Seguici su

Bologna FC

Bologna, per la svolta tattica di Palladino serve un’aspetto in particolare: la condizione fisica

Meno pallone tra i piedi, più aggressività e ripartenze: il Bologna sta provando a seguire la strada indicata da Palladino, che però deve ora risolvere i problemi di tenuta della squadra.

Pubblicato

il

Raffaele Palladino, da poco tempo allenatore del Bologna, ma con grande entusiasmo(@1000Cuorirossoblu.it) Lecce-Bologna
Raffaele Palladino (@1000 Cuori rossoblù)

Meno possesso, più verticalità e intensità costante. Il Bologna sta attraversando una profonda trasformazione dopo il passaggio da Domenico Tedesco a Raffaele Palladino. Non è cambiato soltanto il sistema difensivo, con il passaggio dalla linea a quattro alla difesa a tre, ma anche il modo di interpretare la partita. Se il precedente allenatore puntava sulla gestione del pallone e sulla costruzione ragionata, il nuovo tecnico chiede aggressività, recuperi alti e ripartenze rapide. Un cambiamento che richiede tempo, soprattutto sul piano atletico.

Possesso palla, i numeri raccontano una svolta

Le statistiche delle prime gare evidenziano questa differenza tra le due gestioni. Con Tedesco, il Bologna aveva raggiunto il 59% di possesso contro Lazio e Atalanta, salendo al 60% nel pareggio con il Sassuolo. Percentuali elevate che, però, non avevano portato risultati soddisfacenti. Contro il Napoli, invece, il dato era sceso al 42%, in una prestazione che aveva confermato le difficoltà della squadra.

Con Palladino l’approccio è cambiato. Contro il Torino, i rossoblù hanno registrato il 41% di possesso, salendo al 45% nella vittoriosa trasferta di Lecce. Contro l’Inter, infine, la percentuale è scesa al 36%: dopo un buon primo tempo, la squadra ha progressivamente perso campo, cedendo ai nerazzurri fino al 3-1 finale.

Intensità e transizioni, il metodo Palladino deve ancora adattarsi al Bologna

Il problema principale sembra essere la tenuta fisica. Il calcio di Palladino richiede pressione continua, distanze ridotte tra i reparti e capacità di trasformare i recuperi in occasioni da gol. Quando le energie diminuiscono, però, anche l’organizzazione perde efficacia.

Le reti di Bernardeschi contro il Torino, nata da un recupero di Cambiaghi, e di Pobega contro l’Inter, favorita dal contrasto vinto da Miranda, mostrano le potenzialità della riaggressione. A Lecce, invece, il gol di Enem ha messo in luce l’importanza delle transizioni veloci.

La trasferta di Cagliari sarà un’altra occasione per dare una spinta positiva alla squadra. Un’altra settimana di lavoro potrà aiutare Palladino a consolidare i propri principi, ma il Bologna deve trovare continuità atletica, per rendere davvero efficace la svolta tattica.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *