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In & Out – Molla: Out, deve fare esperienza

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Continua l’analisi dei giocatori della rosa del Bologna, continua In & Out. L’analisi di oggi si concentra sul terzo portiere rossoblù, il classe 2002, Marco Molla. L’italo-albanese non ha ancora esordito in prima squadra con la maglia del Bologna, anche se con la Primavera rossoblù ha avuto modo di dimostrare le sue qualità giocando 46 partite tra campionato e coppe, prestazioni che gli sono valse la chiamata della nazionale Under 21 albanese con la quale ha esordito il 17 novembre 2020 e, addirittura, della nazionale maggiore allenata da Edy Reja

Molla, prima di scegliere definitivamente la nazionale albanese, si è messo in mostra con l’Under 17 italiana al Mondiale di categoria, parando addirittura un calcio di rigore nel match contro il Messico (l’Italia è uscita ai quarti contro il Brasile). Curiosamente, dopo aver parato il rigore ha baciato il pallone imitando in tutto e per tutto il suo idolo e maestro, Gianluca Pagliuca (allenatore dei portieri della Primavera rossoblù). 

Alto 1,92, dotato di buona reattività (specie sui palloni bassi), di un fisico importante e di una personalità forte e decisa, Molla dice di ispirarsi ad Oblak, anche se ammette di essere diventato portiere quasi per caso avendo iniziato a giocare a calcio come difensore centrale. Dopo qualche stagione all’ombra di Skorupski e Da Costa (sostituito da Bardi) è arrivato il momento per Molla di iniziare a riassaporare il campo, ripartendo, con ogni probabilità, dal campionato cadetto o dalla serie C per “farsi le ossa”. Lo stesso percorso che ha intrapreso Federico Ravaglia, anche lui ex Primavera e che quest’anno è stato protagonista con il Frosinone in serie B giocando 27 partite da titolare e mantenendo inviolata la porta dei ciociari per nove volte. La giovane età di Molla gli impone di giocare quanto più possibile per crescere, migliorare ed eventualmente ritornare alla base con un bagaglio tecnico ed un’esperienza tale che convincano il Bologna a puntare su di lui per il futuro. 

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