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Corriere di Bologna – A lezione dal capo scouting rossoblu: “Ecco cosa deve saper fare un osservatore calcistico”

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La Federcalcio ha presentato ha presentato con un video le 72 ore di lezione previste per i nuovi osservatori: a presenziare era presente anche Marco Zunino, direttore dell’area scouting del Bologna, che ha esordito dicendo: “Oggi il calciatore perfetto non esiste”. Zunino ha inoltre fornito una tabella di valutazione per consentire agli studenti di mettersi alla prova come osservatore; nove categorie motorie, atletiche e tecniche, dove il voto massimo è 1 e il minimo è 3.

“Il calciatore perfetto arriva a 9, oggi ne vedo pochi che arrivano a 12, ad esempio. L’obiettivo è scendere sotto i 20, vuol dire che è comunque un buon valore”. Successivamente Zunino ha spiegato l’importanza della propria professione: “La tecnologia è fondamentale, ci permette di avere dei database incredibili sul piano dell’organizzazione. I parametri che utilizziamo sono gli stessi, a qualsiasi categoria”.

Zunino, che vive questo lavoro in Serie A da ben 11 anni, ha spiegato ciò che deve saper fare un osservatore: “Bisogna saper individuare i picchi di valore nelle aree tecniche, tattiche, fisiche e atletiche. Ogni ruolo presenta diverse competenze che possono anche variare, ad esempio i portieri: fino agli anni 80′ per loro contava la parte atletica, ora sta diventando più importante quella fisica. Poi credo una cosa, ossia che fino ai 17 anni non possiamo parlare di calciatori di talento, ma di calciatori con potenzialità. Gli osservatori scovano, ma poi è l’allenatore che deve valorizzare il ragazzo”.

Infine un’osservazione su uno sguardo globale: “Più ampliamo i nostri orizzonti e più troveremo ciò che desideriamo. Anche nelle zone più distanti da noi si possono trovare buone opportunità, perché le qualità di un buon calciatore possono crescere se valorizzate”. Pare il riassunto perfetto per Tomiyasu, talento giapponese che – dopo una sola stagione a Bologna – il proprio valore si è già moltiplicato. Merito di Sinisa, merito del ragazzo, e merito anche dell’osservatore.

Fonte: Corriere di Bologna/ Marco Vigarani

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