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Il Resto del Carlino – Brizzi racconta il suo Mihajlovic: “Un personaggio da romanzo”. E sul calcio giocato aggiunge: “Bravo Miha a cambiare, ora la classifica potrebbe farsi interessante”

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Ore 18, alla presenza del neo sindaco Matteo Lepore, Siniša Mihajlović diventerà oggi un cittadino onorario di Bologna. Una cerimonia che inevitabilmente catalizza l’attenzione di quella parte di città emotivamente legata ai colori rossoblù del pallone da calcio. Un evento del quale Il Resto del Carlino ha voluto parlare insieme a Enrico Brizzi, in un’intervista stamattina.

SINIŠA ROMANZESCO – Brizzi, autore e tifoso rossoblù, ha definito Siniša Mihajlović un personaggio da romanzo, anzi di più un eroe da romanzo. Miha ha legato a doppio filo la sua vita a Bologna ed il Bologna, sedendo in due occasioni sulla panchina felsinea e attraversando proprio a Bologna uno dei periodi più significativi della sua vita: “A Bologna, Mihajlović è stato apprendista allenatore quando arrivò nel 2008. Poi nel 2019 è tornato e ha salvato la patria rossoblù, con un girone di ritorno che sembrava il lieto fine di una storia. Lì è arrivata la malattia, che ha ricordato a tutti come nella vita non ci sia mai nulla di scontato”. Non sono il calcio e la malattia, la vita del tecnico rossoblù comincia in un ambiente e in un periodo difficile, una tragedia che ha sconvolto l’Europa e ha lasciato conseguenze indelebili nell’area della penisola balcanica: “Miha è un personaggio romanzesco fin dagli anni della sua infanzia a Vukovar. Prima della pandemia ho percorso in bicicletta quei luoghi, nel mio viaggio lungo il Danubio che è diventato poi un libro. Vukovar, Novi Sad, Belgrado: le tappe della sua formazione. Quando ti trovi lì, realizzi che sotto i tuoi occhi si è consumata una delle tragedie più incredibili nella storia dell’Europa”.

L’EROE IN CAMPO E FUORI – Fin dai suoi esordi Siniša ha mostrato doti fuori dal comune, tecniche e caratteriali. Brizzi lo racconta come un storia: “Siniša si è portato dietro il furore di quegli anni difficili. Fin da quando, con una chioma feroce si è presentato giovanissimo in Serie aA, dopo aver vinto una Coppa dei Campioni in patria, da eroe. E come ogni eroe che si rispetti aveva la sua arma segreta: i calci di punizione”. Ma il calcio non basta a dipingere fino in fondo il romanzo della vita del tecnico rossoblù. La malattia del 2019, superata con inevitabile sofferenza, ha contribuito a fare dì Mihajlović un personaggio ancora più romanzesco, anche fuori dal rettangolo verde: “Senz’altro lo ha aiutato la sua tempra, ma gli è anche andata bene: se non riconoscessimo mancheremmo di rispetto ai tanti che non ce l’hanno fatta”.

IL CALCIO – Infine, Brizzi ha parlato di calcio, e del Bologna di questa stagione, e appunto di Miha, allenatore capace di cambiare in corsa, non fossilizzarsi sulla propria idea: “Bravo Siniša, ha rinunciato ad una certa rigidità e cambiando l’assetto ha dato prova di intelligenza. Abbiamo preso qualche sberla, ma tra due giornate la nostra classifica potrebbe farsi davvero interessante”. Infine, una chiosa su quale dei giocatori rossoblù piace ed intriga di più Enrico Brizzi, in particolare nella schiera dei più giovani: “Hickey. Perché è nato a Edimburgo, una città che mi piace. Viene da un calcio romantico come quello scozzese. E perché è un vero sbarbo”.

fonte: Massimo Vitali, Il Resto del Carlino

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