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Il Resto del Carlino – Benvenuti alla giostra del gol

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Il Bologna di Mihajlovic formato 2020/2021 ha bisogno di un pallottoliere nuovo, tra gol subiti ma anche fatti si fa fatica a tenere il conto.

Era dai tempi di Andersson, Kolyvanov e Baggio che i rossoblù non segnavano così tanto in 14 giornate, un paragone un po’ scomodo probabilmente, ma bisogna tornare a quella splendida stagione 1997/1998 per ritrovare una squadra capace di superare il bottino di reti segnate oggi. Quel Bologna, che grazie ad un fantastico girone di ritorno riuscì ad acchiappare quell’ottavo posto valevole allora l’accesso alle competizioni europee trainato dal Divin Codino, raggiunse quota 22 reti realizzate dopo 14 turni di campionato contro i 21 realizzati da Soriano e soci dopo l’uno due Tomiyasu-Paz in Bologna-Atalanta.

E questo paragone non deve certo spostare l’attenzione dei problemi rossoblù: un bomber serve, eccome. La squadra produce una mole di gioco indiscutibile, con un vero bomber a raccogliere tutte le palle sporche in area avversaria su quanti punti in più potrebbe contare il Bologna?

La medaglia ha però due facce, al tanti gol fatti corrisponde un tanti gol presi. E’ un problema che rincorre i felsinei dall’arrivo di Mihajlovic a Bologna, ma negli ultimi mesi sembra essersi aggravato proprio come un’infezione che non viene curata. E allora per trovare un Bologna capace di fare peggio di quello di Sinisa bisogna tornare addirittura agli anni 50: nel 55/56 la squadra di Viani subì 27 gol, proprio come i ragazzi di Sinisa oggi, mentre c’è chi fece peggio: il duo Carganelli-Genovesi ne subì 28 nel 49/50.

 

 

 

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