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Heggem, Mondiale da protagonista: i numeri del difensore rossoblù
Ci sono tornei che cambiano una carriera e altri che, semplicemente, certificano ciò che già si intuiva. Il Mondiale disputato da Heggem è stato un po’ entrambe le cose. Non ha effettivamente cambiato la sua carriera, ma ha messo in luce delle qualità che il Bologna aveva già intravisto e che, per certi versi, non erano ancora venute fuori al 100%.
L’eliminazione ai quarti di finale contro l’Inghilterra chiude il sogno mondiale della Norvegia, ma lascia in eredità l’immagine di una squadra che ha spiegato sul campo le definizioni di coraggio e identitàl’immagine di una squadra che ha spiegato sul campo le definizioni di coraggio e identità. In quel percorso, il centrale del Bologna è stato una presenza costante.
Heggem e il suo contributo al Mondiale
Cinque partite, cinque presenze da titolare, 444 minuti complessivi: numeri che evidenziano soprattutto la fiducia totale dello staff tecnico. Heggem non è mai stato un’alternativa o una soluzione d’emergenza. È stato uno dei pilastri della linea difensiva norvegese, rimanendo in campo praticamente sempre (89 minuti di media a gara) in una competizione che ha messo di fronte attaccanti non semplici da gestire.
Il Bologna ha scelto l’affidabilità e la costanza di Heggem
Osservandolo durante tutto il torneo, sembra che abbia fatto esattamente ciò che il Bologna si aspetta da lui: giocare con semplicità, ridurre al minimo gli errori e dare stabilità al reparto. Le statistiche confermano questa impressione. Nessun errore che abbia portato a un tiro avversario, nessun errore decisivo per un gol subito, zero ammonizioni e zero espulsioni. In una manifestazione in cui la pressione aumenta partita dopo partita, mantenere questo livello di pulizia non è affatto scontato.
Anche il dato sul possesso del pallone dice molto. Heggem ha completato il 94% dei passaggi tentati, con un impressionante 95% nella propria metà campo e addirittura il 91% in quella offensiva. Quasi 57 passaggi riusciti ogni novanta minuti, accompagnati da circa 70 tocchi a partita.
È un difensore coinvolto nella costruzione dell’azione e affidabile quando la squadra decide di consolidare il possesso, più che un centrale chiamato continuamente a forzare la giocata verticale.
Solidità come parola chiave
Difensivamente, i numeri restituiscono il profilo di un centrale più ordinato che spettacolare, come del resto abbiamo visto finora a Bologna. Vince il 62% dei contrasti complessivi, sale al 75% nei duelli a terra e concede appena 0,2 dribbling subiti ogni novanta minuti. Significa che, nell’uno contro uno, è stato raramente saltato dagli avversari.
Il Bologna troverà un altro Heggem?
Alla fine, il suo Mondiale si chiude senza gol, assist o premi individuali. Ma sarebbe superficiale fermarsi qui. Il valore del torneo disputato da Heggem sta nella continuità, nell’affidabilità e nella capacità di reggere il livello quando il palcoscenico diventa quello più prestigioso possibile.
Per il Bologna, che lo attende in vista della nuova stagione, è questa la notizia migliore: il centrale rossoblù è tornato dal Mondiale senza i riflettori addosso, ma con la conferma di poter essere competitivo anche contro alcune delle nazionali più forti del mondo.
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