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Raimondo intervistato da 1000cuori: “Sogno il primo gol in Serie A. Spero di rimanere il più possibile”

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Antonio Raimondo, classe 2004, è stato in questi giorni convocato a Coverciano da Roberto Mancini per uno stage della nazionale: un grande riconoscimento per un giovane come lui che, oltre a segnare con la Primavera, ha già esordito in Serie A il 17 maggio 2021 subentrando nei minuti di recupero a Palacio e poi da titolare 21 maggio 2022 contro il Genoa.

Quando è cominciato il tuo rapporto con il calcio?

Ho cominciato a sei anni nella squadra del Russi, abitavo lì vicino, poi ho continuato all’Azzura che è una squadra di Ravenna e in quarta elementare sono andato a Cesena dove sono stato fino alla prima superiore. Poi mi sono trasferito a Bologna.

C’è stato qualcuno che ti ha trasmesso questa passione?

Più che altro è nata al parco e per strada. La mia famiglia è appassionata di calcio, ma non tantissimo.

Sei a Bologna ormai da sei anni. Come ti trovi? Qual è stato il primo impatto?

Il primo anno è stato particolare con i treni stando in convitto, però eravamo tanti ragazzi e ci aiutavamo l’uno con l’altro. Mi sono divertito un sacco. Bologna mi piace molto come città, mi piace fare passeggiate in centro: è molto accogliente come città e come persone.

Lo sport agonistico richiede sacrifici. Come li vivi?

Per me non sono sacrifici. È la cosa che mi piace fare più di tutte e la faccio con tutta la gioia del mondo, anche perché so che ci sono persone che vanno a lavorare la mattina presto e io, invece, vengo qua a fare quello che mi piace. Mi ritengo molto fortunato.

Hai già esordito in Serie A. Qual è il prossimo obiettivo?

Il primo obiettivo per un attaccante è fare il primo gol in Serie A. Spero di rimanere qua il più possibile e trovare il più possibile spazio nella prima squadra per dare il massimo e raggiungere i nostri obiettivi.

Sei a metà tra Primavera e prima squadra. Come ti trovi con gli allenatori e con i compagni?

Mi trovo benissimo con tutti, con l’allenatore della Primavera, con il mister della prima squadra e con tutti i compagni, sia i miei amici della Primavera, sia i ragazzi della prima squadra. In prima squadra mi hanno aiutato molto anche le prime volte in allenamento. Mi trovo benissimo con tutti.

 Immagino che avere un riferimento come Arnautovic sia importante

Cerco di guardare come si muove e quando fa girare la palla. È troppo forte.

Il Bologna è un buon luogo per i giovani?

Sì, è un ottimo club. Ci sono da molti anni e mi sono sempre trovato bene.

Interessi oltre al calcio?

Mi piace uscire con gli amici e con la mia fidanzata, ma non ci sono altri sport che mi piacciono.

Come hai vissuto la convivenza tra calcio e scuola?

Andavo a scuola vicino al convitto in una scuola privata dove andavamo tutti noi ragazzi del Bologna. È uno scientifico sportivo. Ci venivano molto incontro quando avevamo impegni, sia con le interrogazioni, sia con le verifiche. Ci aiutavano anche i professori.

Che augurio vuoi farti per il futuro?

Trovare spazio tra i grandi e fare il primo gol.

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