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Mottastics – Come Te nessuno mai

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Bologna Fc 1909

 

 

Numeri (e soprattutto considerazioni) ai tempi di Thiago Motta

Alzi la mano chi, la scorsa primavera,  avrebbe detto  che la squadra rossoblù sarebbe arrivata, oggi, a soli due punti di distanza dalla  “invisa” Juventus, dopo 30 giornate? Non c’era un’aspettativa così grande da poter costruire un’ipotesi così impossibile da sognare, per una squadra (il Bologna), da troppo tempo lontana dalle favorite di sempre, da troppo tempo incapace di pronunciare la parola ” Europa” come sua probabile e prossima destinazione calcistica.

Ma questo Bologna, il Bologna di Motta, durante questa stagione ha costruito il suo successo con un gioco “ingiocabile” ed ergendo il proprio Stadio a campo inespugnabile (solo le milanesi ce l’hanno fatto, la prima e la seconda in classifica), dove ha raccolto 38 punti e ora è diventato un simbolo: simbolo di rimonta e di successo, soprattutto grazie alla capacità fondamentale di un Mister che, gestendo un gruppo prima di uomini e poi di atleti, sa esaltare ogni giocatore nella sua unicità, riuscendo ad amalgamare le singole potenzialità, partita dopo partita.
È sicuramente a Motta che si deve il “salto di qualità” (ma ricordiamo anche chi quel gruppo lo ha costruito): un novello “fuoriclasse” degli allenatori, arrivato, il 12 settembre di due anni fa in una squadra alquanto abbattuta e che doveva essere risollevata (ma la storia ci ha insegnato che quella squadra era passata dalla sofferenza del suo precedente allenatore, per cui aveva combattuto fino all’ultimo). 
In realtà Thiago non è arrivato a questi risultati per magia, ma ci è arrivato con una filosofia di gioco ferrea e il duro lavoro: è riuscito (e sta riuscendo) a tirare fuori tutto il potenziale da ogni giocatore, ma soprattutto è riuscito nella difficilissima impresa di dare fluidità e coesione a un gruppo, la cui maggior parte, fino a due anni fa, non si conosceva.
Così anche l’ultima partita contro la Salernitana si trasforma in un piccolo capolavoro tattico, magari con qualche leziosità gratuita, con i rossoblù che dominano per oltre 90 minuti, senza flettere nell’impegno (non è un caso se il terzo gol di Lykogiannis sia arrivato a tempo quasi scaduto),  giocando ogni partita come se fosse l’ultima, come se non ci fosse un domani. E l’orchestra che “suona”  sinfonie calcistiche sulla pelouse del Dall’Ara ha il suo Direttore in panchina,  che esprime passione, piacere nel gioco di squadra, dove ci sono oltre 20 titolari.  Una squadra che è cresciuta in questi ultimi mesi e ha fatto uscire tutto il suo potenziale e che lo sta mettendo in campo, con l’orgoglio dei suoi interpreti quasi malcelato alla fine di ogni partita, dove le foto di rito sono sempre di un gruppo sorridente che sta raggiungendo un sogno, quell’aspettativa di cui sopra.
E quelle foto, quegli highlights stanno facendo il giro dell’Italia calcistica, dimostrando che quel quarto posto è tutto fuorchè immeritato, con i media che iniziano a vedere il Bologna per quello che è e non per quello che era. Anche se nessuno se lo aspettava. Nemmeno chi il cuore ce l’ha sempre avuto rossoblù.
Freuler, Ferguson, Orsolini, Saelemaekers, Zirkzee (solo per citarne alcuni)sono giocatori eccezionali – sicuramente “plasmati” dal lavoro e dall’occhio fine di Motta – che, crescendo di partita in partita, stanno avendo modo di dimostrare le loro capacità. Poco, molto poco da invidiare a molti super big di altri club blasonati, i soliti, più o meno.
Una squadra che fino a due anni fa era così lontana dai club simbolo dell’alta classifica (vedi Juve, Inter, Milan e il Napoli dello scorso campionato), ora raduna sempre più tifosi (anche ieri 27mila contro la Salernitana, ultima e ormai virtualmente retrocessa) che in fondo hanno sempre sperato di rivedere “Lo squadrone che tremare il mondo fa”.
In questo panorama nuovo, insolito e inconsueto sotto le due torri, all’improvviso tutto sembra possibile e anche i sogni più incredibili sono o potrebbero diventare realtà: non solo ora i due punti di distacco dalla Juve, ma la Champions sempre più vicina.
E la foto più bella di ieri, al termine del match contro i campani,  è quella che ritrae uno Stadio Dall’Ara intero che canta: “Questa sera sei bellissima” di Cesare Cremonini e “L’anno che verrà” dell’amatissimo Lucio Dalla,  emozioni a fior di pelle per tutti, con un futuro roseo davanti.
Un futuro che va ancora conquistato: 8 partite al termine, con tutta la speranza di continuare a vedere i rossoblù lassù in cima al quarto posto.

Comunque vada sarà un successo, perché un Bologna così, davvero non se lo aspettava nessuno e ogni tanto è bello, e divertente, ricordare che si può essere Davide in un mondo di Golia.

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