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Primavera, Lo Monaco sogna la Serie A con il Bologna

Il talento della Primavera rossoblù si racconta tra ambizioni personali, modelli da seguire e il desiderio di conquistare un posto in prima squadra: «Sogno di esordire qui».

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Lo Monaco, Primavera Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)
Lo Monaco, Primavera Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)

«Il calcio per me significa tutto». Per Luca Lo Monaco non è soltanto una passione, ma una presenza costante, qualcosa che accompagna le sue giornate fin da quando era bambino. Oggi, a diciotto anni, il trequartista della Primavera del Bologna continua a inseguire il proprio obiettivo, con la consapevolezza che per arrivare in alto servano pazienza, lavoro e la capacità di non accontentarsi. I numeri di questa prima parte di stagione parlano di cinque gol e due assist, mentre la squadra occupa il quinto posto in classifica, con quattro vittorie e tre sconfitte. Il presente offre soddisfazioni, ma lo sguardo è già rivolto a ciò che potrebbe arrivare: vestire un giorno la maglia della prima squadra rossoblù.

Lo Monaco, una stagione di crescita

Il 2026 sta regalando a Lo Monaco diverse soddisfazioni, tra gol, partite emozionanti ed esperienze che hanno contribuito alla sua maturazione. Come riportato da “Il Resto del Carlino” nell’articolo di Gianluca Sepe, il giovane rossoblù considera questi mesi particolarmente importanti per il proprio percorso, un periodo che gli ha permesso di crescere e accumulare ricordi significativi. Anche l’inizio del campionato in corso è stato positivo, ma la priorità rimane quella di proseguire sulla stessa strada senza lasciarsi condizionare dai primi risultati.

«L’importante è non accontentarsi», sottolinea Lo Monaco, che individua nella continuità e nel lavoro quotidiano gli strumenti per provare a raggiungere traguardi ambiziosi. L’obiettivo è fare bene e puntare in alto, seguendo anche le parole di Jesse Saputo, figlio del patron rossoblù e giocatore della Primavera. Per il giovane attaccante, però, è fondamentale procedere con gradualità: le ambizioni non devono tradursi nella fretta di ottenere tutto subito, perché per costruire qualcosa di importante occorre rispettare ogni passaggio.

Lo Monaco e il sogno della prima squadra

Al di là dei risultati e delle soddisfazioni personali, c’è un traguardo che Lo Monaco desidera raggiungere più di ogni altro: esordire con il Bologna in prima squadra. Un’ambizione che accompagna il suo percorso, ma che vuole inseguire senza bruciare le tappe. «Il sogno è quello di esordire qui, di giocare con il Bologna in prima squadra», racconta, ricordando che ogni cosa ha il proprio tempo.

Tra i possibili esempi da seguire c’è Antonio Raimondo, che ha attraversato il settore giovanile rossoblù prima di proseguire il proprio cammino. Lo Monaco guarda alla sua esperienza con interesse, riconoscendo in quel percorso una strada vicina a quella che lui stesso sta affrontando. La speranza è riuscire a ripercorrerne le orme e conquistare, attraverso il lavoro, un’opportunità tra i grandi.

I modelli da seguire, da Messi a Orsolini

Quando si parla di riferimenti calcistici, il primo nome è quello di Lionel Messi, un idolo che Lo Monaco segue da sempre. Tra i giocatori più attuali, invece, indica Nico Paz. Ma nella sua lista trovano spazio anche due protagonisti del Bologna: Federico Bernardeschi e Riccardo Orsolini, calciatori che ha la possibilità di vedere quotidianamente nell’ambiente rossoblù.

Di Bernardeschi parla come di un grande giocatore, mentre la vicinanza a entrambi rappresenta per lui una fonte di ispirazione. Non racconta di aver avuto occasioni particolari per parlare con loro, ma poterli osservare da vicino alimenta il desiderio di raggiungere un giorno livelli simili. «Il sogno è quello di diventare come loro», spiega, confermando quanto questi esempi siano importanti per le sue ambizioni.

