora di più. Quando mancano gli spazi, il cross diventa una delle poche soluzioni disponibili. Ma senza un attaccante capace di vincere il duello fisico, quel pallone diventa una giocata sterile.

Questi due gol di testa non sono un caso. Sono il segnale di una squadra che ha sì le idee, ma forse non ancora gli interpreti giusti per sfruttarle fino in fondo.

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