Bologna FC
Bologna, Libra e Amondarain attendono: toccherà anche a loro, ma bisogna lavorarci
Nel Bologna Amondarain e Libra con Palladino non hanno ancora avuto spazio: arriverà anche il loro momento, ma ci vuole ancora lavoro, e pazienza
La gioventù al potere, si pensava. Ed era inevitabile quest’estate, quando il Bologna acquistava Mikel Amondarain dall’Estudiantes e promuoveva Marco Libra Alvarado dalla Primavera. Tutte cose che ormai, sembrano appartenere al passato. O forse no? La risposta, ovviamente, porta senza ombra di dubbio alla negazione: il Bologna e Palladino credono ciecamente nei loro gioiellini in mezzo al campo. Anche se, finora, nel nuovo ciclo non si sono mai visti: arriverà anche il loro momento, ma c’è ancora da lavorare per entrare nel “nuovo” Bologna.
Bologna, Amondarain e Libra: dal centro…alla panchina
È un sottotitolo che, sfortunatamente, racconta la realtà dei fatti. Si, perché Mikel Amondarain e Marco Libra Alvarado, dopo l’esonero di Domenico Tedesco e l’arrivo di Raffaele Palladino, non si sono più visti in campo. “Perché?”, si è chiesto più di qualcuno. La risposta, in realtà, non c’è. O meglio, sì: Raffaele Palladino ha prediletto sempre la coppia Ferguson – Pobega.
Il motivo sta proprio nelle loro caratteristiche: la difesa…della difesa. Un doppio mediano per calamitare le discese avversarie, per dare più solidità a una fase difensiva che necessitava di essere il primo punto su cui lavorare. E su cui, in realtà, c’è ancora da lavorare. A discapito, però, di altri giocatori con certe caratteristiche: non El Azzouzi, ma un po’ più Moro stesso paga la scelta. E i due giovani: Amondarain e Libra. Con la bellezza di zero minuti.
Nessuna conclusione affrettata: il tempo è dalla parte di tutti
Anche quello fa parte della realtà dei fatti, per l’appunto. E cioè che Palladino, in questo primo mese all’ombra delle Due Torri, sia dovuto praticamente partire da zero, con altre idee rispetto a chi c’era prima e alla situazione in cui si è ritrovato. Nuovo modulo, nuovi compiti. E per tutti serve tempo e modo per inserirsi: figuriamoci un ragazzo del 2005 appena sbarcato dall’Argentina e uno ragazzo del 2008 appena promosso in prima squadra.
Palladino ha dimostrato nella sua carriera di sapersi evolvere e saper evolvere: non c’è pericolo che a lui i giovani non piacciano. E infatti ha parlato solo bene di Libra, quando incalzato. Preannunciando, però, una visione diversa per lui: da trequartista, più che mediano. Vedremo, quindi, se anche per Amondarain ci saranno idee: lui, mezzala pura, forse può diventarlo un mediano. E anche un bel mediano. Ma ci vuole tempo, e soprattutto fiducia: nei ragazzi e nella loro guida. Ora, ovviamente, tutti puntano a rialzarsi: anche i due sudamericani possono eccome dare una mano, ma a loro spetta senza ombra di dubbio il futuro nel mondo Rossoblù.
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