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Il Resto del Carlino – Mihajlovic e Pioli: idee simili, caratteri opposti

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Sabato andrà in scena la ventesima giornata di Serie A, prima del girone di ritorno, che vedrà affrontarsi Bologna e Milan.

È la partita degli allenatori Mihajlovic e Pioli, entrambi ex della sfida.

Mihajlovic sedeva sulla panchina dei rossoneri nella stagione 2015/2016, il penultimo anno della proprietà Berlusconi. È stato l’allenatore che ha lanciato il sedicenne Donnarumma, Locatelli e Calabria, e che giocava per un posto in Europa. Dopo la sconfitta contro la Juventus venne esonerato con il rammarico dei tifosi del Milan che sempre lo applaudirono per l’”ingiustizia” ricevuta.

Stesso destino fu quello di Pioli quando sedeva sulla panchina dei felsinei. Sotto la gestione Guaraldi era difficile lavorare perchè dopo ogni annata i giocatori che si erano messi in mostra venivano messi alla porta con le valigie in mano per ricavarci un guadagno e pagare gli stipendi del gruppo rimasto. Pioli ha lanciato Ramirez, che qui a Bologna ricordano ancora oggi tutti piacevolmente, e rigenerato Diamanti e Di Vaio prima e Kone e Gilardino poi.

Il record da battere di punti in classifica degli ultimi anni appartiene ancora a lui, i famosi 51 punti obiettivo della dirigenza attuale rossoblù. Poi fu esonerato, l’anno della retrocessione (2013/2014), da quart’ultimo in classifica, dopo lo smantellamento estivo della squadra. Il pubblico bolognese non ha mai digerito quella decisione societaria, che portò anche a rivolte contro la dirigenza in quell’annata.

Destino simile, come simile il modo di giocare: entrambi si dedicano alla crescita dei giovani ed entrambi utilizzano la tattica basata sul 4-2-3-1. Adesso Pioli ha un Ibrahimovic in più e una squadra in gara per l’Europa si, ma per lo scudetto pure essendo la prima della classe; Mihajlovic invece nonostante un buon livello di gioco deve ancora trovare la quadra per permettere alla sua squadra di fare il salto di qualità.

Starà nel carattere la loro differenza di successo? Pioli è un allenatore molto pacato, calmo e sempre pronto a difendere un suo giocatore; Mihajlovic invece non ha peli sulla lingua, è sempre pronto alla sfida e a motivare i suoi giocatori evidenziando spesso gli errori che commettono, sperando che imparino da essi per migliorarsi.

Allenatori molto simili sul campo ma molto diversi di comportamento, sabato sarà anche la loro partita. Il Milan per confermarsi e difendere la vetta; il Bologna per allontanare la zona retrocessione e guadagnare più fiducia in sè stesso.

Fonte: il Resto del Carlino, articolo di Marcello Giordano

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