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L’altro spogliatoio: la nuova Svizzera di Murat Yakin

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Gli Azzurri tornano in campo. Dopo il deludente pareggio di giovedì sera a Firenze contro la Bulgaria, la squadra di Roberto Mancini giocherà nella cornice dello Stadio St. Jakob di Basilea contro la Svizzera. La rappresentativa elvetica è stata il secondo avversario della Nazionale nel girone degli Europei. La squadra di Mancini allora ebbe la meglio con un netto 3-0, nel frattempo però gli svizzeri hanno cambiato il loro CT. Dopo l’eliminazione per mano della Spagna, per la Svizzera si è chiusa l’era Petkovic e la Federazione Svizzera ha scelto per la successione Murat Yakin.

NESSUNA RIVOLUZIONE – Senza nessuno dei big, Yakin ha deciso di ripartire nella prima partita contro la Grecia, mercoledì, dalla difesa a tre, utilizzata spesso anche da Petkovic. Yakin non vuole abbandonare la linea “giochista” dell’allenatore serbo, tuttavia vorrebbe inserire altri concetti. Una linea difensiva più alta, più aggressiva, che lasci poco spazio alla manovra sulla trequarti della squadra avversaria. Yakin contro la Grecia ha schierato un 3-5-2, molto simile al 3-4-1-2 ultimamente utilizzato da Petkovic. Stasera contro l’Italia, senza i big Freuler squalificato, Xhaka col covid, Shaqiri fuori condizione e rispedito a Lione, Mbabu, Embolo, Gavranovic e Benito, Yakin potrebbe proporre un 4-2-3-1 o un 4-3-3.

FORMAZIONE SPERIMENTALE – Nel 4-2-3-1, con l’assenza di Mbabu, nella linea difensiva a 4, agiranno Widmer e Rodriguez sugli esterni. L’ex Milan rimarrà più bloccato dell’esterno destro ex Udinese, per aiutare la coppia centrale Elvedi e Akanji nel possesso basso. La difesa di Yakin punterà molto a far partire l’azione dal basso, cercando di eludere il pressing dell’Italia, evitando anche che gli Azzurri possano prendere il comando delle operazioni. Davanti alla difesa dovrebbero agire Zakaria e Sow, due interditori, molto fisici, che avranno il compito di fornire un’accurata copertura alla difesa molto tecnica. Di fronte alla coppia, agirà il trio di trequartisti Vargas, Fassnacht e Zuber. Le tre mezzepunte agiranno a supporto dell’unica punta che dovrebbe essere Seferovic. Una formazione molto sperimentale e piuttosto offensiva, che nelle ore prima della partita potrebbe modificarsi in un 4-3-3, con Fassnacht che finirebbe in panchina a favore di Aeschiber, abbassando il livello di qualità complessivo dell’11 titolare.

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