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L’altro spogliatoio: la nuova Cremonese di Davide Ballardini

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Ultima giornata e ultimo avversario del girone d’andata per il Bologna, che questa sera ospita la Cremonese, fanalino di coda della Serie A e reduce dal cambio di allenatore: da Alvini a Ballardini. I rossoblù punta a trovare i tre punti per fare un salto in classifica fino alla nona posizione, chiudere l’andata a quota 26, avvicinandosi all’ottimo bottino di 27 punti fatto registrare durante la scorsa stagione.

SCOSSA. Di fronte però avrà la nuovissima Cremonese dell’ex Davide Ballardini. I grigiorossi non hanno ancora trovato i tre punti durante questa stagione di Serie A e per lunghi tratti sono stati descritti come una piacevole incompiuta, ovvero in grado di giocare un buon calcio ma senza trovare mai la vittoria. Mister Ballardini è stato dunque chiamato per provare a raddrizzare la stagione e salvare i grigiorossi da una retrocessione che al momento sembra inevitabile, avendo totalizzato 7 punti ed essendo a – 10 dal Sassuolo, primo delle squadre “salve”. La scossa del tecnico cesenate è arrivata immediatamente, martedì, in Coppa Italia. A due giorni dall’insediamento Ballardini ha mandato in campo una Cremonese pugnace, che al Maradona, seppure di fronte ad un Napoli molto rimaneggiato, è riuscita a portare a casa un pareggio dai 90 minuti e una vittoria ai calci di rigore, eliminando dalla coppa nazionale i dominator della stagione di Serie A.

NUOVO ATTEGGIAMENTO. Pur in Coppa Italia, Ballardini ha voluto subito testare i titolari della propria squadra, mandando in campo a Napoli la miglior formazione possibile. Il tecnico non ha fatto grandi modifiche rispetto al suo predecessore né in termini di giocatori, né in termini di modulo. Quel che invece è cambiato è l’atteggiamento della squadra. La formazione grigiorossa si è schierata con un 3-5-2, ma è parsa più grintosa e combattiva, ma soprattutto ha abbandonato la mentalità proattiva di costruzione del gioco dal basso, per adottare un atteggiamento più reattivo che guardasse di più alla possibilità di giocare di rimessa, lasciando campo e spazio per condurre il gioco al Napoli e poi sfruttare gli spazi in ripartenza, grazie alla velocità dei suoi esterni e l’appoggio del centravanti che ha giocato molto bene di sponda. Dai gol della Cremonese si intuisce come Ballardini abbia chiesto ai suoi esterni e alle sue mezzali di accompagnare l’azione e attaccare l’area per riempirla e avere più possibilità per colpire con i palloni che arrivano in mezzo. I gol di Pickel e Afena Gyan arrivano con concetti simili, sintomo di uno studio delle caratteristiche dei giocatori e dell’avversario.
Dovrà dunque fare molto attenzione il Bologna, perché Ballardini avrà studiato profondamente il Bologna per attaccarlo nel miglior modo possibile e portare a casa i primi tre punti della stagione.

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