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Pessina a Radiabo: «Il gruppo è cresciuto, anche a livello umano: adesso c’è molta sintonia nello spogliatoio»

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Oggi alle 18 è stato ospite della trasmissione House Of Cinni di Radiabo condotta da Sebastiano Moretto il portiere della Primavera Massimo Pessina. Il classe 2007, che ormai in pianta stabile da sotto età difende i pali rossoblù, ha parlato del buon periodo di forma della propria squadra, capace di risollevarsi dopo un brutto inizio e di vincere 4 delle ultime 5 partite disputate. Il prossimo incontro dei giovani felsinei sarà lunedì 15 gennaio alle ore 13:00, contro la Roma seconda in classifica. Ecco qui l’intervista completa.

 

Partiamo con la domanda principale della trasmissione. Ti piace giocare a calcio e perché hai scelto di farlo?

«Ovviamente mi piace giocare a calcio. Ho iniziato perché mio papà mi ha trasmesso la passione, mentre adesso è diventato anche una cosa più seria, ma continua comunque a piacermi ogni giorno»

Tu sei di Alzano Lombardo, in Lombardia ovviamente. Quando ti sei trasferito nel 2021, come sono stati i tuoi primi anni qua a Bologna?

«Non è stato facile ma almeno non ero l’unico. Per fortuna con gli altri ragazzi in convitto ci siamo sempre aiutati a vicenda e in campo si è pure creato un bel rapporto. Siamo cresciuti insieme»

Come mai hai scelto il ruolo di portiere?

«Anche questo me l’ha passato mio papà. Anche lui era un portiere, ha giocato pure nella Pro Vercelli, quindi ad alti livelli. Ho iniziato da piccolo, allenandomi insieme a lui, poi ho visto che me la cavavo quindi ho continuato in quel ruolo»

Solitamente il primo ricordo dei ragazzi nati all’inizio del nuovo millennio sono i Mondiali del 2006, ma tu sei troppo giovane pure per quelli. Qual è quindi il tuo primissimo ricordo calcistico?

«Probabilmente le partite dell’Inter, squadra che tifo, e poi da piccolo mi ispiravo anche ai grandi portieri come Buffon e Neuer, quindi guardavo pure i loro video cercando di imparare»

Una partita, una parata o un gol che ti ricordi particolarmente di aver visto?

«Forse la parata di Buffon contro il Milan su un colpo di testa di Inzaghi. Ero molto piccolo però»

Venendo al campo, la Primavera nelle ultime 5 partite è la squadra più in forma con 4 vittorie (unica sconfitta contro la Fiorentina). Cos’è cambiato secondo te?

«Direi che il gruppo è cresciuto anche e soprattutto a livello umano, e questo ha influito anche sulla nostra sintonia in campo. È migliorato l’ambiente nello spogliatoio, con i nuovi arrivati che si sentivano più integrati. Alla fine penso sia stata solo una questione di tempo»

Sei partito con l’Under 18 per poi diventare attualmente il titolare fisso in Primavera. In te cos’è cambiato? Quanto ti senti cresciuto in questo ultimo periodo?

«Adesso di partita in partita sento una crescita continua. Analizziamo sempre il match con il mister il giorno dopo e questo mi permette di correggere i miei errori fatti in precedenza. Punto sempre a fare meglio»

Sei un classe 2007 come De Luca, tuo compagno. Avete mai parlato di questa vostra ascesa, dato che entrambi siete partiti da categorie più basse?

«Io e lui direttamente non ne abbiamo mai parlato, ma comunque ci rispettiamo e sappiamo che il salto di categoria è difficile, quindi ci diamo una mano a vicenda. Siamo pure compagni di stanza in convitto, andiamo d’accordo e spesso parliamo di situazioni che potrebbero accadere in partita. Il nostro è un bel rapporto»

Che differenza c’è tra un portiere e un giocatore di movimento che giocano con e contro ragazzi più grandi? Anche il portiere risente della fisicità degli avversari o il fatto di non avere contatti con gli altri calciatori lo facilita?

«Nelle prime partite è stato un po’ più complicato, però penso che per noi portieri la difficoltà più grande sia quella di farsi sempre trovare pronti in qualsiasi situazione. Anche se per 80 minuti non tocchi mai palla deve rimanere sempre concentrato, sempre dentro la partita e respingere magari quell’unico tiro che ti viene fatto»

Ci puoi raccontare brevemente la tua carriera?

«Sono arrivato nel 2021 e ho iniziato a giocare da sotto età con i 2006, per poi fare la mia prima partita con l’Under 16 a gennaio. Dopodiché ho fatto le fasi finali con i miei coetanei del 2007, dove ci siamo purtroppo fermati in semifinale contro la Fiorentina. L’anno dopo ho giocato ancora con i 2006 nell’Under 17, mente quest’anno a inizio campionato sono stato per tre partite con l’Under 18, per poi fare qualche panchina con la Primavera e adesso da cinque partite mi sono guadagnato il posto da titolare»

Lunedì ci sarà la Roma seconda in classifica. Chi temi di più dei giallorossi?

«Onestamente non li conosco bene ma penso che siano tutti forti, lo dimostra la loro posizione in classifica. Io e i miei compagni sappiamo che giocano pure dei fuori quota tra di loro, ma non siamo preoccupati anzi, siamo felici di giocare certe partite, perché quelle più difficili sono anche le più stimolanti. Siamo pronti a soffrire»

 

Fonte: Radiabo 

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