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Mottastics – La parola alla difesa

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Bologna Fc 1909


Per capire il “piccolo” capolavoro tattico di Thiago Motta (e il suo impatto sulla mentalità e il gioco della squadra), Vi invitiamo ad andare all’83esimo minuto di Inter-Bologna, quando l’allenatore del Bologna inserisce il giovanissimo Tommaso Corazza (19) al posto di Lollo De Silvestri (35). Forze fresche in campo, si dirà: ma anche la scelta di una certa “incoscienza giovanile”, al posto di una comprovata e solida esperienza, in un momento in cui l’Inter aveva messo le tende nell’area di Lukasz Skorupski.
Bene in quel momento, il Bologna aveva contemporaneamente schierato una difesa con tre terzini sinistri di vocazione, di cui uno utilizzato come centrale (Riccardo Calafiori, 21) e uno come terzino destro (appunto il succitato Tommaso Corazza, di soli 19 anni). Se pensiamo che il leader di quella difesa, Sam Beukema, ha soli 24 anni, capiamo la portata della mano di Thiago sul pacchetto arretrato, dalla media età incredibilmente giovane, se non contiamo i “nonni” Charalampos Lykogiannis e De Silvestri che ancora una volta non hanno steccato la loro prova. La difesa è un reparto granitico qualunque sia l’interprete di giornata, perchè i dettami sono chiari e da tutti ben compresi e assimilati. E per i nuovi sono passati solo un paio di mesi.
 

Il modulo aiuta i singoli

La difesa a 4 è ormai un marchio di fabbrica dell’allenatore rossoblù, dove i due centrali di difesa sono spesso chiamati alla costruzione dal basso e devono avere i piedi buoni per l’impostazione e una certa abilità nel gioco di testa. Gli esterni bassi invece sono chiamati ad alternarsi nel supporto all fase offensiva e spesso si accentrano per contribuire alla tenuta del centrocampo. 
E se la difesa titolare di solito schiera Stefan Posch (sulla fascia destra), Sam Beukema e Jhon Lucumi al centro, mentre Victor Kristiansen (21 anni a dicembre) si occupa del binario di sinistra, ieri dei quattro “titolari”, contro i nerazzurri, c’era il solo centrale olandese (e gli altri 3 erano, per motivi vari, infortunati).
E così Thiago completa la linea difensiva con  tre riserve, tre terzini (uno destro e due sinistri, di cui uno utilizzato come centrale) a completare il resto del pacchetto difensivo; e dall’83esimo (con l’ingresso di Corazza) i tre terzini erano tutti sinistri, ancora una volta tutti e tre riserve. Ma in realtà, sembravano titolari da una vita, per come hanno interpretato ognuno il loro ruolo e per come hanno fermato l’Inter. Insomma fermare la più conclamata candidata allo scudetto, per giunta in casa sua, non è assolutamente cosa da tutti i giorni. Ma vediamoli nel dettaglio.
 

Il Calafiori che non ti aspetti

 
A Riccardo Calafiori, nella sua scheda di Transfermarket, viene attribuito anche il ruolo di centrale di difesa, che il ragazzo di Roma ha ricoperto poche volte col Basilea, sua società di provenienza: è da sottolineare che Riccardo ha sempre giocato in una difesa a tre, che ha movimenti e coperture molto differenti dalla difesa a quattro. Eppure…
 
Eppure sono già due partite che, sostituendo Jhon Lucumi, sta risultando il migliore del pacchetto, per anticipi e inserimenti, aiutando Sam Beukema a organizzare la linea davanti a Skorupski. E dire che è costato solo 3 milioni di cartellino e se i muscoli non fanno brutti scherzi, questo giocatore può diventare un  difensore di assoluto livello europeo.  
 

Dalla panchina due garanzie

 
Lorenzo De Silvestri e Charalampos Lykogiannis potevano non essere più rossoblù alla fine della scorsa stagione: il primo per motivi di carta d’identità, il secondo perchè davanti a lui erano arrivati due candidati alla titolarità (Victor Kristiansen e Riccardo Calafiori, rispettivamente 20 e 21 anni) e il giovane Tommaso Corazza era esploso, segnando addirittura un gol in Coppa Italia contro il Cesena.
Lollo è poi rimasto, unico fra quelli che erano in scadenza di contratto (Bardi, Medel, Sansone e Soriano), mentre Charalampos ha voluto giocarsi le sue carte a Bologna, forte di un contratto in scadenza a giugno 2024.
Se il Bologna ha retto e conquistato il pareggio a San Siro, molto del merito è anche loro, in attesa del rientro dei titolari, che dovranno giocarsi il posto con compagni di reparto assolutamente determinati. E la concorrenza fa bene alla classifica dei rossoblù.
 

Sam Beukema, il comandante

 
Arrivato fra i primi nella sessione di mercato estiva dall’Az Alkmaar, Sam ha faticato un poco ad inserirsi complice nuovi moduli tattici per lui e una lingua da imparare.
Ma se il Bologna ha fatto 4 clean sheet di seguito e, in questo campionato, ha capitolato solo contro il Milan, la prima di otto partite, molto del merito è anche suo e ai primi di ottobre dopo solo due mesi scarsi di amalgama la sua importanza incomincia a sentirsi, nonostante alcune sbavature dovute alla fase di inserimento.
 
Ma in tutto questo la mano di Thiago Motta è visibile e concreta: non si giocano 7 partite di seguito senza perderne neanche una, di cui 3 con le tre squadre che sono fra le prime quattro in classifica. Napoli in casa, Juve e Inter in trasferta hanno conosciuto la dura legge della difesa rossoblù, spesso composta anche da panchinari, che non hanno fatto, fin qui, rimpiangere i titolari. 
E la classifica inizia a sorridere…

 

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