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Il Bologna batte tutti: un modello di Fair Play finanziario (Stadio)

Il Bologna, grazie a una gestione finanziaria efficiente e un fair play esemplare, batte le prime dieci in Serie A per costo per punto.

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Joey Saputo
Joey Saputo (© Damiano Fiorentini)

Un Bologna che batte tutti: la chiave è il “costo per punto”. Negli ultimi anni, mentre Torino, Roma e le milanesi hanno visto un susseguirsi di aumenti di capitale, il Bologna ha seguito una strada diversa, risanando cifre modeste ma ottenendo risultati straordinari.

Secondo una classifica stipulata da Calcio e Finanza, risulta essere quindi la squadra più efficiente della Serie A in termini di spesa per punto conquistato. Si tratta di una classifica basata su un parametro chiaro e oggettivo: i soldi spesi per ogni punto guadagnato in campionato. Il fair play finanziario è una componente essenziale del successo rossoblù, raggiungendo un equilibrio perfetto tra performance sportiva e gestione finanziaria.

Fair Play: numeri che parlano

I numeri sono inconfutabili: con una spesa complessiva di 56 milioni di euro (comprendendo stipendi lordi, abbonamenti e costi per i prestiti) e 68 punti ottenuti in classifica, ogni punto è costato al Bologna circa 800mila euro. Questo dato colloca la squadra rossoblù come l’unica tra le prime dieci della classifica a spendere meno di un milione per punto. Risultati che non solo hanno garantito un posto in Champions League, ma hanno anche dimostrato come l’efficienza economica possa andare di pari passo con il successo sportivo.

Il confronto con le big

Al secondo posto in questa particolare classifica troviamo il Torino, con una spesa di 62 milioni di euro e 53 punti in classifica, che si traduce in 1,2 milioni di euro per punto. L’Atalanta, fresca vincitrice dell’Europa League, ha speso 102 milioni di euro per ottenere 69 punti, con un costo per punto di 1,5 milioni di euro. La Fiorentina, con 104 milioni di spesa e 60 punti, ha un costo di 1,7 milioni per punto.

Le grandi come Inter e Milan, nonostante i loro maggiori investimenti, si trovano a spendere circa 2 milioni di euro per punto. Nel derby della capitale, la Lazio batte la Roma con un costo per punto di 1,8 milioni contro 2,4 milioni. La Juventus supera i 3 milioni per punto, mentre il Napoli si avvicina a questa cifra con 2,8 milioni per punto.

Il segreto del successo

Ma da quando si è iniziato a notare questo particolare cambiamento e merito all’interno del club rossoblù? La risposta possiamo trovarla nell’estate del 2022, quando Giovanni Sartori fa la sua entrata a Casteldebole: il direttore sportivo che ha rivoluzionato il Bologna. In soli due anni, Sartori è riuscito a ridurre il monte ingaggi e a portare la squadra a un livello mai raggiunto prima, culminando con la qualificazione in Champions League.

L’unico precedente nella storia del Bologna è quello di Fulvio Bernardini, che vinse l’ultimo scudetto sessant’anni fa. Tuttavia, oggi il Bologna non solo eccelle sul campo, ma anche nelle operazioni finanziarie. Il primo posto nella classifica di Calcio e Finanza certifica due anni di eccellenza, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti e da cui ognuno può prendere esempio.

Questo trionfo sul reddito rossoblù e fair play finanziario rappresenta quindi un modello per tutte le squadre che vogliono competere ai massimi livelli senza dover ricorrere a spese esorbitanti. La società che sta emergendo dimostra a pieno che con una gestione intelligente e un uso oculato delle risorse, si possono raggiungere traguardi ambiziosi.

Fonte: Stefano Brunetti, Stadio

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