Nel suo percorso ha avuto modo di partecipare anche a un’amichevole con tutta la Primavera durante l’esperienza di Tedesco. Il ricordo del tecnico è positivo, nonostante l’esito non abbia soddisfatto le aspettative sue e del gruppo. Lo Monaco riconosce infatti che anche le delusioni fanno parte di questo sport. Con Palladino, invece, non è ancora riuscito ad avere un confronto diretto, pur considerandolo un grande allenatore e osservando che la squadra sta iniziando a fare bene.

Morrone e la mentalità per migliorare

Un ruolo importante nella crescita di Lo Monaco è quello di Morrone, con cui il rapporto è positivo fin dalla scorsa stagione. Del tecnico apprezza soprattutto la volontà di spingere ogni giocatore a dare sempre qualcosa in più, senza fermarsi ai risultati già raggiunti. Una filosofia che il giovane rossoblù condivide pienamente, convinto che accontentarsi possa diventare un limite nel percorso di un calciatore.

La stessa determinazione emerge quando prova a immaginare dove potrebbe trovarsi tra dieci anni. Non è semplice prevederlo, ammette, ma la direzione che vuole seguire è chiara: diventare un calciatore a tutti gli effetti e raggiungere il livello più alto possibile. Gioca fin da quando era molto piccolo e trasformare questa passione in una professione è il suo obiettivo da sempre.

Il sogno Mondiale dell’Italia

Il Mondiale è un appuntamento che Lo Monaco non ha ancora potuto vivere da tifoso. «Nel 2010 avevo due anni», racconta, ricordando l’ultima partecipazione dell’Italia alla competizione prima delle mancate qualificazioni alle edizioni successive. Per il giovane rossoblù sarebbe importante vedere nuovamente la Nazionale italiana prendere parte alla Coppa del Mondo, un’assenza che, come sottolinea, si fa sentire in tutto il Paese.

La speranza è che gli sforzi di tutti possano contribuire a riportare l’Italia sul palcoscenico mondiale.

Bologna, un ambiente in cui crescere

Lo Monaco guarda con fiducia anche alla realtà rossoblù nella quale sta crescendo. Dalle strutture al lavoro dei tecnici e dei preparatori, considera il Bologna un ambiente positivo, composto da professionisti qualificati. A suo giudizio, la società possiede tutte le carte in regola per continuare a svilupparsi e diventare una grande realtà calcistica.

Il legame con la squadra emerge chiaramente anche quando si trova davanti a una scelta tra due possibilità molto diverse: vincere la Coppa Italia da protagonista con il Bologna oppure giocare insieme a Messi o Nico Paz. La preferenza è immediata e non lascia spazio a esitazioni: «Vincere una Coppa Italia con il Bologna».

Una risposta che mette al centro il desiderio di affermarsi con la maglia rossoblù, prima ancora di avere l’opportunità di condividere il campo con i campioni che ammira. Il sogno personale, infatti, resta legato alla squadra nella quale sta costruendo il proprio percorso e alla possibilità di contribuire in prima persona a un successo.

Lo Monaco: «Il calcio per me significa tutto»

Alla base di ogni ambizione c’è una passione che accompagna Lo Monaco fin dall’infanzia. Gli allenamenti e le partite fanno parte della sua quotidianità al punto che immaginare una vita senza calcio gli risulta difficile. Non si tratta soltanto di un’attività da svolgere ogni giorno, ma di ciò che desidera continuare a fare anche in futuro.

È proprio tornando a questo legame che il giovane rossoblù riassume il significato dello sport nella propria vita: «Non riesco a vedere una routine senza allenarmi o giocare». Il desiderio è quello di proseguire sulla stessa strada intrapresa da bambino, lavorando per diventare un professionista e arrivare il più in alto possibile. Con un obiettivo ben preciso davanti a sé: riuscire, un giorno, a esordire con il Bologna in prima squadra.

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