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Bologna

Non è mai troppo Cardi

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Non sono abbonato a Dazn, né mai lo sarò, quindi stasera niente partita. Potevo raggiungere Ercolino, la Mummia e tutti gli altri all’agenzia dell’Arcoveggio, ma una serata con gli umarells mi sembrava una punizione troppo forte da infliggermi. C’era una volta il mercoledì da leoni, oggi un mercoledì da coglioni non mi andava, perché ok, siamo nati per soffrire, però facciamolo con parsimonia… E allora ho deciso di fare un fioretto: avrei visto la partita con gli occhi degli altri, che poi sarebbero gli occhi di Sabrina Orlandi, Alberto Bortolotti e i loro eccellenti ospiti. Alberto non mi ha mai invitato (grazie…), invece qualche volta sono stato ospite di Sabrina: quattro ore seduto su un trespolo a dire cazzate sono davvero troppe. Insomma, come avrete capito non mi diverto molto a essere ospite di una trasmissione televisiva. Ma che effetto fa essere dall’altra parte della telecamera? L’ultima volta che ho visto la trasmissione di Rete7 ero… ricoverato in ospedale: autunno 2006, l’ictus aveva fatto il suo corso, il Bologna era in Serie B e io, al sabato pomeriggio, seguivo le dirette di Sabrina. Stasera, grazie a Dazn, ho voluto riprovare l’ebbrezza: non quella dell’ictus… Ore 20: immagino che le squadre siano in campo allo Stadium esattamente come i miei colleghi lo sono nei rispettivi studi televisivi. Le formazione: Rete7 schiera, oltre alla Orlandi, Pepé Anaclerio, Jack Bonora, Gianfrancesco Cardi e Marco Salicini in rigoroso ordine alfabetico, con Manfredi Campione e Alessio De Giuseppe in collegamento da Torino e la Grande Anima del Civ che sorveglia da casa. Sull’altro fronte, accanto a Bortolotti ci sono due colleghi che conosco (Franco Cervellati e Carlo Orzeszko) e altre persone che invece non ho mai incrociato in carriera. In fatto di tempestività, vince SoloCalcio, perché Il Pallone Gonfiato inizia una mezzoretta dopo. Da telespettatore – dal momento che questo stasera sono – le cose che mi colpiscono sono due: le scenografie (inutilmente seriosa quella di TeleSanterno, più sbarazzina quella di Rete7) e l’aria che traspirano gli studi. Qualche giorno fa si respirava aria di de prufundis; stasera (mavalà?) sono tutti più cauti, quindi mi scappa da ridere pensando che i miei colleghi e i tifosi a casa hanno appreso che il campionato termina alla fine di maggio e non al calar di settembre… Tutti pensano che vincerà la Juventus, ovvio, ma velatamente emergono voglini di colpaccio. C’è una terza cosa che mi colpisce, ma so di essere stronzo: da una parte lo stadio viene correttamente chiamato “stadium”, alla latina come d’altronde suggerito da “Juventus”, mentre dall’altra i due giovani virgulti dotati di microfono insistono con uno “stedium” che fa rigirare nella tomba persino il solitamente comprensivo Virgilio. Seguire la partita ascoltando il racconto dagli studi è come pensare di avere un rapporto sessuale via sms. A un certo punto, il colpo di scena, anzi due. Sono sintonizzato su Rete7 e il mio amico Cardi (scarso come avvocato, troppo onesto come procuratore: come opinionista definitelo voi) esprime un giudizio: “Non sono d’accordo con Allegri, utilizzare Dybala da centravanti è un controsenso”. Il tempo di respirare e Salicini gela tutti: “Gol della Juve. Ha segnato Dybala”. Appunto. Ma il secondo colpo di scena è ancora più divertente. Mentre Cardi raccoglie i… complimenti che merita, cambio canale e vado su TeleSanterno. L’ambiente è tranquillo, compassato. Possibile? Alberto e i suoi cazzeggiano, l’ingobbita opinionista fa notare come Cristiano Ronaldo abbia provato la sua solita finta ma “gli abbiamo portato via il pallone”, dopodiché: “Gol della Juve!”. È il 2-0? No, quello arriverà poco dopo. È l’1-0, solo che su TeleSanterno la Juventus segna con un paio di minuti di ritardo… No, dai, è troppo anche per me: sul 2-0 riemergono i livori e i dubbi di cinque giorni fa, la partita è finita negli studi televisivi, figurati come può essere combattuta in campo. Fossi abbonato Dazn, mi guarderei la partita, ma in queste condizioni proprio non me la sento. Chiudo il collegamento con una certezza e due dubbi. La certezza: il campionato termina a fine maggio. I dubbi: perché su TeleSanterno il Bologna ha resistito due minuti in più che su Rete7? E soprattutto: quando deciderà, Sabrina, di cambiare il nome della trasmissione? “Non è mai troppo Cardi” rende meglio l’idea di “SoloCalcio”, non trovate?

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