Bologna FC
L’ex Bologna Cruz ricorda: «Bellissima esperienza». E sulla squadra di Italiano…
L’ex bomber argentino, ospite da SkySport, ha parlato del suo passato in rossoblù e del momento attuale della squadra di mister Italiano
Julio Cruz è stato un grande ex attaccante del Bologna. Ancora oggi l’argentino fa brillare gli occhi di tanti tifosi e rimanda ai suoi tanti gol con la maglia rossoblù tra il 2000 e il 2003.
Cruz, il cui figlio ha giocato recentemente in Serie A con la maglia dell’Hellas Verona, dall’Argentina segue ancora il calcio italiano e il Bologna. In questi giorni era in visita in Italia, a Milano. E, ieri, è stato ospite a Sky Sport nel post partita di Bologna-Udinese. El Jardinero quindi ha avuto l’occasione di parlare del presente e del passato del Bologna.
Cruz sul momento del Bologna
Incalzato da Gianluca Di Marzio e Alessandro Bonan, Cruz ha parlato così del momento difficile del Bologna: «Io penso che sicuramente quello che abbiamo visto ultimamente non è il Bologna di Italiano a cui eravamo abituati a vedere. Ha perso qualcosa. Non so se sia la lucidità o il gioco. Eravamo forse abituati a vedere un Bologna trascinante, che gioca, che segna».
Pensando poi al suo periodo con la maglia felsinea, ha aggiunto: «Oggi forse non è quella stessa squadra. Però devo dire che questi anni sono stati bellissimi e quindi credo che venga anche più rispettato rispetto a quando giocavo io lì».
Il ricordo dell’arrivo a Bologna e in Italia
All’ex centravanti argentino è stato poi chiesto del suo primo giorno a Bologna: «Mi ricordo la prima volta che sono arrivato. Era agosto, a Casteldebole, un caldo pazzesco, 40 gradi. Io arrivavo dall’Olanda, da Rotterdam. Terribile».
Da lì, Cruz ha proseguito raccontando come era arrivato in quegli anni a vestire proprio la maglia rossoblù: «Come esperienza, fin dall’inizio è stata bellissima perché io volevo venire in Italia già prima di andare in Olanda. Avevo avuto anche la proposta per andare al Brescia quando ero in Argentina al River Plate. Poi ho deciso di andare in Olanda, perché prima volevo imparare un po’ di calcio olandese visto che ci erano passati Ronaldo, Romario e tanti altri attaccanti importanti erano passati da lì».
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